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21 agosto 2013 3 21 /08 /agosto /2013 18:56

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(Maurizio Crispi) Nella foto si può osservare la facciata di uno dei fantastici negozi di Camden Town, dove tutto è messo in mostra all'insegna dell'eccentricità e dell'advertisment originale e creativo, ma anche con il desiderio di far colpo sui potenziali acquirenti, qualsiasi cosa venga messa in vendita.
E' chiaro che, poi, i diversi negozietti s'imitano a vicenda, ma ogni tanto qualcuno se ne viene fuori con un'idea originale che, successivamente, verrà rapidamente riprodottta anche da altri.
Altri punti di vendita, invece, si mantengono fedeli alla loro tradizione espositiva che - in un certo senso - diventa il loro "marchio".

Nel caso illustrato dalla foto l'allestimento ingenera confusione: infatti, se - da un lato - è lecito pensare che qui vengono vendute fantasiose calze da donna, si potrebbe anche ipotizzare che belle gambe di manichino siano qui in vendita per l'asporto e per successivi usi privati. 
O che non ci sia qualche allusione di altro genere, per caso? In ogni caso, in Italia, questo allestimento potrebbe rappresentare un'ottima pubblicità alquanto naif per le calze OMSA di un tempo.

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20 agosto 2013 2 20 /08 /agosto /2013 19:12

Scoperta in Brasile una ignota specie di salamandra, battezzata per la sua foggia A volte circolano nella rete delle notizie che sono al limite della "bufala" o della leggenda metropolitana.
E il fatto che, se - alla ricerca di conferme - si fa una ricerca su internet si trovino tanti link che rimandano a siti diversi, che parlano tutti in modi lievemente diversi della stessa notizia, in genere, non è un elemento sufficiente per poter dire che la notizia è vera, fuori da ogni dubbio.
Anche perchè si può notare che le notizie circolanti su siti web diversi hanno tutte una matrice comune: e, quindi, la notizia che rimbalza da un sito all'altro finisce con il trovare una sorta di conferma puramente virtuale.

Così, di fronte a notizie singoloari come quella delll'identificazione di una specie nuova di salamandra che, per via della sua particolare foggia, è stata denominata da presunti "esperti" che l'hanno esaminata "sepente-pene", non si può che rimanere perplessi.

 

Bisogna dirlo, bello proprio non è l’esemplare faunistico scoperto in Brasile di recente da alcuni esperti, mentre stavano esaminando una diga idroelettrica in Amazzonia.
Si tratta di un tipo di salamandra sinora sconosciuto agli zoologi di tutto il pianeta, che è stato ribattezzato serpente-pene a causa della sua particolare forma e colorazione, che lo fanno assomigliare ad un serpente senza occhi.
Potrebbe essere un raro tipo di salamandra ignoto fino ad oggi o, secondo alcuni scienziati, una specie sconosciuta dei rettili Atretochoana eiselti, meglio note come salamandre, appunto. L'appellativo di “serpente-pene” gli è stato affibbiato a causa della sua forma e colorazione particolari, che lo farebbero somigliare ad un serpente senza occhi e sia all'organo genitale maschile.
Sono sei gli esemplari di questo animale scovati sul fondo del fiume Madeira, nello stato settentrionale brasiliano di Rondonia, facendo esultare tutti gli addetti ai lavori per l’inedita scoperta scientifica.
Solo due sono stati prelevati in nome della scienza. Si tratta, infatti, di una scoperta straordinaria che conferma quanto ancora l'uomo debba scoprire del suo stesso pianeta e quanto la Natura preservi nonostante la nostra presenza, a volte invadente.
Si sostiene che il serpente-pene respiri attraverso la pelle e si nutra di piccoli pesci e vermi. Ma c'è ancora molto da studiare. L'Amazzonia è per eccellenza una scatola delle meraviglie che ospita innumerevoli specie animali e vegetali di cui l'uomo deve ancora rendersi conto.

