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18 agosto 2013 7 18 /08 /agosto /2013 09:46

Le nuvole in cielo viaggiano, sospinte dal ventoIeri, a Londra, c'è stata una giornata grigia, umida e piovosa, ma soprattutto di vento.
Una giornata che secondo i parametri di un Siciliano non esiterei a definire "medio-invernale", non di quelle freddissime, ma freddine, sì.

Nel tardo pomeriggio, mentre ormai il giorno volgeva al tramonto, ero seduto nel piccolo balcone che si affaccia su Tarling Street, stando sul quale si ha l'impressione di essere su una piccola casa sull'albero, visto che - proprio accanto - c'è la chioma di un platano vigoroso (tra l'altro, abitato da un piccolo nucleo familiare di corvi).

E da lì guardavo il cielo che si apre in direzione del Tamigi, invisibile allo sguardo ma presente, con l'ariosità dei suoi grandi spazi che si può quasi respirare, subito al di là della guglia di una chiesa che si affaccia su Cable Street.
Le nubi fioccose, sullo sfondo grigio retrostante si muovevano veloci sospinte dal vento, offrendosi allo sguardo in forme continuamente cangianti.

Ogni tanto un aereo in fase di decollo si immegeva nella massa cotonosa di una delle nubi più basse per riemergerne subito dopo, ancora intatto.

Guardando questo movimento veloce mi sono ricordato che, da piccolo, mi soffermavo spesso a guardare per minuti interi le nubi che si spostavano in cielo e, dopo un po', questa osservazione, mi dava la vertigine e dovevo riportare i miei occhi al livello del suolo.

Pensavo (ma ero in errore) che le nubi fossero ferme e che era la terra a girare e che quel movimento che io percepivo fosse un indicatore dello spostamento possente e "percettibile" (proprio attraverso le nubi) della Terra sotto i miei piedi.
Avevo maturato questa convinzione autonomamente, dopo che avevo sentito dire che la Terra girava sul proprio asse e, in questo modo ingenuo, davo corpo a questa nuova conoscenza.


Ma anche ora che sono adulto quando guardo il cielo, desidero per qualche istante essere sopraffato da questa convinzione irrazionale: e mi ritrovo a pensare che il movimento veloce delle nubi dia la misura del movimento della Terra sotto di me, quasi sia un enorme organismo vivente, pulsante e palpitante.

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Published by Maurizio Crispi (Testo e foto) - in Note di diario
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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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