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3 gennaio 2012 2 03 /01 /gennaio /2012 11:35

Francesco-Crispi-statua-a-Ribera.jpgIl 27 dicembre 2011 ha avuto luogo a Ribera, l'inaugurazione del gruppo statuario in bronzo dedicato allo statista Francesco Crispi (1818-1901) e opera del Maestro Salvatore Rizzuti.
La realizzazione del gruppo scultoreo e la cerimonia di inaugurazione del monumento è stato il punto terminale di una serie di iniziative riberese che hanno caratterizzato l'intero anno e che sono state finalizzatre a creare un nuovo - e dovuto - interesse nei confronti della figura dell'illustre patriota risorgimentale e statista da parte delle più giovani generazioni riberesi. Per esempio, nel contesto di simili iniziative, gli studenti di una scuola hanno realizzato un calendario 2011, illustrante mese per mese i momenti più salienti della vita di Crispi, nelle sue azioni da patriota , da politica e da statista.

E' stato un atto quasi "dovuto", grazie all'encomiabile determinazione del sindaco di Ribera Carmelo Pace, visto che la cittadina dell'Agrigentino ha avuto l'onore di dare i natali ad una figura complessa e poliedrica che, indubbiamente, a pieno titolo si può considerare uno dei padri fondatori dell'Unità italiana e uno di quelli che, da statista, fece grande l'Italia nei suoi primi passi nel consesso delle grandi nazioni.
L'idea di un gruppo scultoreo o di una statua o di un semplice buto ha avuto a Ribera delle vicisitudine tormentate, come ha illustrato Mimmo Macaluso, nel corso del suo intervento subito dopo la scopertura dell'opera statuaria, e nel corso degli anni non ha mai avuto un esito felice: sono sopravvenuti ogni volta fatti contrari, inaspettati eventi, non volontà politica, sino alla felice congiuntura delle celebrazioni del Centocinquantenario dell'Unità, con l'attivarsi delle sinergia tra idee e progettualità, con l'ottima disponibilità del sindaco Carmelo Pace e grazie al supporto dato a questa causa dall'Onorevole Giuseppe Ruvolo, parlamentare di origini riberesi.

Sia il sindaco, sia il Presidente della Provincia  regionale di Agrigento, sia infine lo stesso Giuseppe Ruvolo hanno potuto commentare con un loro breve intervento il significativo momento.
Il gruppo scultoreo di innovativa concezione rispetto alla retorica della statuaria pubblica che immortalò più volte Crispi, all'inizio del Novecento come la famosa statua del Rutelli che si può ammirare a Palermo a Piazza detta "delle Croci",  è opera del Maestro Salvatore Rizzuti.
sindaci agrigentiniSi tratta di un'opera in bronzo, significativa per il suo stile, volutamente anti-retorico, ma nello stesso tempo carica di simbolismo e che accoglie-  in piedi accanto al Crispi che invece è ritratto seduto in una posa rilassata e pensosa - altrettanto significativamente, un personaggio femminile, carico anch'esso di simbolismo, anche se ispirato a Rosalie Montmasson, al tempo compagna (e poi seconda sposa) del Crispi ed unica donna presente nella Spedizione dei Mille.

L'opera scultorea inaugurata a Ribera è tanto più significativa se consideriamo che viviamo in un'epoca in cui le amministrazioni pubbliche sono sempre più restie ad investire in statue di grandi proporzioni che servano al radicamento della memoria della collettività.
inaugurazione monumento a Francesco Crispi LocandinaLa cerimonia d'inaugurazione (avvenuta in grande stile, con la partecipazione di tutti i sindaci della Provincia d'Agrigento) è stata preceduta - nell'Aula consiliare del Comune - da un piccolo convegno "Crispi, la Sicilia e l'Impresa dei Mille", in cui si sono succeduti il Presidente del Consiglio Comunale di Ribera, il medico riberese Mimmo Macaluso (animatore della manifestazione e appassionato raccoglitore di documenti relativi all'epoca del Crispi) in funzione di moderatore, lo storico Ignazio Parrino che ha parlato delle relazioni che legano la figura di Crispi a Ribera e a Palazzo Adriano, Maurizio Crispi (che ha parlato brevemente dell'importanza dello statista all'interno della sua famiglia), e Raimondo Lentini - anche lui cittadino riberese e storico locale - che ha illustrato i complessi legami tra la famiglia Crispi, con tutte le sue ramificazioni, e Ribera.
Contestualmente, è stata inaugurata una piccola mostra di documenti, illustrazioni e altri importanti reperti (molti originali) messi a disposizione dallo stesso Mimmo Macaluso.