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16 agosto 2013 5 16 /08 /agosto /2013 17:49

La statua del pianto di Regent's ParkL'altro giorno, trovandoci a Baker Street - la strada dove dimorava Sherlock Holmes al n°221 - siamo andati a fare un giretto nel vicino Regent's Park, dove - in contrasto con la convulsa atmosfera di Baker Street, percorsa da orde di turisti e animata da una coda serpeggiante in attesa di visitare il museo dedicato all'invenzione letteraria di Sir Arthur Conan Doyle (che ora vive di una vita propria, assieme all'amico e collaboratore, Watson), vige invece un "clima" rilassato e bucolico, con intere colonie di volatili acquatici e semi-acquatici, piccioni e altri rappresentati della categoria dei pennuti: alcuni si alzano in volo, altri passeggiano indolentemente alla ricerca di cibo ed avanzi vai (ma si fermano anche accanto ai visitatori, elemosinando in maniera importuna cibo, altri si pulisconoo il piumaggio, altri scivolano in acqua e galleggiano paciosamente nelle acque del laghetto articolato, su cui si sporgono dei bei salici piangenti.

Ed è proprio un bel vedere...
Ci siamo sedutiad uno dei tavoli di una piccola cafeteria che si affaccia proprio sul laghetto, solcato da pedalò e da barchette a remi in affitto.

Un ragazza orientale se ne sta seduta in un canto proprio sulla riva, apparentemente intenta ad osservare gli uccelli che le camminano intorno e la sfiorano.
E' tutta chiusa in se stessa, quasi in una posizione ad uovo, immobile.

Quando, dopo un'ora circa, ritorniamo sui nostri passi, è ancora là, nella stessa identica posizione quasi fosse una statua o un monaco in meditazione profonda.
Se non fosse che piange inconsolabile, povera creatura!

Sempre in quella racchiusa posizione.
Chissà cosa le è successo: forse ha perduto il suo amore, forse ha subito un lutto.
Spero per lei che possa trovare pace e conforto.

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18 luglio 2013 4 18 /07 /luglio /2013 07:24

Il cigno

 

(Maurizio Crispi) Ecco un'immagine classica, ma con il piacere di essere stato io l'autore di questa foto.
La foto è risultata dal classico "colpo di culo" che non c'entra niente con l'abilità o con la conoscenza della tecnica, tuttavia... E' venuta semplicemente per il fatto di trovarsi in quel posto, in quel momento con la macchina fotografica pronta allo scatto... Un'istantanea, insomma.
Però bisogna esserci, per portare a casa una foto così.
Bisogna esserci (fotograficamente parlando, intendo) e bisogna saper vedere la foto.
La foto (con la sua inquadratura) esiste nella tua mente prima che tu fotografo metta in azione l'otturatore...
Come ha detto Wim Wenders, in un'intervista, il cineasta e il fotografo sono i terminali di un processo diadico... il soggetto influenza chi lo sta riprendedo e viceversa...L'oggetto della fotografia (o della ripresa fotografica) è soggetto attivo e, viceversa, il fotografo (o cineasta) è soggetto, ma diventa anche oggetto malleabile che viene trasformato dal suo suo oggetto/soggetto, in percorsi dinamici che spesso sono assolutamente istantanei.

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12 luglio 2013 5 12 /07 /luglio /2013 20:24

La Multiforme Panca di Tarling Street(Maurizio Crispi) Una miracolosa e multiforme panca con mirabile doppio fondo è ubicata nel lounge dell'appartamento di Tarling Street. 
Da quando ho scoperto dell'esistenza del doppio fondo smaniavo dalla voglia di sperimentarne la capacità, per capire se lo spazio sottostante si potesse utilizzare per un riposino o per una dormita estemporanea. 
E, finalmente, ce l'ho fatta e ho realizzato il mio sogno! 
Oggi, dunque, ho fatto la grande prova... 
E in effetti, come pensavo la panca è perfetta!
Comoda ed accogliente come una culla, giusta larghezza (anche per chi ha le spalle un po' larghe), forse un tantino corta: le ginocchia di una persona della mia statura (media) sporgono alquanto e, quindi, (nella propria "privacy" o, forse, dovrei dire autistica segregazione?) il coperchio non s'è potuto abbassare del tutto. 

