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26 febbraio 2014 3 26 /02 /febbraio /2014 08:29

The Counselor e sulle conseguenze dell'agire umano(Maurizio Crispi) The Counselor - Il procuratore (The Counselor) è un film del 2013 diretto e prodotto da Ridley Scott, con protagonisti Michael Fassbender, Brad Pitt, Cameron Diaz, Penélope Cruz e Javier Bardem.
La pellicola è basata sulla prima sceneggiatura originale dello scrittore Cormac McCarthy, qui anche produttore, scritta nel dicembre 2011.
Il film è dedicato alla memoria di Tony Scott, fratello del regista Ridley e anche lui regista, suicidatosi mentre il film era in produzione.

Un avvocato di successo (il cui nome non viene mai pronunciato), in un momento di difficoltà professionale ed economica ma innamorato della sua fidanzata Laura e pronto a sposarla, decide di accettare la proposta di un suo vecchio cliente, Reiner, affiliato alla malavita messicana dedita allo spaccio di droga, di prelevare un carico di cocaina del valore di 20 milioni di dollari oltre il confine messicano, aiutato da un poco di buono di nome Westray che però prova a metterlo in guardia sulla difficoltà dell'operazione. E così, in seguito a una catena di eventi apparentemente casuali (in cui però mette il suo zampino la perfida Malkina, la fidanzata di Reiner), sarà inevitabile per l'avvocato venire risucchiato nell'abisso di quel mondo, in una spirale di crescente violenza e morte.

Il film trasuda violenza: una violenza mai rappresenta in modo esplicito, se non per la scena della caccia al coniglio da parte dei ghepardi "domestici " di Malkina e della scena cruentissima dell'esecuzione di Westray per mezzo del "bolito". E' una violenza che è, il più delle volte, raccontata e che poi accade veramente tra le quinte e che si può soltanto immaginare, ma che, forse per questo è ancora più raccapricciante.
La violenza è quella crudele ed impersonale del cartello messicano della droga, più volte rappresentata in romanzi (basti pensare ai romanzi di Winslow) e in film recenti: una violenza crudele, atroce, ma espressione di una "questione d'affari", senza che vi sa mai una questione personale in ballo (anche questo viene detto nel film da uno dei personaggi, forse da Westray).
Anche questo film, come il recente "The Wolf of Wall Street" parla di avidità e del desiderio di realizzare cospicue somme di denaro in poco tempo: ma qui la posta in gioco è elevatissima, perché il gioco si é fatto duro e pericoloso e non ci sono più garanzie di poter cadere con adeguate protezioni.
 

Il regista racconta una vicenda incalzante e sempre più crudele, sino al parossismo, con fredda lucidità, senza mai esprimere un giudizio morale: lascia che sia lo spettatore ad adottare - se lo ritiene - un punto di vista etico sull'intera vicenda. 

La sceneggiatura (assolutamente da leggere) scritta da Cormac McCarthy, che qui è anche produttore esecutivo, riflette in pieno le tematiche mccarthiane e, in un certo senso, si riallaccia ancora una volta ai tre romanzi principe della sua produzione che sono raccolti nella cosiddetta "Trilogia della Frontiera" e al suo "Non è un paese per vecchi", tradotto in film qualche anno fa dai fratelli Coen.

Nella trilogia della frontiera è la natura, bellissima a far da contraltare alla castiveria umana, qui forse è l'amore. L'amore per Laura non è sufficiente a salvare il Procuratore dall'abisso, metre l'avidità degli uni e la crudeltà degli altri distrugge ogni cosa.
Quello di McCarthy é uno sguardo che indaga sulla fondamentale cattiveria degli esseri umani, che - secondo lui - non hanno molte possibilità di redenzione, se non quella derivante dall'esercizio di un proprio diritto di scelta, con largo margine di anticipo rispetto agli eventi cruciali che rischiano di sconvolgere la vita o che portano ad un'irreparabile rovina.
E, in ogni caso, per gli effetti delle azioni individuali gli scenari cambiano e la storia si modifica di continuo: motivo per il quale non è mai data una possibilità di ritorno.

Si ravvisa, ancora una volta, una variazione del tema del radicale pessimismo mcarthiano.
Fondamentale a questo riguardo è il colloquio telefonico tra il Procuratore, ormai alla disperazione e il Jefe in cui vengono pronuciate da parte di quest'ultimo lapidarie e memorabili affermazioni che contengono un'intera filosofia della vita.

