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22 novembre 2013 5 22 /11 /novembre /2013 20:01

Ombrelli, ombrelliferi e venditori di ombrelli

 

Da un momento all'altro, mentre mi trovavo a Piazza Castelnuovo (Palermo), si è abbassata la temperatura, il cielo si è rannuvolato e ha cominciato a piovere intensamente.
La piazza all'inizio si è svuotata, perché tutti sono corsi al riparo, ad eccezione dei più previdenti già muniti di ombrello.
Non siamo dei Londoner DOC che escono di casa con l'ombrello anche quando c'è un sole che spacca le pietre o che, prima di mettere il naso fuori casa, sbirciano il cielo per vedere se si profilano all'orizzonte nuvole minacciose.
Non abbiamo quest'attitudine prudenziale nei confronti delle condizioni meteo.
In generale, siamo abituati ad una certa stabilità...
Ma le cose sono cambiate... Eh, sì! Il famoso cambiamento climatico in atto.
Dobbiamo prenderne atto.
E, dunque, non appena la pioggia si è infittita (ma si è ulteriormente abbassata la temperatura. o, forse, si è incrementata la percezione del freddo, a causa di tutto quell'umido), la piazza si è svuotata.
Ma nello stesso tempo loro - i salvatori provvidenziali - sono arrivati con il loro stock di ombrelli di tutte le misure, normali, giganti, formato familiare, ma anche quelli mignon e telescopici, da borsetta e da taschino.
E' incredibilè come questi venditori siano duttili e pronti a riconvertire la mercanzia che vendono in base alla necessità del mercato e alle variazioni di domanda.
Sono proprio come degli Eta Beta che, a seconda delle necessità, tirano fuori dal proprio gonnellino nero ogni genere di gadget e di dispositivo.

Se c'è il sole vendono cappellini di paglia, berretti con la visiera e occhiali da sole (qualcuno anche piccoli ventilatori a batteria portatili), mentre se piove eccoli lì a offrire ombrelli (talvolta anche impermeabili da taschino).
Ombrelli, ombrelliferi e venditori di ombrelliE, in questo senso, sono proprio degli angeli custodi.
Gli sprovveduti privi di ombrelli ne possono comprare uno e, detto fatto, riconquistano la loro libertà di movimento compromessa.
Mi sono ritrovato sotto la pensilina della fermata dell'autobus e ho cominciato a fotografare a tutto spiano ombrelli ed ombrelliferi (alias portatori di ombrello), ma anche i venditori del prezioso bene.
E ho notato, in un breve volgere di tempo, un'incredibile varietà di ombrelli multicolore e di dimensioni oscillanti da quello minuscolissimo che una raffica di vento appena un po' più forte disintegra a quelli formato ombrellone da spiaggia ed anche dei tipi umani che vi si riparavano sotto, affrettandosi ciascuno verso la propria meta.
Un extracomunitario, anche lui al riparo sotto la stessa pensilina, mi ha chiesto se fossi un turista.
Io ho detto di no: "Sono di Palermo" - ho aggiunto.
E ho continuato a fotografare: "Mi diverto così" - ho anche detto.
Lui ha fatto una risata.
Mi avrà considerato un tipo strano.
E' arrivata una torma di turisti giapponesi al riparo di grandi ombrelloni colorati, alcuni a spicchi con i colori dell'arcobaleno e, incuranti della pioggia, si sono soffermati al centro della piazza a fotografarsi reciprocamente sotto gli ombrelli, alla ricerca di effetti cromatici ricombinanti.
Questi Giapponesi!
Poi, hanno proseguito il loro "cammino" turistico ed intanto è continuato il via vai degli ombrelliferi e dei venditori, sinché la pioggia con la stessa repentinità con cui era arrivata se ne è andata.
Gli ombrelli allora sono stati chiusi e i venditori se ne sono andati per cambiare il tipo di merce da mettere in vendita.

 

 

Sugli ombrelli, vedi anche:

 

Il venditore di ombrelli in un giorno di fine estate

 

Quella lotta tragicomica di ombrelli e vento in un giorno piovoso

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Published by Maurizio Crispi (Testo e foto) - in Note di diario
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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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