Un vero peccato, perché il dormiente nella panca (da non confondere con la famosa capra della filastrocca-scioglilingua) non può ottenere la desiderata riservatezza, chiudendo lo sportello e isolandosi dal mondo circostante. 
Ma un soggetto di statura più bassa potrebbe sicuramente realizzare questo desiderio... senza timore di soffocare mentre fa una gradita pennichella pomeridiana, poiché le assi che fanno da giaciglio non sono perfettamente connesse e consentono il passaggio dell'aria (e, ovviamente, degli eventuali sfiati). 
L'uscita non è stata certo agevole, ma con un po' di allenamento si può senz'altro migliorare. 
Con il coperchio chiuso, un dormiente potrebbe riposare, mentre altri stanno seduti comodamente sulla panca a bere un the oppure a consumare un pasto 8con la conseguente ottimizzazione degli spazi...). 
Sicuramente da provare, lasciando da parte i riferimenti mortuari che qui ho voluto lasciare come understatement, solo per i più arguti e perspicaci lettori. 
Per ospiti di bassa statura abbiamo così, sicuramente, un letto di riserva che, a seconda delle esigenze individuali e per chi non ha gusti propriamente spartani, potrà essere ingentilita con comodi e colorati cuscini.

Ottima, tra l'altro, per allocarvi i dignitari in visita

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3 luglio 2013 3 03 /07 /luglio /2013 18:24

Un messaggio nella bottiglia(Maurizio Crispi) A volte, camminando, ci si imbatte in un messaggio lanciato nella bottiglia o a qualcosa che, senza essere contenuto in una bottiglia o in un barattolo di vetro, possiede la stessa valenza.
Un testo scritto su di un qualche supporto e lasciato lì, perchè qualcuno - magari il vero destinatario - la possa trovare, leggendo le parole che vi sono state vergate.

E si tratta spesso di messaggi che contengono disperazione e nostalgia o esprimenti, a volte, il desiderio che le cose tornino ad essere come prima e che un armonia spezzata possa ricostituirsi.

E' stato il caso del metaforico "messaggio in una bottiglia" in cui mi sono imbattuto, camminando lungo il Thames Path da Shadwell Basin in direzione di Cary Wharf: un mazzo di fiori tristemente appassiti, abbandonato su di una panchina di legno stinta dall'umido, da cui si possono ammirare le acque limacciose del Tamigi che scorrono verso il mare, nell'alternanza incessante di bassa ed alta marea.
In quel mazzo di fiori e nel cartello rigido, vergato di minuti caratteri scritti a mano, c'è tutta una storia, oppure molte storie.
Perchè se si ha la curiosità di leggerlo si aprono molti possibili scenari e diverse alternative.
Certo è che tanti al passaggio, avranno notato quei fiori che intristivano e avrà letto quel messaggio, come anche tanti altri saranno passati lì accanto indifferenti.

Ma quel che certo è che, forse, su quella panchina si è consumato un ultimo incontro che non ha posto fine ad una frattura insanabile e che lì delle lacrime sono versate.
Ma il destinatario del messaggio, non ha raccolto il mazzo di fiori e lo ha lasciato lì.

E quella storia che stava alle spalle del messaggio si è consumata nel dolore del non ritorno, nell'assenza e nell'indifferenza: nessuno si è presentato ad una porta per salvare i naufraghi.

 

E tutto ciò, con alta valenza simbolica, davanti ad fiume che scorre di continuo verso il mare e le cui acque non sono mai le stesse: Pánta rhêi hōs potamós (in greco πάντα ῥεῖ ὡς ποταμός‎).

 

Un messaggio nella bottiglia

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1 luglio 2013 1 01 /07 /luglio /2013 18:59

Un cigno che si leva in volo: mai visto prima!Ero fermo lunga la riva del canale nei pressi del Tobacco Dock (una delle tante articolazione della cosidetta "London Docklands"), impressionato dalla magnificenza dei canali, dove un tempo entravano grandi navi per scaricare merci che vi arrivavano da ogni parte del mondo.
Tante volte nei romanzi ad ambientazione londinese ottocentesca avevo letto dei London Docks, ma mi ero sempre immaginato che si trattase di moli e banchine, come in un qualsiasi altro porto: ed ecco che queste camminate mi stanno facendo scoprire la vera natura dei dock, cioè un'insieme di canali e di bacini in connessione con il Tamigi per mezzo di un sistema di chiuse, che consentivano il mantenimento del fondale, anche quando le acque del Tamigi si abbassavano con il sopraggiungere della bassa marea, dove le navi entravano maestose e facevano tutte le operazioni di carico e scarico.

