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18 settembre 2012 2 18 /09 /settembre /2012 13:54

Prometheus, l'atteso film di Ridley Scott, oscillante tra il déjà vu e il novumE' finalmente uscito nelle sale cinematografiche italiane l'atteso Prometheus (Ridely Scott, 2012), che si è originato come prequel di Alien (il primo fil della saga firmato proprio da Ridley Scott uscì nel lontano 1979), ma che presenta siatuazioni e personaggi diversi, che comunque si innestano du di un filone narrativo ancora tutto da raccontare.
Il tema è quello dell'incontro con civiltà aliene e delle nostre origini, partendo dall'ipotesi affascinante che l'origine della nostra specie sul pianeta Terra sia derivata da una razza aliena che ha disseminato il proprio corredo cromosomico sul nosto Pianeta, in modo tale da dare origine alla nostra specie. Sulla base di reperti archeologici e sull'identificazione in una caverna di un graffito che rappresenta una mappa planetaria, un'astronave parte dalla terra in un ipoteico - ma non lontano futuro - futuro (siamo nel 1989, alla ricerca delle nostre origini per poter interrogare sulle nsotre origini i nostri artefici e porre loro alcuni interrogativi ultimi (per un approfondimento sulla trama vedi l'omonima voce su Wikipedia).
Conosciamo bene la moda dei prequel, nella cinematografia e nella letteratura.
Il Prequel nasce dalla tendenza sempre più spiccata a "serializzare" a produrre una sequenza di racconti scaturiti da una matrice unica, ma anche dal desiderio di "svelare", ciò che non era stato svelato prima (ciò che non era stato svelato, perchè non pensato e non esistente).
Solitamente, una vicenda narrativa - sia essa contenuta in un film o in un romanzo - nasce "in medias res". Ci sono qualche volta degli antefatti relativi ad un "prima" che a volte appena accennati oppure, altre volte, vengono poi resi noti attraverso il racconto di uno dei tanti personaggi che interagiscono tra loro. Al lettore o, in generale, al fruitore spetta il compito affascinante di colmare i vuoti con la sua fantasia.

E' anche ovvio che, soprattutto in ambito cinematografico il prequel nasce per esigenze di cassetta e per poter sfruttare al massimo un precedente successo commerciale, oppure anche per rinverdire la creatività logora di un regista.
Il caso di Alien di Ridley Scott fu particolare. Ma dopo la fortunata (ed inquietante) invenzione della creatura aliena con le caratteristiche d'una temibile - ed insensibile, forse nemmeno pensante, nel senso che noi diamo a questa parola - macchina di morte, Ridley Scott lasciò la realizzazione dei sequel ad altri registi che, comunque, una volta stabiliti i capisaldi della storia riuscirono ad essere all'altezza del compito, pur rimanendo all'interno dal canone stabilito da Ridley Scott.
Esce ora Prometheus. Sin dall'inizio, lo spettatore non infomato, ha delle strane sensazioni, poiché anche conoscendo a fondo la saga di Alien ha l'impressione che Ridley Scott stia copiando e citando se stesso.
La storia sembra differente (eppure in tanti aspetti identica) alla classica vicenda di Alien.
Insomma non si comprende dove il regista voglia andare  a parare.

L'incontro con le creature aliene è anche qui terribile e inquietante: esseri che parassitano i tessuti viventi e si trasformano, crescendo, all'interno dei corpi in entità mostruose, tentacolari, feroci, a volte con richiami suggestivi ai viscidi tentacoli de "La Cosa" di carpenter e ai suoi poteri metamorfici.
Viene messo in scena il solito - insanabile - conflitto tra gli scienzati (gli esploratori e gli uomini) che, nel confronto con vita su altri pianeti, vorrebbero agire secondo il principio di precauzione e coloro che invece vogliono procedere bruciando le tappe oppure che intravedono la scaturigine di grandi possibili prospettive dall'incontro tra la specie umana e quella aliena; oppure di quelli che vanno alla ricerca della formula della vita eterna e della protezione dal decadimento del corpo, dagli esiti infausti delle malattie e dalla morte.
Tutto questo si gioca nella claustrofobica ambientazione del pianeta dove, dopo molti anni di viaggio attraverso la galassia, atterra la spedizione terrestre alla ricerca delle tracce di vita aliena (e di quelli che sono immaginati sulla base dei reperti archeologici, come i nostri progenitori).
La trama procede multiforme, tra ripetizioni di cose già viste prima in Alien e di innovazioni, con un effetto perturbante, perchè si ha la sensazione di essere davanti a un déja vu che ha, nello stesso tempo, le qualità del jamais vu.
Tra le innovazioni, vi è certamente quella formale di un ritmo narrativo che è veloce, a tratti quasi esplosivo.
Alien, il primo film della serie, è al confronto un film "lento".

Sino all'ultimo si pensa che Prometheus sia un film del tutto nuovo che Ridley Scott ha realizzato, imitando se stesso, per poi dover ricredersi: siamo davanti ad una storia che , senza che ciò sia esplicitato in alcun modo, è un autentico prequel di Alien e che ci racconta come sia avvenuta la creazione del temibile, invicibile e tentacolare  "mostro" che poi perseguiterà i Terrestri di una successiva spedizione.
La conclusione, sfumata, ce lo lascia intendere, aprendo nello stesso tempo uno spazio vuoto, all'interno del quale altre storie potranno essere iscritte.
 

 

 

Scheda film

Regia di Ridley Scott. Interpreti principali: Noomi Rapace, Michael Fassbender, Guy Pearce, Idris Elba, Logan Marshall-Green,
Genere: Fantascienza
Durata 124 min.
USA, Gran Bretagna 2012.
20th Century Fox
Uscita: venerdì 14 settembre 2012

 

 

 

Trailer
 


 



  

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Published by Maurizio Crispi - in Cinema
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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

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