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22 marzo 2013 5 22 /03 /marzo /2013 08:38

Sotto l'assalto del mare in tempesta e insidato da un ragno anomaloCon un lungo cammino, ero arrivato sino ad una casa sulla riva del mare in tempesta.
Il vento mugghiava e le onde si alzavano sempre più alte, infrangendosi con alti spruzzi e con spuma bianca contro un muro di recinzione, che per quanto alto sembrava essere una difesa ben povera.
Mi sentivo subito a disagio ed entravo nella casa vuota ed abbandanota con una senazione di profondo timore che rapidamente si trasformava in disagio panico.
Ma lì ero arrivato e non potevo andarmene: c'era qualcosa di strano (e forse di invisibile) che mi tratteneva là.
Non c'era nulla di familiare in quella casa: tutto mi era straniero.
Mi sdraiavo su di un giaciglio di fortuna, unico arredo esistente in un grande stanzone vuoto e del tutto spoglio: e, mentre la mia mente vagava, sentivo il mare mugghiare contro la recinzione di pietra con orribile forza.
Ad un certo punto - dovevo essermi addormentato - mi risvegliavo di colpo, sentendo le fondamenta della casa tremare sotto l'assalto di frangenti sempre più possenti.
Cercavo di muovermi, ma ero come paralizzato.
I miei arti non rispondevano ai comandi del cervello e alla mia volontà.
Locked in, bloccato in un corpo non più rispondente.

Cresceva la sensazione di pericolo incombente ed io, con gli occhi sbarrati, ma con il corpo del tutto immobilizzato come un tronco morto, mi sentivo sempre più in preda al panico
Gli occhi ancora vigili, tuttavia, guizzavano da un lato all'altro della stanza.
Cercavo di gridare e chiamare aiuto, ma bocca e lingua erano impastati in un solo blocco, come cancellati persino dalla mia percezione.
Mi accorgevo di un grande ragno nero che dall'alto di un filo argenteo si andava calando verso di me...
Con un guizzo improvviso, frutto di uno spasimo della volontà, allungavo la mano e lo afferavo tra pollice ed indice e cominciavo ad esercitare una pressione progressiva.
Sentivo che l'esoscheletro si schiacciava crocchiando sotto le dita e che un fluido grasso e viscido, sgradevolmente freddo, cominciava a colarmi tra le dita.


Mi sono svegliato di colpo e mi sono accorto che stringevo smpasmodicamente tra le mani il libro che stavo leggendo.
Le dita mi si erano intorpidite talmente grande era stata la pressione che avevo esercitato sul libro.
Mi sono reso conto che si era trattato solo di un sogno.
Wow! Ho tiratoun sospiro di sollievo e ancora una volta mi sono sentito come Little Nemo al risveglio da uno dei suoi coloratissimi incubi.

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Published by Maurizio Crispi - in Sogni
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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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