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27 giugno 2014 5 27 /06 /giugno /2014 07:31

The London Royal Hospital Museum. Il progresso della scienza medica in tre secoli di storia e l'Uomo Elefante(Maurizio Crispi) Ho avuto modo di visitare recentemente The London Royal Hospital Museum, il piccolo, ma interessantissimo allestimento museale che racconta la storia - attraverso ben tre secoli di attività - del Royal London Hospital, nato come istituizione benefica e caritevole in una zona di Londra che agli albori del XVII secolo aveva preso ad essere sovraffollata e con una popolazione che versava in condizioni di salute miserevoli e oggi divenuto parte del Barths NHS Trust e totalmente rinnovato, a parte alcuni edifici che sono stati mantenuti perché di rilevanza storica, alcuni rinnovati e riadattati, altri ancora in attesa sia di restauro ia di possibile destinazione.
Il Museo, attraverso una sequenza di pannelli esplicativi, di foto, sculture celebrative di personaggi, ritratti pittorici e reperti, soprattutto strumentazioni, mostra la storia del Royal London Hospital attraverso tre secoli di storia che hanno visto cambiamenti epocali nell'assistenza sanitaria, a partire non solo dalla costruzione della professione medica su solide basi scientifiche, ma anche dalla crescita della figura professionale dell'Infermiera a partire dal lavoro volontario e pionieristico di alcune donne illuminate che si trovarono a lottare contro le convenzioni come la famosa Florence Nightingale, The Lady of The Lamp" - come fu chiamata per il suo indefesso lavoro per assistere feriti e morenti durante la Guerra di Crimea per arrivare all'altrettanto grande (ed eroica) figura di Edith Cavell che con abnegazione diede la sua vita per salvare delle vite.
In relazione a ciò non mancano i riferimenti documentari al ruolo svolto dall'Ospedale durante le due guerre mondial, ma la cosa che più mi ha interessato è stato vedere esposto lo scheletro del famoso "Elephant Man" di cui conosco la storia sia attraverso il volume di Leslie Fiedler, Freaks, sia attraverso l'imperdibile e classico film di David Lynch "The Elephant Man", di grandissimo impatto emozionale anche per la scelta del rgista di raccontare la storia usando esclusivamente il BiancoNero.
La visita è di estremo interesse per tutti i diversi item esposti in vetrine e in pannelli, ricchi di spiegazioni minuziosi, ma la visione dello scheletro di Joseph Merrick, conosciuto come l'Uomo Elefante, con quel teschio deformato da impressionanti escrescenze ossee e accanto quello speciale copricapo che teneva celato il suo volto cosicchè potesse andare in giro senza susicitare grida di orrore negli astanti sono forse uno dei reperti in mostra più impressionanti, forse perchè illuminano sul doppio volto della cultura vittoriana che voleva procedere con ordine e rettitudine, in modo positivo, razionale, scientista, ma depurando il tutto da qualsi riferimento alla sessualità e alle cose sporche, ma che poi rivelava - proprio per questo motivo - una passione segreta per l'orrido e tutto ciò che contravveniva all'ordine razionale "depurato" di tutti gli elementi disturbanti. Lo stesso medico che, da benefattore, si occupo dell'Uomo elefante , salvandolo dal ripudio sociale e dandogli una cosa e un lavoro, fu lo stesso che organizzò degli show a pagamento in cui l'Uomo Elefante si scopriva per rivelare ai visitatori morbosi le sue deformità.
Oggi, da quella vetrina dove è collocato il suo scheletro, continua in fondo ad esibirsi, anche se nel frattempo gli esamii cromosomici effettuati hanno aiutato a chiarire in maniera definitiva la diagnosi del morbo da cui Merrick era affetto.

 

 

The London Royal Hospital Museum. Il progresso della scienza medica in tre secoli di storia e l'Uomo ElefanteThe Royal London Hospital Museum is located in the former crypt of a fine, late 19th century, early English style church, designed by Arthur Cawston, which has been extensively restored.
The building also accommodates the Library of the School of Medicine and Dentistry at Whitechapel. Visitors wishing to see the main body of the church can on weekdays, subject to the approval of the Duty Librarian at the Library reception desk.
The Museum has sections on the history of the hospital since its foundation in 1740, Joseph Merrick (the 'Elephant Man'), and former London hospital nurses Edith Cavell and Eva Luckes. A showcase on forensic medicine features original material on the Whitechapel ('Jack the Ripper') murders and hospital surgeon and curator, Thomas HorrocksOpenshaw who helped investigate. It also has a permanent exhibition of artefacts and archives relating to the hospital and the history of healthcare in the East End. Works of art, surgical instruments, medical and nursing equipment, uniforms, medals, and written archives and printed books are included.
 

 

The Museum is in three sections: the 18th, 19th and 20th centuries.
The 18th century section features an overview, together with specific subsections on the foundation of the voluntary hospital, benefactors, medical education and health in the 18th century. Among the original material displayed are the hospital charter of 1758, a drawing given by the artist William Hogarth in 1744 and the operation bell of 1792.
The 19th century section features an overview, together with subsections on surgery before antisepsis (including instruments belonging to hospital surgeon Sir William Blizard), nursing and Florence Nightingale, hospital expansion, hospital matron Eva Luckes, Dr Barnardo, Frederick Treves and the Elephant Man and Victorian doctors. Objects on show include a replica of a hat and veil worn by Joseph Merrick and documents relating to his residence at the hospital, contemporary surgical instruments and medical equipment.
The 20th century section features subsections on children and health, x-rays, the First and Second World Wars, Nurse Edith Cavell Nurse Edith Cavell, hospital Chairman Lord Knutsford, cardiology, blood transfusion, obstetrics and the National Health Service. Visitors can see an x-ray machine from the 1930’s and a carbon arc lamp used to give ultra violet light treatment to King George V in 1928. A changing display sponsored by the late Dr Mona Grey (1910 - 2009), first recipient of the Royal College of Nursling's lifetime achievement award, celebrating nurses who have made a difference. The museum welcomes suggestions of nurses, past and present to include in the gallery - please contact the Archivist with your suggestions.
There are special sections on hospital uniform (usually four uniforms are on show), forensic medicine (including material on the Jack the Ripper murders) and dentistry (including a denture made for George Washington).

 

The London Royal Hospital Museum. Il progresso della scienza medica in tre secoli di storia e l'Uomo Elefante

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Published by Maurizio Crispi (la foto in alto è di Maurizio Crispi) - in Luoghi
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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

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