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10 gennaio 2014 5 10 /01 /gennaio /2014 07:03

The Butler. Un maggiordomo alla Casa Bianca. Uno spaccato di storia USA attraverso gli occhi di un Maggiordomo di otto presidenti(Maurizio Crispi) The Butler - Un maggiordomo alla Casa Bianca (The Butler) è un film drammatico-biografico del 2013 (USA), scritto e diretto da Lee Daniels con protagonista Forest Whitaker.
Il film è basato su di una storia vera. La pellicola è, infatti, l'adattamento cinematografico dell'articolo di giornale "A Butler Well Served by This Election", scritto dal giornalista Wil Haygood e pubblicato sul The Washington Post, in cui si narra la vicenda di Eugene Allen, maggiordomo della Casa Bianca per più di trent'anni (l'articolo disponibile nel web nella sua interezza è anche corredata da una bella galleria fotografica che mostra diversi momenti della vita di Eugene Allen)
Nel film il nome del protagonista è stato modificato in Cecil Gaines.
Attraverso gli occhi di Cecil Gaines, che ha vissuto gli orrori dei "campi di concentramento" degli USA (le capanne a schiera dove vivevano i neri che lavoravano nei campi di cotone) e dopo aver assistito con orrore all'uccisione barbara del padre, viene educato per compassione dalla padrona della piantagione come "negro di casa" per poi diventare cameriere in un prestigoso ristorante di Washington e, infine, "maggiordomo" alla Casa Bianca, sfilano quasi trent'anni di storia americana con i cambiamenti epocali sul fronte interno (il doloroso e non semplice processo di superamento dell'odio razziale e della discriminazione) e di politica estera americana, dall'epoca di Eisenowher al mandato di Donald Reagan (quando Cecil si ritira), per arrivare al presente (2006) quando ormai vecchio e da anni in pensione Cecil viene ricevuto alla casa Bianca dal neo-eletto Barak Obama.
In tutto, nel racconto di Cecil Gaines, sino al suo pensionamento si succedono otto mandati presidenziali.
Il regista del film si è prefisso un compito ambizioso che viene sviluppato come un grande affresco.
Secondo alcuni, nella rappresentazione dei diversi presidenti, vi è stato in alcuni casi un eccesso di superficialità (o a volte il presentarli come "macchiette", utilizzando per distinguerli alcuni di quegli stessi elementi usati dai caricaturisti), ma non bisogna dimenticare che tutto - per mantenere la narrazione coerente con il personaggio - deve essere necessariamente filtrato dagli occhi e dalle elaborazioni di Cecil Gaines che, per necessità di cose e per via del suo status, è sì un testimone di ciò che avviene nella stanza dei bottoni, ma che deve rimanere per abitudine mentale (appresa sin dai primordi del suo addestramento come "negro di casa"), sostanzialmente neutrale.
E, in tutto questo, il film è percorso dal filo rosso del conflitto intergenerazionale tra Cecil padre e i due figli maschi, di cui il maggiore prende la via della contestazione e della lotta per i diritti civili della comunità nera degli USA (passando da gandhiani Freedom Riders all'aggressivo movimento del Black Panthers Party, sino al messaggio di pace e di protesta non violenta di Martin Luther King, del quale vengono riferite alcune riflessioni sull'importanza dei camerieri e dei maggiordomi neri nel processo dell'integrazione), mentre l'altro più incline a condividere la visione "neutra" del padre e desideroso di integrazione in quella che sente la "sua nazione", va a morire in Vietnam.
Cecil Gaines, per via del suo ruolo, in manera a volte dolorosa è costretto a non esprimere mai le sue opinioni e a muoversi nel mondo (anche quello della sua vita quotidiana) privilegiando la rinuncia: e in questo veine spesso disapprovato e contestato dal figlio maggiore, qualche volta anche dalla moglie.
La vita di Cecil si consuma così tra due fronti, quello dell'accettazione non conflittuale e quello del conflitto sul fronte familiare.
Non si può non pensare, vedendo questo film al magistrale "Quel che resta del giorno" (1993, tratto dall'omonimo romanzo di Kazuo Ishiguro) che ci ha consegnato una delle più splendide interpretazioni cinematografiche di Anthony Hopkins nel ruolo, appunto, di un maggiordomo che spende tutta la sua vita al servizio dei suoi "signori": invisibile quasi, mai esprimente un'opinione e costretto a mantenersi distaccato anche nelle sue scelte di vita e sentimentali, dove tutto per lui rimane sospeso, sintanchè il giorno non finisce ed è ormai troppo tardi per compiere altre possibili scelte.

