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26 maggio 2011 4 26 /05 /maggio /2011 10:24

palloncini-colorati111.jpg

 

Nel cielo della sera, quieto,

spezzato solo dagli ultimi voli dei rondoni,

prima del riposo notturno,

si accende una delicata stria di rosa

Palloncini colorati

di tutti i colori dell'arcobaleno,

ascendono verso l'infinito blu

come tante bolle colorate,

ciascuna delle quali contiene il pezzo di un'anima

E salgono,

salgono,

e, mentre salgono,

si disperdono e si fanno piccini

Noi che li guardiamo vincolati, come siamo, alle catene della Terra

pensiamo che siano partiti verso un viaggio lungo,

che forse non avrà fine

In realtà, ma questo noi da terrra

non potremo mai verificarlo,

ciascun pallocino, man mano che la pressione dell'atmosfera si riduce,

si va dilatando, sino a scoppiare alla fine in un plop!

che, nella rarefazione dell'aria, avviene in un profondo silenzio


L'aria - e i pezzi d'anima -

contenuti all'interno -

si disperderanno nell'etere

e quell'anima, finalmente ricongiunta,

potrà riprenderà il suo viaggio

nello spazio incommensurabile,

per arrivare dove?

Non si sa!

Nessuno da un simile viaggio

è mai tornato indietro a raccontarcelo.

Di sicuro, ai pianeti e alle stelle lontani.

Oltre Saturno e Giove.

Oltre la catena dei pianetini,

ai confini del sistema solare,

Di sicuro verso le Galassie,

nate eoni prima dei primi singulti del nostro pianeta

Partire con il palloncino colorato,

aiuta indubbiamente

a liberarsi prima dalle catene della Terra,

dai suoi vincoli,

a trasformarli in pneuma e respiro

che è tutto ciò che di noi rimane,

dopo che il corpo si è dissolto

 

buddismo-bandiere-di-preghiera.jpg

 

Il palloncino colorato che viaggia verso l'alto

è come le bandiere di preghiera dei templi buddisti

che, a centinaia, sventolano legate in fila a funi,

tese tra l'asse centrale dello stupa e la terra

All'inizio nuove e dai colori brillanti,

poi sempre più logore e sbrindellate,

recano scrito su di una superficie (a volte su entrambe)

le preghiere, scritte in inchiostro nero, in antichi caratteri.

Con lo sventolio e la carezza del vento,

le preghiere d'inchiostro si staccano dalla stoffa

e anche loro si fanno pneuma,

ascendendo verso l'alto

per raggiungere il Supremo,

incommensurabile e saggio,

che ascolta

 

Ma i palloncini colorati sono anche

come le campane di preghiera

che il fedele, dopo aver rivolto al suo dio

una preghiera muta

o appena sussurrata,

scuote traeondone argentini tintinnii,

i quali pure salgono verso il cielo

per giungere all'orecchio del Dio

e attirare sulla nostra modesta prece

- infinitesima rispetto alla grandezza del Cosmo -

la sua attenzione

 

Impigliato nelle spire d'un fuoco

che non può essere placato

e che lo divora ora dall'interno,

così come prima ha divorato le sue cose e la sua casa,

lasciandolo privo di tutto,

anzichè arrendersi alla volontà del Supremo,

alla consapevolezza dell'Impermanenza,

trasformando questo fuoco in energia propulsiva e opportunità,

un uomo chiuso dentro la sua auto

s'è lanciato a tutta velocità verso il mare,

s'è librato leggero in aria

- ma solo per pochi secondi -

e poi la massa di ferro e plastica

avvinta alle catene della gravità

s'è immobilizzato per ricadere con un tonfo greve

sulla liquida superficie,

spezzandone l'immobilità.

L'uomo all'interno dell'auto,

divenuta sarcofago d'acciaio,

ha atteso immobile la sua fine.

Immagino che la sua anima

sia rimasta impigliata in quel relitto

o inghiottita da qualche grosso pesce

Chi sa - forse al prossimo giro della ruota -

allo sventurato sarà dato di partire

a cavallo d'un palloncino colorato

verso il cielo infinito ed oltre

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Published by maurizio crispi - in Note di diario
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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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