Overblog Segui questo blog
Edit post Administration Create my blog
21 luglio 2014 1 21 /07 /luglio /2014 17:09

The Monument to the Great Fire of London e Tate Modern: una gita nella City(Maurizio Crispi) Sabato 15 marzo 2014, abbiamo intrapreso una splendida passeggiata a piedi, che ci è stata consentita da un clima primaverile e da un sole piuttosto allegro, che ci ha condotto a "The Monument" e subito dopo, con l'attraversamento del Thames lungo l'avveniristico Millennium Bridge alla Tate Modern.

Nel 1666, quando stava per terminare una grande, devastante, epidemia di peste, Londra fu in gran parte distrutta da un grande incendio che divampò per ben tre giorni, inghiottendo in un inferno di fuoco gran parte della City medievale, cioè quella ancora all'interno del tracciato delle antiche mura che riprendevano in parte le preesistenti mura romane: fu il cosiddetto "Grande Incendio di Londra" che venne raccontato successivamente da Samuel Pepys, il grande cronista londinese del XVII secolo, nei suoi diari, che vi assistente dall'alto del campanile di una chiesa tuttora esistente nei pressi della Tower of London.

"Il Grande incendio di Londra si propagò nella City di Londra dal 2 al 5 settembre 1666, distruggendola in gran parte. Prima di questo, si era verificato l'incendio del 1212, che distrusse una grossa parte della città, e che era conosciuto con lo stesso nome. 
Successivamente, andando avanti nei secoli, seguì il raid incendiario condotto sulla città dalla Luftwaffe, il 29 dicembre 1940, che divenne noto come il Secondo grande incendio di Londra.
L'incendio del 1666 fu considerato una delle più grandi calamità nella storia di Londra. 
Distrusse 13.200 abitazioni, 87 chiese parrocchiali, 6 cappelle, 44 Company Hall, la Royal Exchange, la Dogana, la Cattedrale di Saint Paul, la Guildhall, il Bridewell Palace e altre prigioni cittadine, la Session House, quattro ponti sul Tamigi e sul Fleet, e tre porte della città. 
Il numero di vite perse nell'incendio non è conosciuto, ma anche se tradizionalmente viene ritenuto abbastanza piccolo, uno studio recente ipotizza che a migliaia abbiano perso la vita nelle fiamme.
L'incendio scoppiò di domenica mattina, il 2 settembre 1666. Iniziò in Pudding Lane, nella casa di Thomas Farrinor (scritto anche Farriner, Fraynor, Farryner, o Farynor), un fornaio del re Carlo II (ed è davvero comico, a pensarci bene, che un fornaio porti un cognome che in qualche modo possiede delle assonanze con la parola "farina"...: quando si dice che il nome conduce al mestiere, se non è vero il percorso inverso per cui è il mestiere che, attraverso la creazione di un'"anciuria" porta alla nascita di un cognome).
È probabile che l'incendio abbia avuto inizio perché Farrinor dimenticò di spegnere il forno prima di ritirarsi per la sera e che, poco dopo la mezzanotte, alcuni tizzoni ardenti abbiano dato fuoco a della legna posta lì accanto. 
Il fornaio riuscì a scappare dall'edificio in fiamme insieme alla famiglia, mettendosi in salvo attraverso una finestra del piano superiore, mentre la sua domestica non riusci a mettersi in salvo e fu la prima vittima a perire tra le fiamme".

The Monument to the Great Fire of London e Tate Modern: una gita nella CityIn fondo, il Grande Incendio di Londra, fece comodo: consentì, infatti, di ricostruire parte della City, pur lasciando intatto il tracciato delle antiche vie medievali, ma con edifici "monumentali" che soddisfacessero il desiderio di "grandeur" dei nuovi sovrani, ma - con il genocidio della immensa popolazione di ratti che si pascevano dei rifiuti di una metropoli già troppo cresciuta - pose fine alle epidemie di peste (che, in effetti, non tornarono più).
Quindi, il Great Fire fu,nel suo modo apocalittivo, una soglia di transizione dal vecchio al nuovo.
Successivamente, quando si diede mano alla ricostruzione della città devastata, Sir Christopher Wren, uno dei maggiori artefici della "nuova" Londra, su mandato reale, eresse tra il 1671 e il 1677 un monumento commemorativo dell'evento che venne appunto battezzato "The Monument to the Great Fire of London" (questa la sua denominazione completa) che rimase a lungo il più alto punto di osservazione della metropoli (e che detiene il primato di colonna isolata più alta al mondo).

The Monument è nella forma di un'enorme colonna con delle nervature, come le colonne doriche sul cui capitello posa una lanterna con una balconatura aggettante a sezione quadrata che consente l'affaccio. Al di sopra vi è una grande sfera metallica in ottone (denominata "l'urna del fuoco", poiché simbolicamente rimanda al fuoco che distrusse la città).
Sul basamento, pure a sezione quadrata, vi sono delle grandi targhe metalliche metalliche incise che raccontano la storia dell'evento, mentre al disopra si possono ammirare dei bassorilievi marmorei classicheggianti, su due lati, mentre il terzo lato è occupato da una grande lastra di marmo incisa in caratteri latini che espongono le motivazioni sottese alla costruzione del monumento e le azioni intraprese da King Charles II per porre rimedio alla distruzione causata dall'Incendio, a partire dall'approvazione del primo "Rebuilding Act" del 1669.
L'esterno dell'opera è dunque pieno di motivi classicheggianti.
The Monument to the Great Fire of London e Tate Modern: una gita nella CityL'interno è invece di una meravigliosa perfezione architettonica, visto che è percorso da una scala a chiocciola che sale senza interruzioni sino alla lanterna sovrastante, illuminata debolmente da feritoie posti ad intervalli regolari lungo il muro esterno.
i gradini sono più di 311, mentre la colonna è alta 202 piedi (62 metri), corrispondenti esattamente alla distanza tra il punto scelto per erigerla e la ubicazione del panificio dal quali ebbe origine l'incendio: se si immagina di posare la colonna per terra puntata verso il luogo di origine dell'incendio, lo si raggiunge con precisione.
Si rimarrà sopresi di aprendere che all'interno del Monument si tentò di collocare un telescopio.

