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20 marzo 2013 3 20 /03 /marzo /2013 12:21

Stiamo perdendo la capacità di ridere e sorridere

Oggi mi sono soffermato a fotografare una bella buccia di banana, abbandonata sotto il bordo di un marciapiedi di Villa Sperlinga (a Palermo).
Era proprio "bella", secondo me, e in quella particolare postura che casualmente aveva assunto, rinvenivo anche una valenza estetica.
Nel fare le foto mi sono accosciato alla ricerca della migliore inquadratura (e ne ho voluto fare una con un angolatura di ripresa dal basso).
A pochi metri di distanza, c'era uno che attendeva in auto.
Quando mi sono girato e mi sono accorto del suo sguardo, ho avuto la netta sensazione che mi guardasse in modo strano, come se avessi fatto una cosa un po' da fuori di testa.
Un'altra volta stavo fotografando un a bambolina abbandonata sull'asfalto. Era mattino presto e non c'era quasi nessuno in giro.
Mentre ero intento a fotografare si ferma una volante della Polizia e uno degli agenti mi fa con fare allarmato e inquisitivo: "Cosa è successo?".
Cosa si risponde ad una simile domanda? Niente, meglio restare zitti.
Rimango colpito dal fatto che la maggior parte della gente manca di fantasia e non è capace di vedere le sfaccettature delle cose o quello che, nella loro filigrana sono capaci di racocntare.

A volte mi ritrovo a fare delle cose buffe o che possono strappare il sorriso, perché hanno un che di insolito.
Per esempio, quando porto in giro Frida nel traino, oppure quando corriamo ed io - per essere maggiormente bilanciato - la tengo al guinzaglio passato attorno alla vita.
O altre stranezze.
Vedo che le persone che mi osservano vorrebbero sorridere o ridere, ma il più delle volte non lo fanno: si trattengono.
Quelli che parlano, dalle nostre parti lo fanno per offenderti, perchè non rientri nei loro schemi.
Io - nella stessa situazione - sorriderei o riderei liberamente, senza preoccuparmi; possibilmente farei anche qualche commento, in segno della mia partecipazione empatica a ciò che l'altro da me sta facendo in quel momento.
Perché questa rigidità che è assieme cognitiva ed esperienziale? Secondo me, perché al giorno d'oggi molte persone hanno paura di ridere o sorridere, di dare libero alle proprie emozioni, di ritornare ad essere in contatto con il proprio Sé bambino di un tempo, gioioso e giocoso.
Ed è lo stesso motivo, per cui tanti hanno paura dell'abbraccio che non vuole niente e disinteressato, nel suo senso più puro di intimità e di donazione.
Se è così, quanto abbiamo perso!

Anche le cose peggiori della vita si possono affrontare meglio se ci si tiene in contatto con la capacità di ridere e di sorridere.


E' esemplificativa (ed anche un luminoso esempio di ciò) la famosa risata di Tiziano Terzani.

 

 


 

 


 


Voglio ricordare qui, che ebbi a ascrivere un articolo sull'importanza di non prendersi mai troppo sul serio, dal titolo: "Non prendiamoci troppo sul serio!", pubblicato in un lontano passato su "podisti.net" con cui ebbi una lunga collaborazione.
E bravo chi lo trova!

Stiamo perdendo la capacità di ridere e sorridere

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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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