 

Foto di Maurizio Crispi

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27 dicembre 2011 2 27 /12 /dicembre /2011 00:56

crispi.jpg(Mimmo Macaluso, per "Momenti") Il forte impegno manifestato sin dall’inizio del suo mandato, dal sindaco Carmelo Pace, di riscoprire, di rilanciare la figura di Francesco Crispi, la decisa volontà dell’on. Giuseppe Ruvolo di rievocare con una iniziativa forte, lo statista riberese in occasione dei 150 anni dall’Unità d’Italia e la mia idea di realizzare una statua a Crispi, si sono concretizzati lo scorso 22 luglio, con la presentazione del bozzetto della scultura, realizzato dal maestro Salvatore Rizzuti.
Ma perché una statua a Francesco Crispi, ad un personaggio storico di grande rilievo, enorme, come lo hanno definito alcuni biografi, ma molto controverso, odiato, amato, osannato o denigrato al tempo stesso, come Mussolini, che non esitava a definirlo suo ispiratore politico, mentre Gramsci ne disprezzava l’operato?

Perché una statua ad uno statista di destra, che giovane politico, accarezzava  ideali vicini alla sinistra?

Perché ad un ateo, che in realtà era un fervente credente, anche se accanito anticlericale?

Ad un giovane rivoluzionario siciliano, che in età matura si trovò a soffocare con mano ferma e risoluta, i moti rivoluzionari siciliani dei fasci? 

Perché un monumento ad un dichiarato  repubblicano, che dopo avere contribuito in modo determinante a scacciare dalle Due Sicilie la dinastia borbonica, le consegnò al re Sabaudo, professandosi monarchico?

Sicuramente perché dietro queste forti contraddizioni, c’era un uomo che aveva un solo scopo, un obiettivo che grazie ad una personalità fortissima, è riuscito a concretizzare: l’unità dell’Italia. E Ribera, che ha dato i natali a Crispi, non può esimersi dall’onorarlo, se non si vuol mettere in discussione, la ricorrenza dei 150 anni, che tutta la Nazione sta festeggiando.
Che Crispi sia stato il maggiore artefice dell’epopea dei Mille, non è la partigiana asserzione campanilistica del sottoscritto, in quanto lo dicono i suoi numerosi biografi, lo asseriscono molti storici, ma soprattutto la afferma chi non può essere smentito:  Giuseppe Garibaldi!  
“…incontaminato amico mio – gli scrive -  primo per senno nella gloriosa nostra spedizione e vero organizzatore e reggitore del forse invidiato governo del ’60 …”
Instancabile tessitore di una sottilissima trama, Francesco Crispi ha cercato finanzieri e finanziamenti necessari all’impresa; con due viaggi pericolosissimi, condotti sotto mentite spoglie, ha preparato l’Isola all’insurrezione, trasportando con se, persino il calco in creta di una bomba, da costruire su larga scala e nel momento in cui tutti sconsigliavano Garibaldi, di lanciarsi in un'avventura, considerata se non suicida, folle, sicuro del suo operato riusciva a convincere il Generale ad avventurarsi nell’impresa, fino a falsificare, per convincerlo a partire, i dispacci cifrati che provenivano dalla Sicilia, dove si comunicava il fallimento dei moti insurrezionali.

Ed in tutto questo, una donna accanto a lui, instancabile come lui, a tessere trame, a trasportare per mezza Europa, messaggi ai rivoltosi, ad imbarcarsi, unica donna fra mille uomini, nella epica crociera da Quarto a Marsala e ad assistere amorevolmente i feriti di Calatafimi: la moglie di Crispi, Rosalie di Montmasson. Ecco perché si realizza una statua a Crispi ed ecco perché lo scultore Salvatore Rizzuti, ha voluto rappresentare accanto allo statista, Rosalie.

Anche questo, un atto dovuto.

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26 dicembre 2011 1 26 /12 /dicembre /2011 23:55

Macaluso-Rizzuti-e-statua-Crispi.jpg

 

Il 27 dicembre 2011, verrà scoperto a Ribera un gruppo scultoreo dedicato allo statista Francesco Crispi (1818-1901) per commemorarne la figura complessa e poliedrica di patriota, giurista, politica e statista. 

Ciò avviene nella dirittura finale dell'anno che ha visto le celebrazioni del Centocinnquantenario dell'Unità d'Italia, quasi per rimediare ad una grande rimozione cui venne sottoposto Francesco Crispi nella memoria pubblica riberese e siciliana in genere, forse perchè gli storiografi dell'immediato dopoguerra videro in lui - limitandosi ad esaminare solo alcuni aspetti del suo operare (la svolta verso il conservatorismo, le azioni repressive culminate con l'intervento dell'esercito contro il movimento dei Fasci Siciliani, la politica di espansionismo coloniale tragicamente esitata nella sconfitta di Adua - una figura che in qualche modo anticipava alcuni temi propri del fascismo, (tanto da indurre una parte della critica storiografica da considerarlo quasi un proto-dittatore), dimenticando invece tutti gli altri aspetti: quello del fervente patriota, dell'instancabile divulgatore di idee e fermenti nuovi, dell'abile stratega politico capace di mettere insieme volontà ed intenti, catalizzando le azioni da intraprendere, dell'organizzatore della logistica dell'impresa dei Mille, ma anche le azioni di riformatore sociale (sua la legge che sanciva il diritto di sciopero, sue le leggi tuttora in larga parte vigenti sulla previdenza sociale e sul sistema pensionistico)

