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26 dicembre 2013 4 26 /12 /dicembre /2013 07:32

Tempo di Natale. Un giro di boa tra desiderio e nostalgia

 

 

(Maurizio Crispi) Come ogni anno il giorno di Natale è arrivato ed è passato.

Senza voler parlare del significato religioso della Festa, questo giorno si comporta in un modo strano, tra gli "oggetti" nella nostra mente, forse per via di sedimentazioni infantili o anche per via del suo simbolismo che può essere ampiamente nutrito dentro di noi, anche soltanto per i suoi contenuti interiori.

Il Natale è una scadenza annuale, un punto di svolta: come arrivare al giro di boa di un'ipotetica maratona, quando si raccolgono le forze per procedere sino al traguardo finale.

In sè, il giro di boa è contrassegnato da un "marcatore": è lì che ci attende e noi dobbiamo raggiungerlo.Lo vediamo per molto tempo da lontano, lo accarezziamo con lo sguardo, ma la strada da da fare è ancora tanto.Poi, l'oggetto che lo marca si fa sempre più grande ed incombente: quando alla fine ci siamo e possiamo toccarlo, non possiamo soffermarci.Il ritmo è inesorabile e non concede soste: dobbiamo procedere oltre.

Ed è così che il luogo del nostro giro di boa, come il giorno del Natale, sfila subito via e rimane alle nostre spalle.

E noi siamo protesi già verso il traguardo che, come già sappiamo da altre precedenti esperienze, non sarà mai un definitivo punto di arresto, ma semplicemente un punto di partenza per una nuova gara, per un nuovo giro di giostra.

 

Il Natale non è mai l'occasione unica e definitiva: ce n'è sempre uno nuovo che si profila all'orizzonte. e quandociò accade sembra che ci sia un tempo infinito prima di raggiungerlo di nuovo.

Lo rappresenterei come un "oggetto" della mente che puoi guardare nitidamente solo da lontano, con desiderio e nostalgia.Ma quando ci sei allora diventa indistinto, un lampo, qualcosa che passa in un attimo indistinto.

Quando ti ci sei avvicinato troppo non lo vedi più bene, qualcosa ti sfugge della sua essenza.

Sfila via e va immediatamente in dissolvenza.

E' in fondo un oggetto del nostro desiderio, così come nelle gare podistiche desideriamo raggiungere il punto del giro di boa ancora lontano, perchè sappiamo che da quel momento incomincerà la via del ritorno.Così, mi spiego quella strana tristezza quando il Natale finisce e si ritorna al ritmo ordinario della vita quotidiana: la consapevolezza che sta per cominciare un nuovo giro di giostra, in cui quel giorno in particolare, la festività del Natale, si si comporta come un inafferabile oggetto del desiderio.

 

Ed è così che si consuma la nostra vita, tra desideri per cose lontane da noi e la nostalgia per ciò che abbiamo appena sfiorato e che è sfilato via in un attimo, prima che ci rendessimo pienamente conto, di ciò che avevamo raggiunto.

 

E, quindi, il girono del Natale con il suo simbolismo di nascita che però prelude ad una morte è particolarmente adatto per rappresentare la ciclicità di cui è permeata la nostra esistenza, fatta di un continuum di piccole morti e di piccole rinascite.

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Published by Maurizio Crispi - in Riflessioni
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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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