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15 febbraio 2014 6 15 /02 /febbraio /2014 08:16

Le due verità (Ordeal by Innocence). Un classico del giallo d'investigazione, uno dei suoi romanzi che la Christie preferiva in assoluto(Maurizio Crispi) è il titolo italiano del romanzo di Agatha Christie, Ordeal by Innocence, un classico del giallo d'investigazione, al di fuori dei filoni Poirot e Miss Marple e, stando alle dichiarazioni dell'autrice, è stato uno dei due romanzi da lei scritti che preferivsa in assoluto, assieme a "E' un problema".
Da questo romanzo è stato tratto, nel 1984, il film "Prova d'Innocenza" con Donald Sutherland, Christopher Plummer e Sarah Miles. 

Questa la trama. Il dottor Calgary si reca dalla famiglia Argyle per una ragione molto importante: Jacko Argyle, morto in carcere, non ha ucciso la madre adottiva, Rachel Argyle, e perciò è stato condannato ingiustamente. Infatti, al momento del delitto, il giovane si trovava insieme a lui, cosa che però Calgary, per motivi di salute, non riuscì a testimoniare al processo. Una volta fatto questo annuncio, la reazione della famiglia non è quella che Calgary si aspetta. Egli credeva che gli Argyle sarebbero rimasti sollevati nel scoprire l'innocenza del giovane Jacko, invece essi ne sono sconvolti: se non è stato Jacko a compiere il delitto, vuol dire che il colpevole è ancora tra gli Argyle. Il dottor Calgary si impegnerà a condurre indagini, parallelamente a quelle della polizia, per assicurare che gli innocenti non paghino per le colpe altrui.

E' dunque un classico intreccio d'investigazione.
Un delitto è stato commesso qualche tempo prima.
L'incriminazione di un colpevole presunto, schiaccato dalle evidenze è avvenuta, visto che questi non ha potuto portare elementi di conferma al suo alibi.
A distanza di quasi due anni dal fatto, ormai troppo tardivamente, Calgary dà la conferma dell'alibi del colpevole per scagionarlo: senonchè si può solo riabilitare, ma nel frattempo è morto in carcere.
La notizia dell'innocenza del colpevole anzichè essere accolta dalla famiglia con letizia, suscita imbarazzo. Perchè? E' ovvio, perchè si rimette tutto in gioco e le caratterstiche dell'omicidio portano a pensare - come del resto prima - al fatto che l'omicida sia uno dei familiari stretti. Insomma, che si sia trattato di una cosa di famiglia.

Partono così, contemporaneamente, un'indagine ufficiale ed altre due, non autorizzate, una dall'interno della famiglia e una dall'esterno (mossa dallo stesso Calgary che, avendo rimesso in moto tutto con le sue dichiarazioni, adesso sente il dovere morale di fare qualcosa per rimediare).
E, alla fine, si delinea una verità diversa da quella a cui tutti credevano o meglio da quella verità che tutti si sforzavano di lasciar apparire all'esterno (lasciando che "i panni sporchi si lavassero in famiglia")..
E nel condurre il lettore attraverso queste successive rivelazioni Agatha Chirstie è maestra.
L'intreccio è quello tipico dei suoi migliori romanzi, in cui tutto avviene all'interno di un gruppo ristretto, in cui ciascuno aveva dei rapporti con la vittima e aveva anche delle ragioni valide (i moventi) per agire contro di lei.

I Gialli di Agatha Chirstie sono sempre arguti ed ingegnosamente costruiti.Tutti gli elementi vengono offerti al lettore per identificare il colpevole (come si può verificare, rileggendo il romanzo retrospettivamente dopo essere arrivati alla sua conclusione).
Ma di rado ci si riesce...
Infatti, alcuni lettori di gialli, non sopportando l'incertezza della non conoscenza, prediligono saltare subito alla conclusione e quindi leggere con calma l'intreccio, già sapendo come la storia andrà a finire.

E, dobbiamo dirlo, prima di concludere questa nota, di tanto in tanto occorre ritornare ai "classici" del Giallo e alle finezze di stroie che scandagliano l'animo umano alla ricerca dei moventi psicologici del crimini e che rifuggono dal rappresentare scene truculente o di azione, mutuate dalle cinematografia, in una sempre più marcata mescolanza degli strumenti dell'espressività artistica letteraria.
Sono incursioni che fanno bene.
Devo la lettura di questo romanzo dellla "signora del Giallo" a mio figlio Francesco che me ne ha regalato una copia, di una recente riedizione, lo scorso Natale.

 

 


Ordeal by Innocence is a work of detective fiction by Agatha Christie and first published in the UK by the Collins Crime Club on 3 November, 1958 and in the US by Dodd, Mead and Company the following year. The UK edition retailed at twelve shillings and sixpence (12/6) and the US edition at $2.95. It is regarded by critics as one of the best of her later works, and was also one of Christie's two favourites of her own novels, the other being Crooked House.

The novel is also noted for being one of Christie's darkest works, alongside such classics as Ten Little Niggers, with a strong focus on the psychology of innocence.

  

Plot. While serving a sentence for killing Rachel Argyle, his foster mother – a crime he insisted he didn't commit – Jacko Argyle dies in prison. Two years later, the man who could have supported Jacko's alibi suddenly turns up; and the family must come to terms with the fact not only that one of them is the real murderer, but also that suspicion falls upon each of them. Christie's focus in this novel is upon the psychology of innocence, as the family members struggle with their suspicions of one another.

The witness, Arthur Calgary, believes that, when he clears the name of their son, the family would be grateful. He fails to realise the implications of his information. However, once he does so, he is determined to help and to protect the innocent by finding the murderer. To be able to do so, he visits the retired local doctor, Dr MacMaster, to ask him about the now-cleared murderer, Jacko Argyle. Dr MacMaster states that he was surprised when Jacko killed his mother. Not because he thought that murder was outside Jacko's 'moral range', but because he thought Jacko would be too cowardly to kill somebody himself; that, if he wanted to murder somebody, he would egg on an accomplice to do his dirty work. Dr MacMaster says "the kind of murder I'd have expected Jacko to do, if he did one, was the type where a couple of boys go out on a raid; then, when the police come after them, the Jackos say 'Biff him on the head, Bud. Let him have it. Shoot him down.' They're willing for murder, ready to incite to murder, but they've not got the nerve to do murder themselves with their own hands". This description seems to be a reference to the Craig and Bentley case which had occurred in 1952.

While two outsiders attempt to find the murderer, it is an insider – Philip Durrant – whose clumsy efforts to uncover the truth force the killer to kill again. Ultimately it is revealed that the murderer was indeed acting under the influence of Jacko Argyle, and that the failure of his (carefully planned) alibi was, in hindsight, an ironic stroke of fate. Jacko was not, in fact, innocent after all and had a hand in the death of his foster mother. The killer is revealed to be Kirsten Lindstrom, the Argyle family housekeeper. Kirsten let Jacko die in prison because she and Jacko were either having an affair or Jacko was telling Kirsten that he was in love with her. But once Kirsten learned that Jacko was secretly married, she decided not to confess to her role in Rachel's murder in court and abandoned Jacko to his fate.

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Published by Maurizio Crispi - in Letture
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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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