Ribera, con questa iniziativa (che ha visto una serie di  eventi culturali tematici nel corso dell'anno, l'allestimento di una piccola mostra all'interno di uno spazio espositivo nel Municipio, una tavola rotonda che precederà la scopertura del gruppo scultoreo stesso, ha voluto riscattarsi da questo silenzio prolungato nei confronti d'uno dei suoi cittadini più illustri, andando contro corrente anche rispetto al silenzio generalizzato su Francesco Crispi in questo intero anno di celebrazioni del 150° anniversario dell'Unità di Italia, di cui lui fu uno dei fautori più ferventi e uno degli autori, meritando un posto pari a quello di Mazzini, di Garibaldi, di Vittorio Emanuele II e di Cavour.

I Riberesi, complici diverse amministrazioni che si sono succedute negli anni a partire dal Dopoguerra,  hanno cercato in tutti i modi  rimuovere la figura di questo personaggio, arrivando, persino, a non  acquisire la sua casa natale.

Ma ora, finalmente, è giunto il momento di un significativo cambio di rotta,  con le iniziative intraprese dall'attuale Sindaco di Ribera, Carmelo Pace, con il supporto di Mimmo Macaluso: ne fanno fede i diversi convegni di studio organizzati o anche alcuni concorsi proposti nelle scuole  per fare conoscere agli studenti ed alla  cittadinanza questo illustra riberese.

In questo contesto di rinnovata attenzione attorno alla figura di Francesco Crispi, dietro sollecitazione dell'onorevole Giuseppe Ruvolo, riberese, è nata l'idea della realizzazione di un gruppo scultoreo per commemorare il patriota, lo statista (e non ultimo anche il cittadino riberese), come tardivo - ma significativo - tributo alla sua memoria. 

Con la certezza di un fondo destinato all'opera, l'incarico della realizzazione dell'opera è stato affidato al Maestro Salvatore Rizzuti e si è ora giunti all'atto conclusivo di questa lunga gestazione con la cerimonia di inaugurazione.

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25 novembre 2011 5 25 /11 /novembre /2011 07:15

DSC04812Il Coordinamento H (Coordinamento H per i diritti delle persone con disabilità nella Regione Siciliana - Onlus)  organizza  un Incontro/Dibattito su “Lo stato delle Politiche sulla Disabilità e la Riabilitazione in Sicilia” che si svolgerà  a Palermo martedì 29 novembre, presso la Sala Convegni di Villa Niscemi, alle ore 9,30.

Finalità di tale iniziativa è fare il punto dello stato di applicazione delle norme vigenti in Sicilia su disabilità e riabilitazione.

In particolare, dopo l’emanazione del Piano Sanitario Regionale - Piano della Salute 2011-2013, pubblicato sulla GURS del 29 luglio 2011, la pianificazione degli interventi in questo ambito e la loro realizzazione nel territorio dovrebbe concretamente migliorare la qualità della vita per le persone con disabilità.

Si vuole iniziare un dialogo con tutti i soggetti coinvolti in questa tematica affinché si attui un percorso per facilitare l’attuazione di questi processi nel territorio e si realizzi una reale presa in carico delle persone con disabilità.

Dopo l'apertura dei lavori con Salvatore Crispi, interverranno:

Dott.ssa Lucia Borsellino, Direttore generale del “Dipartimento attività sanitarie e osservatorio epidemiologico”;

Dott. Giuseppe Greco, Segretario regionale Cittadinanzattiva e Coordinatore Consulta regionale Sanità dell’Assessorato per la Salute;

Dott.ssa Angela Peruca, Forum Terzo Settore Sicilia

Dott. Edoardo Barbarossa, Fondazione Odigitria 

Le conclusioni al dott. Massimo Russo, Assessore regionale per la Salute

 

Sono invitati i rappresentanti degli Organi Istituzionali competenti, tutti i Direttori Generali e Direttori Sanitari delle Aziende Sanitarie siciliane, tutte le Forze sociali e sindacali.

 

Salvatore Crispi (Responsabile del Coordinamento H)

 

Foto di Maurizio Crispi


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5 ottobre 2011 3 05 /10 /ottobre /2011 06:56

foresta.jpgNel contesto dell'edizione 2011 di Bergamo Scienza, in corso di svolgimento per l'organizzazione del Sistema Bibliotecario della Val Seriana, avrà luogo il 6 ottobre, un incontro particolare all'Auditorium di ALBINO (Bg) sul tema Foreste: il futuro della natura.
A partire dal saggio di Davide Sapienza edito nel 2009 su "Pensieri Viandanti: l'etica del camminare" (Diabasis Ed, 2009), lo scrittore lombardo e il giornalista - e autore - Stefano Ardito svilupperanno questo tema a partire da una visione naturalistica della Terra.
 

