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7 marzo 2013 4 07 /03 /marzo /2013 07:50

Luna piena a Palermo a notte inoltrata - Foto di Maurizio CrispiNotte inoltrata.
Decido di uscire con Frida a fare quattro passi.

Un'improvvisa ed inspiegabile variazione (fuori dalle categorie governate dalla razionalità e dalla logica) é ciò che ci vuole per venir  fuori dallo schema usuale a rischio di cristallizzazione  (preludio di una rovinosa rottura in mille frantumi) e fare qualcosa di imprevisto.

Stavo guardando un film in DVD ed ecco arrivare Frida che si è posizionata come  è solita fare: seduta davanti a me, guardandomi nel suo modo intenso ed eloquente (quando vuole attenzioni, qualsiasi esse siano: cibo, carezze, coccole, andar fuori a passaeggiare).
Ma sì, mi sono detto, andiamo!
Detto, fatto. L'uscita s è rivelata un incanto.

Solo io e Frida, come due vecchi compari, illuminati dalla luce giallastra dei lampioni.

Temperatura mite... e solo qualche gocciolina di pioggia che però non vuole partire con decisione, acquerugiola carica delle sabbie più fini del deserto che domani lascerà le auto sporche di strie di terra.
Non ci sono auto, non ci sono passanti, il silenzio è totale.

Le strade sono mie.  

La città è mia.  

Potrei essere l'unico sopravvissuto di una grande catastrofe che esce solo di notte, perchè di giorno la superficie della Terra è falciadiata da pericolose radiazioni che provengono dallo spazioo profondo, non più filtrate dallo strato protettivo di ozono.

 

Un sopravvissuto.
Un naufrago in un'sola deserta.
Un esploratore.

 

Cammino e cammino...

Ogni tanto sento un abbaio lontano, un cane che ulula la sua solitudine alla luna calante
Passo dalla piazzetta dei taxi di Largo Esedra e sento il parlottio smorzato di due autisti che fumando una sigaretta scambiano tra loro due chiacchiere.
Al passaggio li saluto: se si è soli nell'intero mondo dormiente, è giusto salutarsi.
I sopravvissuti o si guardano in cagnesco e si aggrediscono oppure scelgono la via della civile convivenza. Non è detto che debbano ridursi alla condizione di homo momini lupus, prefigurata da alcuni pensatori.


C'è una perfetta combinazione di equilibrio e di tensione trattenuta come in una molla che non è stata spinta ancora troppo: energia e dinamismi pronti a scaturire che sembrano riempire le mie arterie di argento vivo: sicché vorrei non dovere ritornare più a casa e trascorrere tutta la notte così, camminando da sera al mattino, on the road. camminando verso il sole che sorge dalla sua casa d'acqua e sentire la pelle lambita dal suo calore, trasformandomi poi a notte in un vagabondo delle stelle.
E poi è venuto il momento di rientrare e un istante magico è stato incamerato nella mia memoria, inciso a lettere fiammeggianti

Poi, ornato a casa, mi sentivo così eccitato del niente e del molto che in quei pochi istanti avevo vissuto che non potevo più prendere sonno.


Alla fine, sì, ho dormito, ma solo per due ore: quando ho riaperto gli occhi, mi sono stirato un po' e mi sono rimesso in piedi, come ogni giorno.
La ruota del tempo ha ripreso a girare.

Ci sono delle volte in cui tutto è meraviglioso: o meglio tutto "appare" meraviglioso, quando "everthing is ominous", ma ciò accade, perchè è cambiato il modo di rapportarsi con il mondo e c'è nell'aria il presagio di qualcosa che verrà.

E vedi stagliarsi nel cielo pulsante, la tua stella pulsante che brilla nell'intero firmamento come la cometa dei Magi, sta ad indicarmi il cammino verso il miracolo di una vita che è (ri)cominciata.
 

 

E dopo che ciò accade vedi tutto in una diversa prospettiva.
Niente è più eguale, sino alla prossima volta.

 

 

Domani, ricorre in calendario il compleanno di mia madre che, se fosse viva, avrebbe compiuto 95 anni.



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Published by frammenti-e-pensieri-sparsi - in Note di diario
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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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