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13 settembre 2014 6 13 /09 /settembre /2014 17:14

Le Ghost Bicycle. Un fenomeno che dagli USA sta arrivando in Europa: memorial, memento e progetto artistico assieme

Le ghost bicycle - ma anche le ghost bike, o GhostCycle o WhiteCycle - sono delle "biciclette alla memoria", collocata nel punto in cui un ciclista è stato ucciso  - o gravemente ferito - da un auto o da una motocicletta.
In Italiano - se proprio non vogliamo utilizzare un anglicismo -le potremmo chiamare "bici fantasma".
Solitamente, le bici fantasma sono delle vecchie bici recuperate e dipinte di bianco; a volte sono adornate di ghirlande di fiori finti, a volte recano una targa o un cartello che ricordano l'identità della persona e le circostanze dell'evento infausto.
Oltre ad essere un "memorial" della persona ferita o uccisa, fungono da memento per gli automobilisti/motociclisti in transito.
La prima "ghost bike" ad essere avvistata, secondo il Guardian, fu a St. Louis, Missouri (USA), nel 2003, preceduta da un progetto espressivo da parte dell'artista Jo Slota a San Francisco, poco prima nel 2002.
Quello delle bici fantasma è stato nelle sue origini un fenomeno tipicamente americano adesso tende ad arrivare in Europa: a Londra - ad esempio - sono diversi gli avvistamenti di questo tipo di reperti, anche se in alcuni casi la Ghost Bicycle è allocata solo per ricordare una persona che non è più, anche se la sua morte non è stata determinata da un incidente della strada, mentre andava in bici.
Quindi le "Bici fantasma" finiscono con il diventare icone nelle quali si intersecano le intenzionalità del memorial (o monumento alla memoria) e del memento (o avviso) affinché gli automobilisti e i motociclisti potenziali assassini di pedoni e di ciclisti innocenti ne traggano insegnamenti, spunti di meditazione ed inviti alla prudenza, e l'espressività di progetti artistici veri e propri, nello spirito della "street art" o della "land art".
D'altra parte, le "bici fantasma" sono anche dei cippi, degli indicatori stradali che contrassegnano i luoghi in cui hanno avuto luogo passaggi e transiti e, in questo senso, assumono un valore ben piùpregante e denso di emozioni dei luoghi di sepoltura nei luoghi appropriati e rituali.
Da un certo punto si possono considerare dei cenotafi (cioè dei luoghi di sepoltura, privi tuttavia, delle spoglie mortali della persona acui si riferiscono) e, da questo punto di vista, alimentano un post-moderno - e metropolitano - culto dei morti.

 

(da Wikipedia) A ghost bike (Ghostcycle or WhiteCycle is a bicycle set up as a roadside memorial in a place where a cyclist has been killed or severely injured (usually by a motor vehicle).
 Apart from being a memorial, it is usually intended as a reminder to passing motorists to share the road.
Ghost bikes are usually junk bicycles painted white, sometimes with a placard attached, and locked to a suitable object close to the scene of the accident.
According to The Guardian, the first recorded ghost bike was in St. Louis, Missouri, in 2003. A witness to a collision between a cyclist and a car placed a painted bike at the location  with a message that read: "Cyclist struck here".
The original idea of painting bikes white reportedly goes back to the city of Amsterdam in the 1960s as an anarchist project to liberate two-wheel transport—white bikes were free, help yourself and then leave it for someone else.
The ghost bike idea in the United States may have originated with a project by San Francisco artist Jo Slota, begun in April 2002.
This was a purely artistic endeavor. Slota was intrigued by the abandoned bicycles that he found around the city, locked up but stripped of useful parts. He began painting them white, and posted photographs on his website, ghostbike.net. As the idea was taken up for different purposes, Slota faced a dilemma. San Francisco is one of the safer U.S. cities for bicyclists, but memorial ghost bikes sprang up there as elsewhere, changing perceptions of his project.
A ghost bike memorial project was started in St. Louis, Missouri, United States in October 2003. After observing a motorist strike a bicyclist in a bike lane on Holly Hills Boulevard, Patrick Van Der Tuin placed a white-painted bicycle on the spot with a hand-painted sign reading "Cyclist Struck Here". Noticing the effect that this had on motorists in the area, Van Der Tuin then enlisted the help of friends to place 15 more "ghost bikes" in prominent spots in the St. Louis area where cyclists had recently been hit by automobiles.
They used damaged bikes, in some cases deliberately damaged to create the desired mangled effect.
Similar projects began in Pittsburgh in 2004, New York City, Seattle in 2005, Albuquerque and Chicago; and Toronto in 2006.  
In August 2005, nearly 40 ghost bikes were placed throughout Seattle to draw awareness to locations of accidents, near-misses, and poor road conditions.
 A ghost bike in Dupont Circle, Washington, D.C., commemorating a rider killed by a garbage truck in 2008, remained for a full year. When it was removed by city employees, friends of the rider replaced it with 22 ghost bikes, one on every lamppost.[16] London Ghostcycle was active in 2005 and 2006.
There have been similar projects in dozens of other cities worldwide.
A bike memorial project[18] was recently started Durham, North Carolina to commemorate the death of two prominent cyclist and bicycle safety advocates.
 In Late 2013 and early 2014 The Houston Ghost Bike Group has placed 47 ghost bikes to raise awareness during an especially deadly string of cycling accidents involving automobiles taking place in Houston, many of them hit and run. As of this posting, they are working on 13 more bikes to bring the list of deaths in recent years up to date.

 

 

 

La bici che si vede nella foto è stata fotografato in Commercial Street, nell'East End londinese.

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Published by Maurizio Crispi (Testo e foto) - in Transiti e passaggi
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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

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