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30 gennaio 2015 5 30 /01 /gennaio /2015 06:48

Quel frutto di loto vilipeso ed abbandonato

(Maurizio Crispi) L'altro giorno, camminando dalle parti di Shoreditch High Street mi sono imbattuto in un loto morso ed abbandonato... Strano - ho pensato - di solito sono i torsoli di mela sbocconcellati che vengono buttati per strada...

Mi ritrovo a volte ad immaginare la fiaba di Biancaneve (Snowwhite) in cui la vecchina in gramaglie, anziché offrire a Biancaneve la celebre Mela Avvelenata (che rimanda al biblico frutto della conoscenza), le porge con sguardo malizioso e complice un "Kaki".

Già, il loto con la sua dolcezza un po' terrosa e a volte stucchevole, ma meraviglioso perché - se è al punto giusto di maturazione - ti si scioglie letteralmente in bocca, in Sicilia viene chiamato "Kaki" o "Cachi", non so quale sia la grafia corretta e non so, del pari, se al singolare si debba dire Kako (o Caco).

Ma a dirimere questi miei dubbi ci viene in soccorso Wikipedia, con la sua definizione: "Il cachi o kaki (Diospyros kaki L.f., 1782) (in italiano[1] anche diòspiro o diòspero) è un albero da frutto originario dell'Asia orientale appartenente alle Ebenacee, una famiglia di angiosperme dicotiledoni.

È anche noto come loto del Giappone, sebbene con questo nome si debba intendere più correttamente il Diospyros lotus".

Per questo suo "brutto" nome il povero frutto era oggetto di lazzi e scherni, quando eravamo bambini, e causa di interminabili ridarelle che mia madre doveva interrompere bruscamente con un suo intervento severo: un povero frutto, squisito, ma dal nome immeritatamente così tanto "scatologico".
Oggetto di frizzi e lazzi, senza potersene difendere.

E cosa potremmo dire del Mela Kaki (o Kaki Mela), una variante del Kaki, ma a polpa soda che si mangia a spicchi, sbucciando il frutto come fosse una mela? E che scritto diversamente presenta una palese scurrilità: Me-la-cachi!?

 

In effetti quel kaki, abbandonato così sul marciapiedi, malinconicamente sbocconcellato, potrebbe far pensare ad un povero stronzo che nessuno vuole più toccare, un paria lasciato a marcire nel canalo di scolo, un paria tra i frutti che qualcuno si potrebbe perfino vergognare di nominare con il suo nome scientifico.

La signora della buona società, infatti, andando a fare la spesa, dice sempre al verdumaio, con affettazione: "Scusi ce li avrebbe i LOTI"? Oppure: "Mi dia, per cortesia, un chilo di Mela-Loti"! Ma per essere davvero raffinata, la signora dell'HighJet Society in questione, potrebbe anche dire per essere davvero raffinata: "Per cortesia, un chilo di Dyospiros kaki"!
E così la questione sarebbe per sempre risolta, senza ombra di poter essere fraintesa. o di scuscitare un risolino di dileggio.

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Published by Maurizio Crispi (Testo e foto) - in Avvistamenti e panchine
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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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