Preso dalla meraviglia di tutto questo, stavo facendo una foto di uno dei canali capace sicuramente di opstare un bastimento di media stazza.
E, mentre mi concentravo sull'inquadratura, ho cominciato a sentire dietro di me un rumore piuttosto violento come quello del rotore di un elicottero ... Flap Flap Flap Flap...
Mi sono detto: Ma cosa sta succedendo? In apprensione, anche perchè il rumore si faceva sempre più vicino.
Mi sono girato, pronto a scansarmi e cosa ho visto?
Da non crederci: un grande cigno che batteva le ali per levarsi in volo, utilizzando come rampa di decollo la liscia traiettoria del canale.
E non mi sono perso lo scatto, anche se ero armato di un semplice I-Phone.
Una magnificenza! Non avevo maii visto prima un cigno volare e l'impressione che mi ha dato è stata quella di una grande possanza.
Non solo i cigni navigano liberamente nei canali, del tutto indisturbati, ma possono anche volare! E nessuno li inquieta! Da noi, in quelle rare situazione in cui vengono tenuti nei parchi tagliano loro parte del piumaggio delle ali, oppure le ali gliele legano, proprio per impedir loro di levarsi in volo.
In Sicilia, poi, non sopravviverebbero a lungo: se li porterebbero a casa per farne chissà che cosa oppure li ucciderebbero per semplice vandalismo.
Poco prima avevo avvistato, mentre solcava le placide acque dello Shadwell Basin un'intera famiglia di cigni, costituita da papà e mamma che nuotavano impettiti preceduti da due piccoli dal piumaggio ancora grigio.

 

 

 


 

 

 


Docklands è il nome semi ufficiale di una zona nell'est di Londra, e comprende parti di diversi borough come (Southwark, Tower Hamlets, Newham e Greenwich) nell'area della Greater London. I docks erano anticamente parte del Porto di Londra, un tempo il più grande porto del mondo. Essi sono stati ora ristrutturati principalmente per essere adibiti a zona commerciale e ad area residenziale. Il nome London Docklands venne usato per la prima volta in un rapporto del governo sul piano di ricostruzione del 1971.

 

 

 

 


 

 

 

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12 giugno 2013 3 12 /06 /giugno /2013 11:37

L'appanchinato meditabondo di Polizzi Generosa

 

Una domenica mattina presto, a Polizzi Generosa, c'era un signore lindo e pulito nell'abito della festa, seduto su di una delle panchine che abbelliscono il belvedere che si affaccia sul massiccio delle Madonie.
Le sue gambe penzolano senza toccare terra.
Forse la seduta di queste panchine volute dall'Amministrazione comunale è un tantino alta, rispetto alla media staturale dei Polizzani e forse è questo suo cittadino in particolare ad essere un po' più bassino, o ad avere le gambe corte anzichenò.


Ma, a prescindere da altre considerazioni, il signore ivi seduto con le gambe un po' penzoloni e con gli abiti buoni della domenica indosso ha un aspetto antico...

Forse se ne sta seduto lì da anni, sin dalle prime ore di ogni domenica.
Sembra appagato, come se - nell'esistenza che conduce -  non gli mancasse nulla e come se fare una passeggiata sino alla panchina sul belvedere al limitare del paese sia davvero il massimo che ci si può chiedere alla vita, una vita che scorre lenta e senza tante sorprese, né imprevisti.

Ma starsene seduti con un simile panorama alle spalle ha un che di grandioso e di solenne; ed ispira anche un senso di grande quiete in una dimensione spirituale in cui la sospensione di memoria e desiderio - senza averla cercata in modo particolare - è possibile.

