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21 febbraio 2014 5 21 /02 /febbraio /2014 20:25

Scasso con Stupro: alle prese con le esasperazioni stilistiche di Ellroy(Maurizio Crispi) Alcuni dei romanzi di James Ellroy, soprattutto quelli della produzione più tardiva, ben si prestano ad una lettura estemporanea ed agile, perchè sono spesso più che altro dei racconti lunghi che, forse, starebbero meglio, in antologie tematiche o in raccolte, ma che - invece - per motivi meramente commerciali vengono pubblicati come volumi a se stanti.
Essendo volumi di piccolo fromato e abbastanza smilzi, sono ottimi da portare con sé negli spostamenti brevi, per una breve interlocuzione di lettura non appena ciò si rende possibile o per uno spuntino letterario (quello che io chiamo un piccolo "bookwich" o "booksnack"), non troppo impegnativo e, soprattutto, si consumano rapidamente.

In simili circostanze, ho letto "Scasso con Stupro" (Bompiani, 2007, Collana Tascabili) con il consueto interesse che dedico ai romanzi di Ellroy. Sono pienamente d'accordo con altre critiche che sono state mosse a questa iniziativa editoriale: non meritava certo di essere pubblicato come volume a se stante, dal momento che è poco più di un racconto e che, per raggiungere il numero minimo di pagine, l'editore italiano ha fatto utilizzare caratteri di stampa davvero giganteschi ed ineleganti che, assieme alla carta di poco valore, hanno reso il tutto alquanto sciatto ed indisponente.
Ma veniamo al "romanzo"...
E' una storia di indagine su di un scassinatore che, entrando con destezza in case occupate dai rispettivi abitanti, dopo averli narcotizzati, stupra la donna e andandosene se ne va senza portare con sé alcuna refurtiva, se non dei trofei-feticcio.
Ogni tanto in questo modus operandi qualcosa va storto e ci scappa il ferito o il morto
Ed è così che il detective protagonista della storia si mette sulle tracce di un vecchio omicidio rimasto irrisolto, assieme alla collega poliziotto Donna.
E' come sempre una storia torbida con la quale Ellroy affonda a piene mani nel mondo corrotto losangelino, in cui tutti - chi più chi meno - hanno fantasmi nell'armadio e sono praticanti del compromesso morale, sempre per soldi, donne o potere.
Qui (l'opera è del 2004 e ha una collocazione cronologica coeva -il riferimento di tempo è dato dalla morte di Danny Getchell, suo personaggio chiave in L.A. Confidential come direttore della testata scandalistica Hush-Hush che - negli anni Sessanta prese a portare avanti una crociata contro personaggi in vista di LA con tendenze omosessuali) lo stile di Ellroy si fa sempre più scoppiettante, spezzato, sincopato, sino al limite dell'incomprensibilità e dell'insalata di parole.
Ogni cosa viene espressa in uno slang ricco di rimandi e di significati che possono essere compresi appieno avendo una dettagliata conoscenza non solo della cronaca nera losangelina, ma anche dei diversi personaggi, più o meno noti, che ne hanno dominato la scena dai tempi del caso della "Dalia Nera" ai primi anni del XXI secolo e che hanno fatto da protagonisti nelle riviste scandalistiche a partire dalla famosa "Hush-Hush" del (fittizio) Danny Getchell con tutte le sue rivelazioni scottanti e a prova di bomba, inconfutabili perchè supportate da prove schiaccianti (tenute del casseto e, eventualmente, utilizzate a fini di ricatto).
E in tutto questo merdaio e troiao (così appare il mondo da lui rappresentato), Ellroy affonda le mani, traendone ispirazione e continuando nel suo compito che è quello di dipingere un mondo cupo e squallido in cui nessuno si salva.

Ingrato e difficile il compito del traduttore, affrontato egregiamente: ma sia pure con l'aggiunta di alcune note a piè di pagina, alcune cose rimangono quasi incomprensibili.

Scasso con Stupro: alle prese con le esasperazioni stilistiche di Ellroy(dal risguardo di copertina) Los Angeles, 2004. È morto Danny Getchell, il direttore della rivista scandalistica Hush-Hush, il re indiscusso dello “sbircio”.
Prima di essere stroncato dall’AIDS Danny aveva subito minacce, denunce e linciaggi per aver messo a nudo i dietro le quinte di una Los Angeles che sguazzava nella droga, nella prostituzione e nella corruzione, soprattutto quella del LAPD. Il detective “Rino” Rick Jenson, invece, non fa parte della schiera di poliziotti corrotti come Linus Lauter, capitano della Narcotici indagato per riciclaggio. Rino è onesto e sta indagando su una serie di furti in appartamento a BelAir e Holmby Hills. Un topo d’appartamento che s’intrufola nelle case quando la gente dorme e si mette ad annusare gli indumenti intimi delle donne. 

Quando Donna, collega del detective Jenson del dipartimento di polizia di Los Angeles, comincia a ricevere inquietanti lettere e mail da un pervertito, nella mente del detective riaffiora un'antica ossessione. Il caso irrisolto di Stephanie, violentata e uccisa nel suo appartamento da un maniaco, è ancora una ferita aperta nel cuore del detective, che adesso teme per la donna di cui è segretamente innamorato. Le sue indagini lo mettono sulle tracce di un giornalista e di una famosa attrice porno con un oscuro e sfortunato passato come transessuale castrato da un killer arabo. 
Ma dopo il suicidio dell'attrice, Jenson risolverà il caso in modo tanto imprevedibile quanto esilarante.

(da Il Mangialibri.it) Diciamo la verità: più che un romanzo Scasso con stupro è un racconto che avrebbe meritato una più onesta collocazione in una raccolta à la Destination: Morgue. Stampate in un carattere enorme, queste 138 pagine non brillano di una trama degna del migliore James Ellroy (quello di Dalia Nera e L.A Confidential, per intenderci) ma offrono una carrellata dei punti di forza dell’universo dello scrittore losangelino: una città perennemente preda di droga e corruzione, un detective – già incontrato nel racconto “Troiaio a Hollywood” nella raccolta citata – preda delle proprie ossessioni, come quella per Donna Donahue – trasposizione letteraria dell’attrice e amica dello scrittore, Dana Delaney – o per il caso irrisolto di Stephanie Gorman. La trama, quindi, sembra assumere, in una sorta di ribaltamento dei ruoli formali, il ruolo di contenitore di uno stile ricco di frammentazioni fonico - linguistiche, ritmi cadenzati e nervosi. L’occhio di Ellroy è sempre quello dell’attento osservatore di una società che egli stesso conosce molto bene per averla vissuta fino in fondo, in una vorticosa discesa e una difficile risalita, insieme alle sue ossessioni, le mutandine annusate furtivamente, la vita da vagabondo, l’alcol, la droga e gli immancabili delitti irrisolti.

 

James Ellroy, Scasso con Stupro, Bompiani, 2007 (Collana Tascabili). Titolo originale: Hot-Prowl Rape-O, nella traduzione di Carlo Prosperi)

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Published by Maurizio Crispi - in Letture
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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

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