6 ottobre 2011 - Conferenza sul tema "Le foreste, il futuro della natura": questa una sintetica premessa degli argomenti che verranno trattati.
(da www.bergamoscienza.it) Un antico capo pellerossa diceva: Tutto quello che fai alla Terra, lo fai a te stesso. Il “cambiamento climatico” relativo alle scelte relative al nostro ruolo nella Natura, dovrebbe partire da nuove forme di pensiero. I padri della nuova visione naturale e dell’ecologia sono stati scrittori come Henry David Thoreau e Walt Whitman, pensatori come Aldo Leopold, John Muir, fondatore del primo parco nazionale al mondo in USA. Una linea evolutiva che ha portato l’avvocato Cormac Cullinan a coniare il titolo del suo libro-manifesto Wild Law, grazie al quale il dibattito si è spostato anche su un terreno giuridico; le wild laws sono quelle pensate per bilanciare i diritti e le responsabilità della razza umana di fronte a quelli degli altri componenti della comunità terrestre: piante, animali, fiumi, ecosistemi, etc.
Nel 2010 è nata la Dichiarazione Universale dei Diritti della Madre Terra: lontano da una visione antropocentrica, il nostro sarà il secolo del riconoscimento della reale gerarchia del Pianeta e le specie viventi dovranno realmente armonizzarsi per garantire le risorse vitali per le generazioni future.
In Italia, dove i reati ambientali prevedono solo pene amministrative, nell’ultimo decennio è aumentato in maniera esponenziale un silenzioso e moderato movimento che riconosce ampiamente “diritti alla Natura”, nonostante le scelte politiche, che vanno nella direzione opposta, e l’assenza di una visione complessiva condivisa.
 

 

 

Sistema Bibliotecario della Valle Seriana
Relatore
Davide Sapienza - scrittore
Modera
Stefano Ardito - giornalista
BergamoScienza

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20 settembre 2011 2 20 /09 /settembre /2011 12:12

DSC06579Si è celebrato ieri (nella domenica pomeriggio del 18 settembre, a partire dalle 17.30) l'anniversario dell'azione civica denominata il Quadrilatero Fiorito.
Si tratta di un'iniziativa spontanea, scaturita da alcuni privati cittadini che, desiderosi di combattere il degrado e l'abbandono del proprio quartiere, hanno deciso di intraprendere delle azioni di miglioramento e di manutenzione, non sostituendosi alla pubblica amministrazione assente, ma ad essa fornendo con il proprio intervento attivistico, uno stimolo vitalizzante a meglio operare.
Così, il quadrilatero residenziale (delimitato da quattro strade ortogonali e parte del Quartiere Libertà) in cui è stato avviato l'esperimento ha goduto di una maggiore pulizia e ne è indubbiamente migliorata l'estetica, grazie a grandi fioriere e a piante ornamentali, collocate opportunamente davanti agli esercizi commerciali aderenti all'iniziativa.
Grazie ai fondi raccolti è stato assunto un operatore ecologico che provvede alla pulizia ambientale, sopperendo alle deficienze degli Operatori ecologici comunali.
Sempre in corrispondenza degli esercizi commerciali aderenti (soprattutto nel caso dei locali pubblci) sono stati posti speciali portacicche, in modo tale da ridurre l'impatto ambientale dei mozziconi di sigaretta buttati di malagrazia a terra.
Ancora, piccoli cartelli con esortazioni pedagogiche sono stati collocati qua e là, in buona vista dei cittadini che usano la pubblica via.
DSC06606.JPGQuadrilatero Fiorito è un'iniziativa non solitaria, dal momento che, a Palermo, a pelle di leopardo ne stanno sorgendo o ne sono già attive altre con denominazioni di tipo diverso, ma tutte animate dagli stessi principi informatori e da eguali idealità.
Il principio che permea l'iniziativa è che l'ambiente è di tutti, essendo un bene comune e che tutti di conseguenza devono contribuire alla sua tutela.
Principio sacrosanto e condivisibile.
Tuttavia, in tutto questo (che sembra bellissimo, di primo acchitto) c'è, a mio avviso, un piccolo neo: quello di appartenere alla categoria delle "azioni" - sino a prova contraria e sarei davvero lieto di essere contraddetto - un po' troppo autoritarie e verticistiche, che nascono da un'oligarchia di cittadini che, ponendosi su di un gradino più alto, rivendicano un ruolo di "guida" e il diritto di agire per il bene comune sulla base di un'idea monolaterale di ciò che è bene comune, ma senza aver prima consultato tutti gli altri citttadini per avere un'idea dei bisogni espressi dalla base e per potere agire di conseguenza.
DSC06626Alcune iniziative, in questa luce, parrebbero discutibili, come la proposta di un incremento della videosorveglianza stradale (nelle vie coinvolte) al fine di aumentare il coefficente di sicurezza dei cittadini del quartiere.
Sarebbe auspicabile che silmili, lodevoli, iniziative scaturissero maggiormente dalla base dei cittadini: il coinvolgimento funziona e arriva al suo massimo soltanto attraverso una responsabilizzazione diretta dei singoli cittadini e dall'aver fatto propri i valori dell'ambiente.

