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3 dicembre 2013 2 03 /12 /dicembre /2013 09:42

Quando si diventa vecchi?Quando si diventa vecchi?
E' difficile dirlo.
Non è che ci sia un'effettiva divisione tra età matura e vecchiaia.
E non credo nemmeno che si possa dire che sino ad un certo giorno si è giovani e che da un momento in avanti si è vecchi.
C'è piuttosto un cambiamento lento ed insidioso di cui all'inizio nemmeno chi è direttamente protagonista è consapevole.
C'è un processo di trasformazione del corpo, certo. Rintracciabile nella perdita di vigoria o anche nel fatto che se si molla la presa si fa fatica a recuperare la forma di un tempo.
Ci sono delle trasformazioni ineludibili: come quel filo di pancetta che non si riesce più ad eliminare.
Però tutto questo non è suffciente a definire uno "vecchio"", credo.
Ci si guarda allo specchio e non si vede un vecchio.
Ci si continua a riconoscere e si ha la forte convinzione di un senso di continuità.
Ci si sente sempre nello stesso modo.

Non si avvertono fratture tra un modo di essere di prima e uno relativo al dopo.
Ma, nello stesso tempo, può succedere che la progettualità si incrini, perchè il tempo che ci rimane - per quanto lungo ogggettivamente - si fa ristretto: non si ha più quella sensazione oceanica di avere a disposizione tutto il tempo del mondo al punto da poterci concedere il luso di "perdere tempo", di stare con le mano in mano, perchè tanto "si può sempre recuperare".

Il tempo diventa una "merce" preziosa da usare con parsimonia e, di conseguenza, non possiamo più concederci il lusso di progetti di ampio respiro e dobbiamo arroccarci su cose di cui potremo vedere la conclusione/realizzazione in un intervallo di tempo relativamente breve.
Diventiamo in un certo senso come i politici che non vogliono mai investire risorse e tempo in progetti di ampio respiro che diano dei risultati molto dopo la fine del loro mandato.

Non ci si può più concedere il lusso di essere visionari e sgnatori, forse, per dirla in un altro modo.
Ma - anche se si attivano questi meccanismi - si va avanti senza sentirsi troppo vecchi.

Le differenze sono ancora impercettibili e, ciò nondimeno, all'opera.
E allora quando accade veramente?
Secondo me, c'è un effetto di cumulo di piccoli cambiamenti che, ad un certo punto, sommandosi l'uno all'altro, diventano percepibili, facendosi palesi, dandoti la sensazione di un gap che però non c'è mai stato.
E, siccome, tutto il processso è avvenuto a nostra insaputa, noi vediamo l'effetto di cumulo ed è allora che, improvvisamente, ci sentiamo vecchi.
E' questo il punto di discrimine, credo, ed anche quello di non ritorno: quando abbiamo la sensazione netta di aver superato un crinale e di stare già scivolando dall'altra parte.
E questo accade soprattutto quando capita di cominciare a pensare con nostalgia al passato.
Come ero! Ma guarda un po' cosa ero capace di fare! E ora di cosa sono capace?
E allora prendi a ripassare le tue storie, le tue avventure, rivedi te stesso nel passato come un se fossi il personaggio di un bel fim di avventure.
Sai che quelle cose che hai vissuto non le vivrai di nuovo.
Sono cose (piccole banali cose o imprese) definitivamente relegate al passato.

Sei vecchio, quando passi al registro del ricordo come fonte prevalente di emozioni.
Sei vecchio quando cominci a dire a te stesso e agli altri: Ricordo, sì, io ricordo.
Sei vecchio, quando diventi un vecchio che ricorda e che racconta.

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Published by Maurizio Crispi - in Riflessioni
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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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