 

«La inviterei a considerare la realtà della sua situazione, procuratore. Questo è il mio consiglio. Non sta a me dire quello che avrebbe dovuto fare. O non fare. Io so solo che il mondo in cui cerca di rimediare ai suoi errori non è il mondo in cui li ha commessi. Lei si trova a un bivio e crede di poter scegliere. Ma non c'è niente da scegliere. C'è solo da accettare. La scelta è stata fatta molto tempo fa». (p. 92 della sceneggiatura originale pubblicata da Einaudi nel 2013)

 

Ogni personaggio del plot è, in definitiva, un'icona, un carattere universale, in un gioco dei ruoli in cui -  come in una tragedia greca - si consuma il rapporto tra autoderminazione, libero arbitrio, Fato e Necessità.
E ancora una volta, come in altri romanzi di McCarthy ritorna alla fine a suggello di tutto l'enigmatica ed intangibile bellezza della natura che in questo caso è rappresentata dall'immagine ferina ed elegante assieme dei ghepardi di Malkina.
E proprio perchè i personaggi sono delle icone e la vicenda deve svilupparsi come un allegoria, non viene mai specificato nel dettaglio come debba svilupparsi l'affare in cui il Procuratore decide di tuffarsi", né viene spiegato se non per via di coincidenze fatalistiche, cosa esattamente va storto e quali sono le connessioni tra l'affare in cui sono implicati il Procuratore, Reiner e Westray e gli accadimenti casuali che si sovrappongono.
L'insegnamento che l'allegoria vuole trasmettere è che ciò che accade oggi è statodeciso molto tempo prima dalle scelte e dalle decisioni che abbiamo preso molto tempo prima, senza sapere che avrebbero avuto simili ricadute nelle nostre vite.

 

The Counselor e sulle conseguenze dell'agire umano«Il Procuratore è una figura della tragedia classica, un uomo rispettabile che una mattina si sveglia e decide di fare qualcosa di sbagliato…. Insomma, alcune persone possono condurre una vita orribile, sbagliare tutto e morire serenamente nel proprio letto a 102 anni.Il Procuratore non è fra queste» (Cormac McCarthy).

 

 

Cormac McCarthy, nato nel Rhode Island nel 1933, è cresciuto a Knoxville, Tennessee, dove ha frequentato l'università ed è poi tornato a più riprese nel corso della vita. In seguito si è trasferito a El Paso, in Texas, e attualmente vive a Tesque, nel New Mexico. Nel catalogo Einaudi sono disponibili: Il guardiano del fruttetoFiglio di DioIl buio fuoriMeridiano di sangue, la Trilogia della frontiera (costituita daCavalli selvaggiOltre il confine e Città della pianura), Non è un paese per vecchi (portato sugli schermi cinematografici da Joel e Ethan Coen), La strada (vincitore del Premio Pulitzer 2007 e trasposto nel filmThe Road da John Hillcoat), Sunset Limited (incarnato sullo schermo da Tommy Lee Jones, nel ruolo di Bianco, e da Samuel L. Jackson in quello di Nero), Suttree (pubblicata nel 1979 dopo una gestazione di oltre vent'anni e tuttora giudicata la sua opera più personale e più ambiziosa) e la sceneggiatura del film The Counselor - Il procuratore, diretto e coprodotto da Ridley Scott e interpretato da Michael Fassbender (nel ruolo del procuratore), Brad Pitt, Cameron Diaz, Penélope Cruz e Javier Bardem.. 

 

 

Scheda del film di Ridley Scott
Titolo originale: The Counselor
Lingua originale: inglese
Paese di produzione: Stati Uniti d'America, Regno Unito
Anno 2013
Durata: 117 min
Rapporto 2,35 : 1
Genere: drammatico (in alcuni siti web impropriamente ascritto alla categoria "thriller")
Regia Ridley Scott
Soggetto e sceneggiatura. Cormac McCarthy
Produttore Ridley Scott, Cormac McCarthy, Paula Mae Schwartz, Steve Schwartz, Nick Wechsler
Produttore esecutivo Michael Costigan, Mark Huffam, Michael Schaefer
Casa di produzione Chockstone Pictures, Kanzaman, Nick Wechsler Productions, Scott Free Productions, Translux
Distribuzione (Italia) 20th Century Fox
Fotografia Dariusz Wolski
Montaggio Pietro Scalia
Effetti speciali Craig Leong
Musiche Daniel Pemberton
Scenografia Arthur Max
Costumi Janty Yates

 

Il tralier

 

 


 

 

 

 

Interpreti e personaggi
Michael Fassbender: Il procuratore
Cameron Diaz: Malkina
Penélope Cruz: Laura
Javier Bardem: Reiner
Brad Pitt: Westray
Rosie Perez: Ruth
Natalie Dormer: La Bionda
Édgar Ramírez: Il prete
Bruno Ganz: commerciante di diamanti
Goran Visnjic: Michael
Rubén Blades: Jefe
Toby Kebbell: Tony
Emma Rigby: fidanzata di Tony
John Leguizamo: Randy
Dean Norris: L'acquirente
Doppiatori italiani
Massimiliano Manfredi: Il procuratore
Claudia Catani: Malinka
Chiara Colizzi: Laura
Massimo Lodolo: Reiner
Adriano Giannini: Westray
Sara D'Amario: Ruth
Loris Loddi: Il prete
Pasquale Anselmo: Jefe
Diego Suarez: Randy
Francesco Venditti: Tony

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Published by Maurizio Crispi - in Cinema
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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

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