Le considerazioni che ho appena scritto mi hanno ricordato un  post precedente (Il paesano con l'ombrello, uomo d'altri tempi), nei suoi contenuti - per alcuni versi - simile, perché anche in quello si parla d'un uomo del paese "antico" (antico il paese e antico l'uomo) che nella sua passeggiata "festiva" - probabilmente seguendo un'inveterata abitudine - va a sedersi su di una panchina al limitare del paese, quasi che questa postazione gli consentisse di gettare uno sguardo sul mondo "esterno", in altri termini sul "mondo di fuori" contrapposto alla ristrettezza degli orizzonti del proprio paesello nativo...

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12 giugno 2013 3 12 /06 /giugno /2013 00:25

La nube purpurea by Adriana Ponari

 

 

C'è un'astronave aliena là dentro.
Prepariamoci alla guerra dei mondi!

in effetti, la nube incombe sul Centro commerciale "Poseidon" a poca distanza da Palermo.
L'astronave così mascherata, forse, fa parte d'una missione aliena votata a distruggere tutti i Centri commerciali della Terra: una missione benefica, dunque, per eliminare una stortura che affligge il nostro pianeta e riportare tutto ad uno sviluppo sostenibile.

In tal caso, soltanto i magnati dei Centri commerciali avranno qualcosa da temere, mentre il resto dell'Umanità potrà fose sperimentare un senso di liberazione dal verbo del consumismo.

C'è anche un gabbiano minuscolo in volo sotto la ferrigna nube purpurea e la sua sagoma così piccola procura un senso di spaesamento...

 

Le nuvole al tramonto, specie se nei giorni sciroccosi, con quelle loro forme affusolate come grossi sigari o come dischi fanno sempre pensare a delle grandi aeronavi immobili nel cielo e dissimulate appunto da innocue nuvole.

 

E tante volte ho pensato, guardandole, che fossero astronavi aliene, in attesa dl fatidico sbarco, come ne "La guerra dei Mondi" di H. G. Wells, tante volte riconfermata nel nostro immaginario da una fiorente iconografia filmica.

 

"La nube purpurea", tra l'altro è il titolo di un grande romanzo fantastico di Matthew Phipps Shiel del 1901, in cui si narra di un viaggio al Polo Nord e la quasi estinzione dell'umanità per via di una nube venefica (purpurea) e che è spesso citato tra le prime opere di fantascienza (pubblicato in Italiano da Adelphi).

 

 

Nella foto (di Adriana Ponari), una nuvola cattura gli ultimi raggi rossastri del sole al tramonto.

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11 giugno 2013 2 11 /06 /giugno /2013 10:26

Il fortunato incontro con una CoccinellaL'altro giorno (domenica 9 giugno 2013), durante lo svolgersi dell'Ecomaratona delle Madonie (Polizzi Generossa) una coccinella (in inglese: Ladybird) si è posata su di me: prima sul braccio e da lì si è mossa pigramente, spostandosi infine sulla mia testa dove è rimasta a soggiornare abbastanza a lungo. Ho chiesto a Vittorio Ammirata con il quale, in quel momento, stavamo conversando di immortalare il fatto.
Ovviamente, mi sono ben guardato dall'allontanarla! 
Dicono che, se le coccinelle si posano su di te, ti porteranno fortuna e che tu sei un "fortunello"...
Ma, per ciò che mi riguarda, anche se dopo l'incontro ravvicinato con una coccinella non dovessi avere alcuna fortuna, mi guarderei in futuro dallo scacciare una qualsiasi coccinella dovesse posarsi su di me, infastidito dal lieve pizzicorio che quelle lievi zampine provocano sulla mia pelle.
Sono degli insetti così gentili e così belli - e così perfetti da guardarsi - che sarebbe un gesto anti-estetico e contro la bellezza della natura, mandarle via con rudezza.
Posso soltanto dire: Care coccinelle, tornate sempre a posarvi su di me e sempre avrete in me un ospite gentile!

 

 

Vedi anche: Reperti ed incontri mattutini di buon asuspicio

 

Ma vedi anche i riferimenti alla nota filastrocca inglese: Ladybug Ladybug Rhyme

 

Per pura curiosità, c'è anche un film di Ken Loach (1994) che appunto prende il nome del titolo dalla cocinella: Ladybird, Ladybird

 


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DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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