Cosa che può essere portata avanti solo attraverso una costante tensione pedagogica ed educativa: si vedano, ad esempio, le multiforme azioni intraprese nel contenitore "Puliamo il Mondo", promosse da LegaAmbiente che sono andate avanti tra il 16 e il 18 settembre in tutto il nostro territorio nazionale e sempre con il coinvolgimento dei più giovani, sulla scia dell'iniziativa su scala mondiale intitolata “Clean up the world”, la più importante campagna di eco-volontariato del mondo, nata a Sidney in Australia nel 1989 (per approfondire vai al seguente articolo: L'Italia si mobilita per Puliamo il mondo).
Oppure attraverso la responsabilizzazione individuale, in cui ognuno in maniera volontaristica, fa quel che può per migliorare il proprio micro-ambiente, come è nel caso dei Guerrilla Gardener a Palermo e in altre realtà dello Stivale.

Ma forse, se si arrivasse a ciò, ognuno farebbe la sua parte senza bisogno di nessuna associazione che, per funzionare (ciò detto per inciso), richiede il pagamento d'un obolo mensile per famiglia (€2.00) e per esercizio commerciale (€3.00).
Un'utopia forse che, se si avverasse, configurebbe nel suo piccolo un'applicazione felice dei principi dell'anarchismo libertario.
Ma siccome ciò è impossibile, vanno avanti delle iniziative che, purtroppo, mantengono - seppur dissimulato abilmente - un sapore di stucchevole paternalismo.
Alla fine dei discorsi celebrativi, della presentazione di un bollettino informativo a stampa prodotto dalla stessa associazione con una serie di articoli che fanno il punto dello stato dell'arte delle cose dopo un anno di attività e del dibattito (scarno), ha avuto luogo un rinfresco offerto dall'Associazione "Quadrilatero Fiorito" e dagli sponsor correlati.
Numerosa è stata la partecipazione di un pubblico, composto essenzialmente da cittadini residenti.

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17 agosto 2011 3 17 /08 /agosto /2011 09:32

mafia o sviluppo(Dal profilo Facebook Di Girolamo Editore). Domenica 28 agosto, alle ore 20, a Palermo, a Palazzo Steri, Piazza Marina, nell'ambito delle iniziative organizzate da Addiopizzo e Libero Futuro per il 20° anniversario dell'assassinio di Libero Grassi, avverrà la presentazione della ristampa del libro: Mafia o sviluppo. Un dibattito con Libero Grassi. 1991-2011, Di Girolamo Editore, con scritti di Umberto Santino, Tano Grasso e Ugo Forello. Intervengono: Umberto Santino, Tano Grasso, Costantino Garraffa, Ivanhoe Lo Bello, Roberto Helg, Gaetano Paci, Enrico Colajanni, Ugo Forello, Pina Maisano Grassi. Modera: Felice Cavallaro

Il 4 maggio del 1991, a pochi mesi dalla dichiarazione di Libero Grassi che non avrebbe pagato il pizzo, si svolse nell’aula consiliare del Comune di Palermo un incontro che voleva essere di sostegno alla sua iniziativa, ma che vide nei fatti una scarsa partecipazione. Dopo l’assassinio, è stato pubblicato un libretto con le trascrizioni degli interventi.

Riproponendolo, a vent’anni dall’omicidio, la casa editrice vuole fare memoria della scelta di un imprenditore “anomalo” in quella stagione, ma pure segnalare i frutti che il suo esempio ha prodotto, con le ribellioni alla signoria territoriale mafiosa di altri imprenditori e con le esperienze di consumo critico avviate negli ultimi anni. Libero Grassi parlava anche, o soprattutto, di politica, di qualità del consenso: una riflessione attualissima in un contesto in cui la politica continua ad essere campo aperto alle mafie e con il berlusconismo la legalizzazione dell’illegalità e la ricerca dell’impunità a ogni costo sono diventate prassi quotidiana. Un’Italia lontanissima da quella, pulita, colta, responsabile, per cui si batteva.

 

AA.VV., Mafia o sviluppo. 1991-2011 Vent'anni dopo. Scritti di Umberto Santino, Tano Grasso e Ugo Forello di Addiopizzo, Di Girolamo Editore.

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16 agosto 2011 2 16 /08 /agosto /2011 18:43

Eventi-3428-R.JPGNel quadro delle manifestazioni nel cartellone di "Porto d'Arte. Rassegna di musica e teatro" (3^ edizione, dal 27 luglio al 4 settembre 2011) presso il complesso monumentale Castello a Mare di Palermo, ha avuto luogo il 13 agosto il concerto di Franco Battiato (Franco Battiato Live: "Up patriots to arms").

Promotore della rassegna, in cui era incluso l'evento, è l'Autorità Portuale di Palermo, mentre la parte organizzativa è sviluppata da Terzo Millennio. Progetti artistici.

