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16 giugno 2011 4 16 /06 /giugno /2011 07:39

notte-di-sangue-a-coyote-crossing.jpgI romanzi di Victor Gischler sono accattivanti e ben costruiti. Non ho letto proprio tutto dei suoi romanzi disponibili in traduzione italiana, ma quanto basta per cogliere le sue atmosfere e apprezzarle: mi è capitato con Notte di sangue a Coyote Crossing, (Meridiano zero, 2011) e mi sta capitando con “La gabbia delle scimmie” (Meridiano Zero).

E’ difficile collocarlo come autore, ma sicuramente la sua cifra fondamentale è quella del noir, in cui - con una certa distaccata ironia - passano stilemi narrativi alla maniera di Quentin Tarantino oppure del Peckimpah di Mucchio selvaggio.

In Notte di sangue a Coyote Crossing, l’inizio è lento, quasi sonnolento. Un uomo, appartenente ad una famiglia di spavaldi senzalegge è stato ucciso e il suo cadavere sforacchiato pencola per metà fuori dallo sportello dell’auto. Toby Sawyer poliziotto part time in questo sperduto posto di frontiera tra Oklahoma e Messico, dove si è arenato senza prospettive esistenziali, viene incaricato di custodire il cadavere che, però di lì a poco, sparisce.

Da questo momento parte con l’acceleratore a tavoletta una trama al fulmicotone in cui l’ignaro Toby è coinvolto in una sequenza di assalti, pedinamenti, sparatorie, incendi, esplosioni, insomma di tutto e di più, perché qualcuno vuole ucciderlo e farlo fuori, mentre dei rappresentanti della legge della piccola cittadina sino a poco tempo prima sonnacchiosa non c’è più traccia, anzì la Legge e le sue restrizioni si disoolvono tout court.

Questo romanzo avvince come un film d’azione, in cui i disvelamenti vengono sapientemente dosati in modo da lasciare il lettore costantemente con quel briciolo di suspence che lo sospinge a girare la pagina successiva.

 

La sintesi del romanzo nel risguardo di copertina

In mezzo allo sconfinato nulla dell'Oklahoma, nella contea di Coyote Crossing, gli abitanti dormono sonni tranquilli, o almeno così credeva il giovane aiuto sceriffo Toby Sawyer, prima di quella notte. I Jordan sono piombati in città, assetati di vendetta per l'omicidio del fratello Luke, ma il cadavere è scomparso e tutti sembrano avere troppe cose da nascondere per raccontare la verità. Toby deve ritrovare il corpo prima dell'alba, e scoprirà ben presto di non essere il solo a cercarlo: tre killer chicanos gli distruggono il trailer a raffiche di mitra, e lui fa appena in tempo a fuggire con il figlio in braccio, sotto una pioggia di proiettili. Nello spazio di una notte, senza potersi fidare di nessuno, uomo o donna, amico o collega, il giovane Toby diventerà uomo, scoperchiando segreti pericolosi che lo costringeranno a combattere contro il cuore marcio di un'intera città e a scontrarsi con i Jordan in un'ultima sfida che profuma di O.K. Corral. Una frenetica corsa contro il tempo tra esplosioni, incendi e inseguimenti mortali. Victor Gischler ancora una volta sfodera humour, velocità e colpi di scena in un noir dal sapore western.

 

gischler.jpgVictor Gischler è uno scrittore statunitense, autore di romanzi gialli, tra noir e hard boiled, e sceneggiatore di fumetti per la Marvel Comics. Il romanzo d'esordio del 2001, La gabbia delle scimmie (Gun Monkeys), gli è valso una candidatura al Premio Edgar, mentre per Shotgun Opera è stato finalista dell'Anthony Award.

Questi i romanzi sinora tradotti in italiano: Anche i poeti uccidono (Meridiano Zero), Nella gabbia delle scimmie, (Meridiano Zero), Black City (Newton Compton).

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Published by maurizio crispi - in Letture
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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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