"Hooke, uno scienzato molto bravo,andava in una cameretta nascosta nella base della colonna e da lì riusciva a vedereil cielo e le stelle attraverso il cannocchiale che saliva dal centro della colonna sino alla terrazza in alto.
(...) ...la colonna eretta a ricordo dell'incendioo, è una costruzione a doppio uso: l'interno è cavo e ospita un telescopio Zenith usato da Hooke per cercare di misurare la Terra.
"Il tentativo di usare la colonna come telescopio, secondo le indicazioni di Hooke e Wren,, non era stato... un gran successo" (da Simonetta Agnello Hornby, La Mia Londra, Giunti, 2014, p.52-53).

L'ascesa è stata faticosa, non v'è dubbio, anche perché il flusso dei visitatori è continuo (si tratta prevalentemente di turisti) e la fuga di scale è piuttosto stretta: bisogna sovente strizzarsi, quando ci si incrocia con allegri visitatori lievemente obesi.
Il costo del biglietto è modico: e, a conclusione della visita, a coloro che hanno completato viene consegnata una bella cartolina di grandi dimensioni con una riproduzione d'epoca di "The Monument" il cui retro contiene una sua succinta storia e che è stampigliato in modo tale da potere essere esibito come "prova" o "attestato" di aver compiuto l'ascesa. 

The Monument to the Great Fire of London e Tate Modern: una gita nella CityPiena soddisfazione per questa visita che, con la sue suggestioni, ci ha trasportato nella veste di visitatori curiosi nel cuore della storia di Londra.

La nostra giornata si è conclusa con l'attraversamento del Thames sul pedonale Millennium Bridge (in linea con la maestosa cupola di Saint Paul's Cathedral) e con una parziale visita dell'enorme complesso della Tate Modern, la galleria d'arte moderna, attualmente in espansione che è stata allocata all'interno di una vecchia centrale elettrica in disuso.
Qui tra le molte cose che è possibile visitare senza pagare il bigliettoo d'ingresso ci siamo limitti ad entrare nella sezione "Poetry and Dream" la cui sala centrale ospita alcuni importanti capovalori pittorici del surrealismo, oltre ad alcune interessanti installazioni estemporanee. La cosa più affascinante della Tate Modern è il suo trasformismo camaleontico, cioè il fatto che gli spazi espositivi siano in continuo rimaneggiamento, sicchè ad ogni visita occorre spendere un po' di tempo per riorientarsi.
Grandiosa nella sua vastità la grande Sala delle Turbine che, oggi, rimane come immenso spazio vuoto, che all'occorrenza può ospitare delle grandi installazioni, ma che con la sua ampiezza da vertigine e le minuscole figure dei visitatori che, al confronto assumono le dimensioni di pigmei, diventa opera d'arte vivente che incute meraviglia.
La Tate Modern é invasa da un pubblico di visitatori gioiosi, molti ii bambini che improvvisano giochi nella vastissima Sala delle TurbineThe Monument to the Great Fire of London e Tate Modern: una gita nella City, mentre fuori, all'esterno c'è una moltitudine che occupa il grande prato antistante: ciascuno, chi da solo, chi parte di piccoli gruppi, si è ricavato un posto al sole e se ne sta disteso o seduto, intento in lettura o in chiacchiere o in uno spuntino condiviso con gli amici.
Qua e là, uomini e donne che fanno la statua, gruppi musicali e spettacoli itineranti, giocolieri e prestidigitatori, un violinista solitario che improvvisa le sue arie: tutti aspettandosi un obolo per la loro esibizione. Busker in attività che si "buscano" la pagnotta e che, intanto, mettono alla prova le loro abilità e si esercitano, presenti benchè molti cartelli affissi lungo la passeggiata avvisano bruschi: "No Busking!".
E, contemporaneamente, c'è un'enorme calca in movimento brulicante, senza posa, come se si trattasse di un intero popolo in migrazione, se non fossero lì per godere festanti della giornata di sole e aria mite. 
Di fronte, sulla riva nord del Thames si erge, perfettamente ricostruito in facsimile l'elisabettiano Globe Theatre, il teatro a pianta circolare già operante al tempo di Shakespeare, dove andavano in scena i suoi drammi e le sue commedie e oggi perfettamente ricostruito e tornato a nuova vita.
A conclusione di questa bella giornata, anche noi ci sediamo su di una panchina sul Thames con vista sul Millennium Bridge percorso da una folla in movimento incessante e consumiamo i nostri panini imbottiti, prima di tornare a casa.

Condividi post

Repost 0
Published by Maurizio Crispi (Testo e foto) - in Luoghi
scrivi un commento

commenti

Mi Presento

  • : Frammenti e pensieri sparsi
  • Frammenti e pensieri sparsi
  • : Una raccolta di recensioni cinematografiche, di approfondimenti sulle letture fatte, note diaristiche e sogni, reportage e viaggi
  • Contatti

Profilo

  • Frammenti e Pensieri Sparsi

Testo Libero

Ricerca

Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


frammenti-e-pensieri-sparsi.over-blog.it-Google pagerank and Worth