Il concerto di Franco Battiato, preceduto da una breve esibizione di Luca Madonia (ex-componente del gruppo De Novo),  ha visto una grandissima affluenza di pubblico di tutte le età, dal momento che i seguaci di Battiato sono transgenerazionali, poichè il gusto per la sua musica e i suoi testi vengono trasmessi dai genitori ai figli, ma anche per il fatto che i suoi moduli musicali si sono evoluti con il tempo, avvicinandosi nelle ultime sperimentazioni e produzioni discografiche sempre di più alla sensibilità house.

Il repertorio classico di Battiato c'è stato tutto: dai pezzi più recenti (come l'omaggio musicale a Giuni Russo, la cantante da lui valorizzata e spentasi a Milano nel 2004 dopo una lunga malattia o altri in cui, in modo graffiante, fa riferimento all'attualità e ai "mali" del mondo contemporaneo) a quelli storici come, ad esempio, il gettonato Cuccurucucu Paloma.

Eventi 3448Quando si è arrivati alla fase finale dell'esibizione, il pubblico avrebbe voluto spingere maggiormente verso la rivisitazione dei suoi pezzi d'annata, invocando a voce specifici brani e a quel punto il musicista catanese ha replicato bonariamente: "Mi state trattando come un Juke-box...".

Altri, invece, avrebbero preferito un finale più centrato sui brani evoluti nella direzione della musica house.

Ma - a prescindere dallo stile musicale di Battiato che, nell'occasione, era anche accompagnato da un quartetto d'archi - rimane indubbio il carattere "esoterico" e meditativo dei suoi testi alcuni dei quali in modo più esplicito presentano ricchi ed articolati riferimenti al pensiero del filosofo, scrittore, mistico e "maestro di danze" armeno, Georges Ivanovič Gurdjieff (Alexandropol, 14 gennaio 1872 – Neuilly, 29 ottobre 1949), delle cui idee Battiato è un profondo conoscitore.

E, in effetti, la sua musica possiede delle qualità estatiche non indifferenti, a cui contribuisce il modo stesso di Battiato di interpretare i suoi brani e di condurre i musicanti in un tutt'uno che, se si riesce ad ascoltare uscendo dalle categorie dell'ovvio e del normale, ti porta ad ascendere verso l'alto e a liberare la mente: forse, per questo, Battiato sul palcoscenico, per quanto vestito "normalmente" o, forse, in maniera addirittura severa, assume per chi lo può intendere un aplomb alquanto ieratico e, senza volerlo essere, da guru che, attraverso il canto, impartisce  lezioni filosofiche non dall'alto della cattedra, ma vissute.

La vocazione filosofica di Battiato viene da lontano: come è noto, molte delle sue opere discografiche  nascono da una collaborazione (o sono state ispirate) con il filosofo Manlio Sgalambro, a volte compositore dei testi: e, anche in questo concerto, Manlio Sgalambro è stato chiamato a calcare il palco per leggere alcune delle sue composizioni tra cui Teoria della Sicilia.

Molto entusiasmo ordinato, da seduti, applausi molti e, soltanto all'ultimo, il pubblico ha invaso gli angusti spazi tra i blocchi di file di sedie per tentare di muovere i corpi al ritmo delle musiche, almeno con quei brani più house che spingevano a farlo.  Ma lo spazio disponibile non era sufficiente e, in ogni caso, alla fine, anche quelli che avrebbero voluto rimanere seduti, si sono dovuti alzare tutti in piedi.

Il luogo (Il Castello a Mare di Palermo) che è stato scenario del concerto possiede delle grandissime qualità, che non sono adeguatamente valorizzate: essendo le sedie poste tutte sullo stesso piano agli spettatori arretrati rimane ben poco da vedere e, in questo caso, i due maxi-schermi (pure loro collocati troppo in basso rispetto alla traiettoria degli sguardi più lontani) hanno aiutato ben poco. Occorrerebbe fare qualcosa di più: così, il servizio reso, a detta di molti, non ripaga il costo del biglietto.

 

Su Giuni Russo

http://it.wikipedia.org/wiki/Giuni_Russo

http://archiviostorico.corriere.it/2004/settembre/16/canti_delle_Carmelitane_per_ultimo_co_7_040916014.shtml

 

Su Georges Ivanovič Gurdjieff

http://it.wikipedia.org/wiki/Georges_Ivanovi%C4%8D_Gurdjieff

 

Franco Battiato a Palermo. "Gli uccelli"

 


 
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24 luglio 2011 7 24 /07 /luglio /2011 15:42

