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20 gennaio 2014 1 20 /01 /gennaio /2014 08:35

Mal di sogniCi sono vari modi di interpretare i sogni. Freud disse con un incisivo aforisma che "i sogni sono la via regia per conoscere l'inconscio". Sempre secondo Freud, che elaborò l'idea che i sogni rappresentano un soddisfacimento mascherato di un nostro desiderio rimosso, gli incubi rappresentano situazioni in cui il rimosso si avvicina troppo alla superficie della consapevolezza, minacciando di compromettere con la sua irruzione  un equilibrio difficile che si è realizzato nella nostra vita da svegli e che è sempre la risultante di un compromesso.
L'incubo rappresenterebbe così il momento in cui il rimosso tende a tornare alla superficie e, in questo senso, i contenuti dell'incubo possiedono una forte carica "perturbante" (sempre secondo la definizione freudiana).
Ma - dopo Freud - si sono avute nuove e complesse teorie sul sogno e sul sognare che tendono ad ingranarsi con ciò che si conosce della neurofisiologia dei sogni (e ad integrarlo, in un interessante sforzo sincretico, di cui uno degli artefici è stato il neurofisiologo e psicoanalista Mauro Mancia).
Per esempio, secondo i cognitivisti gli animali che sognano ripassano delle azioni che sono loro abituali nella veglia (e non possono agire in sintonia poichè le innervazioni psicomotorio durante il sonno con sogni sono del tutto inibite), ma anche è stato detto che i nostri sogni rappresentano un modo attraverso cui la nostra mente elabora possibili soluzioni per problemi che affliggono la nostra vita diurna.
Quando ci capita di ricordare di aver sognato, senza ricordare il contenuto specifico del nostro sogno, ma ci sentiamo particolarmente sosoddsfatti e contenti, è perchè - probabilmente - senza che nemmeno noi lo sapessimo - la nostera mente è stata al lavoro e ci ha consetto di trovare qualche soluzione che metteremo alla prova durante la vita diurna, senza nemmeno accorgerci che lo stiamo facendo.
Quindi, i sogni complessi, quelli che ci turbano, quelli che ci spossano, li dobbiamo accettare per quello che sono: prendiamoli come degli allenamenti particolarmente faticosi che la nostra mente è chiamata a compiere.

Guai se non dovessimo più sognare: il nostro equilibrio e la nostra salute mentale, ne sarebbero gravemente compromessi, come hanno dimostrato numerosi esperimenti di deprivazione selettiva del sonno REM.

Mal di Sogni (Elena Cifali)(Elena Cifali) Ho dormito malamente stanotte e per troppe ore, attardandomi nel letto, girandomi e rigirandomi senza avere effettiva necessità di riposare, solo preda e vittima dell’ozio.

Da qualche tempo le mie notti sono agitate, ricche di “su e giù” di “vai e vieni” di fame notturna.

Stanotte, invece, non mi sono mai alzata, solo svegliata un’infinità di volte e tutte le volte che mi riaddormentavo sognavo.

Non ricordo bene cosa succedesse dentro questi tormentati sogni: cani, scale, libri, corsa, pioggia, io, tanti personaggi conosciuti ed alcuni sconosciuti.

Questa lunga notte mi ha lasciato un senso di inquietudine, di frustrazione, di malessere generale.

Ho mal di testa stamattina e non potrebbe essere altrimenti.

Ma - per fortuna - so che tutto passerà, con la stessa lentezza con cui è arrivato ma passerà.

In uno dei miei sogni, o forse sarebbe meglio chiamarlo incubo, di questa notte iniziavo a piangere, provando un forte senso di delusione e rammarico per un torto subito – di cui sconoscevo la natura.

Una persona cara si era presa gioco di me, tradendomi, maltrattandomi subdolamente, deludendo la mia fiducia nei suoi confronti. Arrivava così il mio carissimo amico Maurizio Crispi, l’unica persona a cui avevo raccontato l’accaduto. Maurizio – che, solitamente, riesce a farmi razionalizzare gli avvenimenti della mia vita reale e a farmi trovare il lato positivo in tutti gli accadimenti- non riuscì ad essermi di grande aiuto, indaffarato com’era a stare dietro alla sua cagnetta Frida.

Il mio pianto era anche causato dalla tristezza, perché sapevo che stavolta avrei dovuto cavarmela da sola.

Sola. Sola. Sola.

Sola al centro di Piazza Pola a Ragusa Ibla.

Non un’anima viva, nessun rumore, solo il ticchettio della pioggia leggera leggera che bagnava le miei scarpe da running.

Come farò a correre con le scarpe così bagnate?”, mi chedevo, incurante del fatto che anche tutto il mio corpo era fradicio d’acqua e che sentivo un gran freddo.
Mi importava solo delle scarpe….

Mi sveglio …. guardo il led che proietta l’ora sul muro della camera da letto. Sono le 3:33.

Mi giro dall’altra parte ascoltando il respiro di mio marito che dorme di fianco a me.

Tra un sogno e l’altro, tra un tormento e l’altro si fa giorno, si fa mattina, si fa tardi … è ora che io mi alzi, non ho trovato neppure la forza o forse la voglia di andare a correre.

Fuori piove, come nel mio sogno: Nicolosi è avvolta dalla nebbia …. “Che schifo di giornata” - penso mentre preparo la colazione per me e Luca.

Le odio queste notti lunghe e tormentate.

Sono notti che rimescolano dentro di me e fanno tornare a galla antichi dolori, grandi dispiaceri, inutili rammarichi, cocenti frustrazioni.

Sono notti che non finiscono con lo spuntare dell’alba ma che si protraggono fino al tramonto del giorno successivo.

Mal di sogni”, sì, oggi ho proprio avuto il mal di sogni e per curarlo non esistono pastiglie miracolose, solo la consapevolezza che di tanto in tanto devo tirare il freno e mettere in ordine le idee, fare il punto della situazione e ragionare per capire fin dove è giusto arrivare, fin dove è utile sognare …

In cucina mi aspetta lei, appena mi vede si siete sulle zampe posteriori, scodinzola vistosamente e mi fissa. I suo occhi seguono i miei e mi parlano.
Anni fa, Thelma mi salvò la vita e, di tanto in tanto, continua a farlo anche adesso.

Si, andiamo Thelma, portami fuori a fare un giretto” - le dico, mentre prendo il guinzaglio che so già non userò.

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Published by Elena Cifali - in Sogni
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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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