Il film si presenta con un casto di attori eccezionale.
Drammatica e dolente l'interpretazione di Cecil Gaines, adulto e vecchio, da parte di Forrest Whitaker.

 

 

Scheda
Titolo originale:The Butler
Lingua originale: inglese
Paese di produzione: Stati Uniti d'America
Anno: 2013
Durata: 113 min
Genere biografico, drammatico, politico
Regia: Lee Daniels
Soggetto: Wil Haygood (articolo A Butler Well Served by This Election)
Sceneggiatura: Lee Daniels, Danny Strong
Produttore: Lee Daniels, Cassian Elwes, Buddy Patrick, Laura Ziskin
Produttore esecutivo Danny Strong, Michael Finley, Len Blavatnik, James T. Bruce IV, Elizabeth Destro, Aviv Giladi, Adonis Hadjiantonas, Vince Holden, Brett Johnson, Sheila Johnson, Jordan Kessler, Adam Merims, David Ranes, Matthew Salloway, Hilary Shor, Earl W. Stafford, R. Bryan Wright
Casa di produzione: Laura Ziskin Productions, Salloway Rubenstein Productions, Windy Hill Pictures
Distribuzione: (Italia) Videa CDE
Fotografia: Andrew Dunn
Montaggio: Joe Klotz
Effetti speciali: Edward Joubert
Musiche: Rodrigo Leão
Scenografia: Tim Galvin
Costumi: Ruth E. Carter
Trucco: LeDiedra Richard-Baldwin, Kellie Robinson

 

Interpreti e personaggi
Forest Whitaker: Cecil Gaines
Alex Pettyfer: Thomas Westfall
John Cusack: Richard Nixon
Robin Williams: Dwight Eisenhower
Terrence Howard: Howard
James Marsden: John F. Kennedy
Alan Rickman: Ronald Reagan
Liev Schreiber: Lyndon B. Johnson
Melissa Leo: Mamie Eisenhower
Minka Kelly: Jackie Kennedy
Jane Fonda: Nancy Reagan
Cuba Gooding Jr.: Carter Wilson
Jesse Williams: Reverendo James Lawson
Vanessa Redgrave: Annabeth Westfall
Mariah Carey: Hattie Pearl
David Oyelowo: Louis Gaines
Lenny Kravitz: James Holloway
Oprah Winfrey: Gloria Gaines
Nelsan Ellis: Martin Luther King Jr.
Dana Michelle Gourrier: Helen Holloway
James DuMont: Sherman Adams
Aml Ameen: Cecil Gaines da giovane
Colin Walker: John Ehrlichman
Adriane Lennox: Gina
Elijah Kelly: Charlie Gaines
Yaya Alafia: Carol Hammie
Michael Rainey: Cecil Gaines a 8 anni
Alex Manette: H.R. Haldeman
David Banner: Earl Gaines
Colman Domingo: Freddie Fallows
Orlando Eric Street: Presidente Barack Obama
Clarence Williams III: Maynard
Stephen Rider: Stephen W. Rochon
John P. Fertitta: Jenkins
Jim Gleason: R.D. Warner
Mo McRae: Eldridge Huggins
Nealla Gordon: Senatrice Kassebaum


Trailer


 





Visto il 4 gennaio 2014, al Cinema Lux con Salvatore fratellone

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Published by Maurizio Crispi - in Cinema
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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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