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6 ottobre 2012 6 06 /10 /ottobre /2012 09:26

La-favola-dei-due-corvi-bianchi-Doody.jpgHo letto di recente La Favola dei Due Corvi Bianchi (Sellerio, 2012), un libricino della canadese Maragaret Doody, appartenente alla fortunata serie in cui Aristotele investiga su casi "polizieschi" ambientati nell'Atene di Licurgo.
In questo romanzo (uno dei più snelli partoriti dalla fantasia e dalla cultura filosofica classica della Doody) l'investigazione di Aristotele svela una deriva di corruzione e di appropriazioni indebite nell'Atene del suo tempo. E' una trama esemplare - anzi, una doppia trama - in cui convergono per opera di due differenti personaggi lo spregio della Cosa pubblica (il governo della Polis) con la tendenza ad evadere le regole e ad ingannare per trarre un beneficio personale e l'avidità/avarizia del singolo (interpretate come due facce odiose di una stessa medaglia). Ciò offre all'autrice la possibilità di fare un rimando alla concezione politica di Aristotele: e, così, il lettore viene invitato a fare una riflessione sul senso della moralità (e sull'importanza della rettitudine morale dei governanti, di qualsiasi idea politica essi siano) della politica, in cui tutto dovrebbe convergere verso il benessere della Polis e del consesso dei cittadini e non ad altro, con l'obiettivo primario attraverso un governo retto e buono, del mantenimento del benessere dei cittadini e del rispetto e della ricerca del bello nelle arti e nelle manifestazioni figurative.

Nulla è più deprecabile - ci dice la Doody per bocca di Aristotele - della corruzione, dell'avarizia, del bisogno smodato ed irrefrenabile di accumulare beni e denaro a danno degli altri cittadini. Reati odiosi, secondo Aristotele, da punire con la massima severità possibile.
Un tema dunque attualissimo quello sviluppato dalla Doody in questo apologo poliziesco, specie per noi Italiani alle prese con l'incapacità dei nostri governanti di affrontare con coraggio e decisione la "questione morale": e tutti noi (stando dalla parte dei cittadini) sappiamo che se tale questione non la si affronta, non si va da nessuna parte.
Per ogni Fiorito incarcerato, ci sono decine di altri "politicanti", ma in realtà profittartori senza nessun ritegno e senza nessuno scrupolo morale, che rimangono indisturbati ad agire nell'ombra...



(Dal risguardo di copertina) Aristotele e il suo fido discepolo Stefanos si trovano nell'isola di Idra impegnati in due casi diversi: il complotto ai danni di Caronide, cittadino ateniese, e il traffico illecito di grano. Ma le due indagini finiscono per incrociarsi e saldarsi, fino al ritorno ad Atene e allo scioglimento dell’enigma.
Margaret Doody
Nota bio-bibliografica sull'autrice. Margaret Anne Doody, canadese, è professore di letteratura comparata. I romanzi con Aristotele detective, sono diventati caso letterario anche per l’esattezza dell’ambientazione storica: Aristotele detective (del 1978 e pubblicato da questa casa editrice nel 1999), Aristotele e il giavellotto fatale (2000), Aristotele e la giustizia poetica (2001) (ora raccolti nel volume del 2010, Aristotele detective. I primi casi), Aristotele e il mistero della vita (2002), Aristotele e l’anello di bronzo (2003), Aristotele e i veleni di Atene (2004), Aristotele e i Misteri di Eleusi (2006), Aristotele e i delitti d’Egitto (2010), Aristotele e la favola dei due corvi bianchi (2012). 
Il romanzo Gli alchimisti e il saggio La vera storia del romanzo sono stati pubblicati nel 2002 e nel 2009.

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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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