Eventi-1774R.JPGDopo la parentesi al Velodromo di Palermo con la performance di Zucchero, preceduta da quella degli Asl 3 (Sicilia) e di Aurelio Martinez (Honduras), Womad in Sicily va in archivio con le puntate del 22 e del 23 luglio nello scenario del Teatro della Verdura.
Nella serata del 22 luglio, come da programma, si sono succeduti sul palco due gruppi siciliani, rispettivamente i Folkage e gli OM, seguiti da due grandi star: il grande Bruce Cockburn, canadese, trent'anni in carriera musicale e un numero enorme di dischi pubblicati, di premi e di riconoscimenti discografici internazionali, che è andato molto avanti nell'esplorazioni delle capacità espressive della chitarra acustica e della voce; e, infine, l'algerino Khaled che ha chiuso la serata, con grande gioia della stragrande degli spettatori che, dopo le ristrettezze patite il giorno d'esordio, hanno avuto la possibilità di lanciarsi nelle danza.
Eventi-1947R.JPGKhaled, all'inizio della sua carriera musicale - iniziata in giovanissima età - grande rappresentante del Rai e del Pop-Rai, grande sincretico di generi musicali, si è lasciato andare negli ultimi anni a qualche ammiccamento a motivi più commerciali e più appetibili per il grande pubblico europeo come Aisha oppure Didi che l'hanno fatto uscire dalla nicchia di genere per farlo diventare apprezzato anche dal grande pubblico, rimanendo pur sempre trascinante nella sua performance che, a tratti, raggiunge livelli quasi da trance.
Dei due gruppi siciliani i Folkage sono stati un'autentica sorpresa,, per la loro capacità di mescolare generi musicali diversi, con un prodotto finale "sincretico"e fortemente contaminato, nelle cui escursioni sonore tuttavia  il filo conduttore, unificante e di ispirazione è rappresentato dalla tradizione folk siciliana. Grazie alle intense escursioni canore della vocalist Anna Bonomolo, i Folkage hanno eseguito alcuni pezzi di straordinaria forza (Vitti 'na crozza, E viri u' dannu ca fanno 'i babbaluci, Mi vogghiu maritari, per citare alcuni esempi), in cui alle battute d'inizio apparentemente tradizionali seguiva poi un testo canoro e musicale quasi "pirotecnico", eseguito con numerose variazioni sonore, che - pur lontanissime dalla tessitura musicale originale - in realtà, le conferivano nuovo vigore in un palinsesto ricco, articolato e creativo.
Gli OM che hanno un loro seguito, molto ampio, e non solo in Sicilia, hanno dimostrato di essere dei musicanti, colti e capaci di belle esecuzioni in cui voci e strumenti realizzano degli impasti sonori raffinati e gradevoli. Grande punteggio alle atmosfere musicali, mentre poco interessanti e forse un po' noiosi e ripetitivi - giù sentiti - i testi.

Eventi-2045R.JPGLa serata del 23 luglio - quella conclusiva - prevedeva le perfomance di un altro gruppo siciliano i "Cirrone", seguiti da Sarah Jane Morris, grandissima voce blues e molto nota al pubblico siciliano che l'ha vista diverse volte calcare i palcoscenici nostrani in tournée, e dal giamaicano "doctor" Jimmy Cliff che ha trasportato gli spettatori nel cuore di trascinanti atmosfere ska e reggae, che nuovamente - come la sera prima, Khaled - hanno sospinto molti degli spettatori in un turbine di danza.
I Cirrone che hanno eseguito molti pezzi tratti dal loro più recente disco, propongono una musica abile, molto amalgamata, ricca di suggestioni beatlesiane, estremamente apprezzabili indubbiamente, anche se sarebbe auspicabile da parte loro una ricerca verso sonorità più originali, facendo leva sulla loro indubbia capacità tecnica di padroneggiare gli strumenti musicali ed esprimersi con vigore ed incisività.
Trascinante come sempre Sarah Jane Morris che, seguendo la consuetudine che le è cara di stabilire un rapporto anche conversativo con il suo pubblico, ha spiegato i diversi brani che si accingeva ad eseguire, rivelando tuttavia una vena molto più intimista e malinconica del solito, poichè alcuni dei testi erano fortemente connotati in senso autobiografico e gravidi di ricordi ed emozioni. Voce potente, grandi escursioni sonore, accompagnate da una manifestazione di canto globale: Sarah Jane Morris canta con l'intero corpo che si agita e si scuote in modo molto "jerky", a scatti, un po' evocativo della presenza scenica di Joe Cocker,  ma ricorda anche tanto alcune delle atmosfere intensamente emozionali di Janis Joplin che è, indubbiamente, una delle "radici" della musicalità di Sarah Jane Morris, come dimostra l'esecuzione - a mo' di tributo - della cover di "Take another little piece of my heart", uno dei pezzi più dolenti e appassionati della grande Janis. E solo Sarah Jane Morris è capace di eseguirlo, facendo in qualche modo rivivere la passione e le emozioni che, con questa canzone, trasmetteva Janis.
A Sarah Jane Morris, vanno tutte le nostre simpatie: non delude mai.
Eventi-2170R.JPGInfine, momento clou della serata, veramente tanto atteso, è stato quello dell'entrata in scena - dopo l'ennesimo cambio palco di "doctor" Jimmy Cliff e della sua band che ha offerto ai fan un caleidoscopio di motivi ska e reggae, con una grandissima presenza scenica ed un effetto trascinante sia sugli impenitenti danzatori che si sono letteralmente scatenati, sia sul resto del pubblico che non ha potuto fare a meno - sul finire - di alzarsi in piedi e seguire i riff a tempo di musica, mettendo in moto qualche parte del corpo, il piede o le spalle o soltanto le braccia o le mani o la testa. La vera musica è così: entra nella testa attraverso le orecchie, ma poi - se è veramente trascinante - finisce con il diventare un'esperienza psicosomatica diffusa che dalla testa scende in tutto il corpo e, per quanto si voglia essere compassati, il corpo viene invaso e sommerso dalle sonorità.
Con i cromatismi musicali e i ritmi di Jimmy Cliff si è chiusa splendidamente questa 14^ edizione del Womad in Sicily, aderente al circuito internazionale del Womad fortemente voluto da Peter Gabriel, e realizzata con la direzione artistica di Fabio Lannino.

