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19 giugno 2014 4 19 /06 /giugno /2014 06:12

Una Tigre per casa

 

Ieri ho trovato una tigre bengalese a casa

Non so come sia arrivata o chi l'abbia portata.
So solo che, un bel giorno, me la sono ritrovata tra i piedi, appena alzato dal letto per prepararmi la colazione.
Mi è venuta incontro dal soggiorno con passi felpati e ha cominciato a girarmi attorno, strusciandosi contro le mie gambe ed emmettendo una profonda vibrazione, l'equivalente del far le fusa del gatto.

E' un giovane esemplare, ma è già lunga e possente. E con il garrese mi arriva al ginocchio.

Le ho dato da bere del latte con i biscotti.

Non c'era altro da mangiare in casa.
Lei, lappando con la sua lingua straordinariamente rosata, si è sbafata tutto in un attimo.

E poi l'ho portata a fare una passeggiata.

La tenevo per la collottola, usando un grosso collare borchiato che, per fortuna, avevo trovato a casa, proprio adatto alla bisogna.

Mentre camminavamo, sentivo nella gamba il calore del suo corpo e la morbidezza del pelo fulvo sotto la mano.

E fremiti di energia che le guizzavano sotto pelle.

Non sono un esperto di felini, ma - ad occhio e croce - mi sembra che sia una femmina.

Fortunatamente, non c'è nessuno per strada.

La via dove camminiamo é deserta e selvaggia per l'incuria.

Grandi cespugli di disi rinsecchiti si assiepano da un lato e dall'altro della strrada.
Il sole batte con tutta la forza dell'ora meridiana.

Potremmo essere in una savana.

La tigre - a cui lì per lì non ho ancora dato un nome e che ho deciso di chiamare semplicemente "Tigre", cammina guardinga al mio fianco.

Lontano si intravede la segnalatica di una fermata dell'autobus, con una pensilina di metallo, sedile nero di plastica tutto scrostato e struttura metallica dipinta in un arancione sbiadito, a terra un tappeto di lattine di coca cola schiacciate.

C'è un giovane tarchiato in attesa, in piedi, con addosso una tuta scompagnata ed un borsone sportivo, piuttosto consumato, appeso di sbieco alla spalla.

Forse sta andando ad una partita di calcio.

Appena mi vede spuntare dall'erba, mi guarda strano, ma senza muovere un muscolo.

Non mi sembra impaurito.

Io, però, sì, mi spavento! Il cuore mi balza in gola.
E Tigre, sentendo la mia paura, emette un sordo brontolio.
Come posso avere avuto l'ardire di andamene in giro con una Tigre del Bengala, come se fosse un docile cane da compagnia?

Rapidamente, allora, faccio dietrofront e ritorno sui miei passi.
Esco, quindi, e lascio Tigre sola a casa, senza avere l'accortezza di chiuderla prima in una stanza.

Mi chiedo, come farò a rientrare al mio ritorno?

Mi riconoscerà Tigre oppure mi balzerà addosso considerandomi la sua preda succosa, il uo primitivo e atavico istinto di caccia risvegliato dal mio odore?

Poi mi dico: "Bah!! Non ti preoccupare. Risolverai tutto man mano che si presentano i problemi. Tira a campare".
Penso che - per stare più tranquillo - la prossima volta, la potrei mettere nell'armadio, ma la soluzione poi non mi piace troppo: mi sembra troppo conformista e poi dovrei smetterla di chiamarla Tigre e la dovrei ribattere Kenzo.
No, no! Decisamente, più ci penso e meno la soluzione dell'armadio non mi piace.

Vedremo cosa si può fare.
Intanto, farò una bella scorta di latte fresco e di cibo per gatti in quantità industriali.


 

 

 


 

 

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Published by Maurizio Crispi - in Storie e storielle
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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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