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21 luglio 2011 4 21 /07 /luglio /2011 12:08

Eventi-1718.JPGSi sta svolgendo a Palermo, tra il 20 e il 23 luglio 2011, il festival WOMAD. World Festival (che giunge alla sua 14^ edizione: la ripresa, dopo un breve periodo di interruzione, fu nel 2010 nello scenario di Villa Filippina di Palermo), con un programma ricco ed articolato il cui intento - secondo il "manifesto" di Peter Gabriel che si colloca alle origini stesso del grande happening musicale, è quello di unire i cromatismi sonori locali alla grande musica del mondo nelle sue più diverse espressioni e proveniente dai più vari contesti, facendo leva alla grandissima ed inestimabile risorsa della diversità e delle differenze  tra i popoli e, al tempo stesso, amalgamandole assieme per ottenere anche il risultato di una pacifica demolizione dei razzismi e delle intolleranze e promuovendo quindi, attraverso combinazioni ed incontri musicali, inattesi sincretismi e nuovi ed originali linguaggi sonori.
L'evento di quest'anno, portato avanti dall'Associazione Womad in Sicily, con il patrocinio e il supporto dell'Assessorato Regionale al Turismo, vede, anche questa volta, Fabio Lannino come Direttore artistico della manifestazione.
Il 20 luglio, nella bella atmosfera del Teatro di Verdura, ma resa fredda dalla rigida disposizione delle tribune (ineliminabile) e da un servizio d'ordine piuttosto rigido e occhiuto che ha impedito le danze agli spettatori desiderosi di farlo sotto il palco (aspetto migliorabile: ci sarebbe da lavorare per attenuare gli effetti di disposizioni applicate rigidamente e in maniera francamente ottusa), togliendo forza allo svilupparsi spontaneo dell'happening e della sua kermesse - creando, piuttosto, un clima alquanto incartato e costrittivo per i molti che volevano soltanto divertirsi, si sono succedute le belle atmosfere jazz del Mazzamuto's Quintet (Sicily); le straordinarie sonorità blues degli Hot Tuna (più di 30 anni di attività, esosrditi con l'imperdibile album "Hot Tuna" dalle grandi, essenziali, suggestioni blues) con il mitico (per chi lo ha conosciuto come musicista della band californiana Jefferson Airplane) Jorma Kaukonen alla chitarra, Jack Casady al basso e Skoota Warner, bravissimo batterista, entrato solo dal 2008 a far parte della band, prima esclusivamente fondata sul duellare di basso e chitarra, con l'aggiunta occasionale delle sonorità del mandolino, e capace di dar vita ad uno strepistoso a solo; e, infine, dulcis in fundo, è stata regalata agli spettatori la botta di vitalità e allegria dell'Orquesta Buena Vista Social Club, con la straordinaria partecipazione di Omara Portuondo e di Barbarino Torres, i due musicisti viventi dell'entusiasmante tradizione cubana del Buena Vista Social Club, scoperta da Wim Wnders negli anni Novanta e trasposta nell'omonimo film che ebbe successivamente il contorno di numerose tournée americane ed europee del gruppo storico di quei musicisti ormai ultraottantennni che - senza il felice tocco di Wim Wenders - sarebbbero rimasti sconosciuti ai più, come Ruben Gonzalez, Compay Segundo o Ibrahim Ferrer (tutti deceduti negli ultimi anni).

Quella del Buena Vista, è stata una performance ricca e vitale, soprattutto generosa, perchè si è protratta ben al di là dei tempi previsti in scaletta: dopo due trascinanti bis, il pubblico è stato finalmente congedato quasi all'una di notte.

 

 

Vedi la galleria fotografica

 

Seguiranno nei prossimi giorni, secondo il cartellone:
21 luglio - Womad meets Zucchero, presso il Velodromo di Palermo. Si esibiranno:
Asl 3 (Sicily)
Ebo Taylor (Ghana)
Aurelio Martinez (Honduras)
Zucchero (Italy)

22 luglio, di nuovo al Teatro di Verdura
Khaled (Algeria)
Bruce Cockburn (Canada)
OM (Sicily)
Folkage (Sicily)

23 luglio, Teatro di Verdura
Dr Jimmy Cliff (Jamaica)
Sarah Jane Morris (UK)
Cirrone (Sicily)

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DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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