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13 novembre 2012 2 13 /11 /novembre /2012 20:45

Le-belve.jpg(Maurizio Crispi) Le belve (di Oliver Stone, USA, 2012), tratto dal romanzo omonimo di Don Winslow (Einaudi) é un film realizzato con un cast davvero stratosferico: la storia, che segue puntualmente la trama del romanzo di Winslow evoca gli scenari della “colonizzazione” degli Stati Uniti da parte delle feroci narcomafie messicane (soprattutto degli States confinanti, come California, New Mexico etc.).
E’ un film crudo e violento che non aggiunge nulla allo splendido romanzo di Don Winslow, inserito in una sorta di saga (di cui fanno anche parte "Il potere del Cane" e “La lingua del fuoco”) che racconta il processo di progressiva penetrazione delle narcomafie messicane nel territorio USA, mostrando anche le "contaminazioni” tra le narcomafie, i servizi segreti e le agenzie antidroga.
Chi ha letto il romanzo sarà già preparato a vedere le scene più cruente che offre il film, a partire dalle immagini choc iniziali.
Oliver Stone, da quel grande regista che è, ha saputo tradurre esattamente con pochi ed incisivi stilemi i cupi scenari introdotti dalle prosa fortemente sincretica e fortemente evocativa di Winslow, che ha molto dello stile asciutto ed incisivo di James Ellroy, maestro del noir metropolitano degli anni Novanta.
Il film, d’altra parte non è solo concentrato sulla violenza e sulla crudeltà, perché se così fosse, potrebbe riportare il fruitore agli scenari pulp così cari a Quentin Tarantino: la particolarità della vicenda – come del resto nel romanzo – sta nel fatto che vi si narra il modo in cui due mondi diversi vengono in conflitto.
Da un lato la bella e spensierata vita dei due inseparabili Ben e Chon e della loro comune fidanzata O (Ophelia), ricca ereditiera, figlia di una madre tanto riccastra quanto disattenta alle sue esigenze: un mondo fatto di amore, di eros, di grandi galoppate sulle onde con le tavole da surf, di un clima di vacanza quasi perpetuo allietato dal bel sole della California, il tutto reso possibile dal tanto denaro che i due guadagnano (illecitamente) grazie ad una loro fiorente attività di produzione di marihuana di ottima qualità (e di duro lavoro). Dall’altro lato, quello cupo e crudele delle narcomafie messicane che non tollerano l’attività indipendente di Ben e Chon (che è in fondo all'insegna della gioia del vivere e non alla concentrazione del potere nelle proprie mani o dell'accumulo di denaro fine a se stesso) e che la vogliono inglobare con la violenza e la prevaricazione nel proprio sistema, utilizzando metodi sanguinari di intimidazione.
Su questo conflitto che degenera in guerra si gioca tutta la macchina narrativa del film, con ritmo e colpi di scena, tanto da tenere in sospeso lo spettatore che, sino alla fine, si interrogherà in ansia se la sagacia e la gioia di vivere dei due simpatici vilain Ben e Chon l’avranno vinta contro la crudeltà e la violenza dei narcotrafficanti.
Di grande spessore la parte affidata a Benicio Del Toro, perfetto nel ruolo del crudele killer al servizio della “madre” Elena (la “reina”), per eredità a capo di un cartello della droga della Mexican Baja e altrettanto spietata, oppure quella affidata a John Travolta, nel ruolo del funzionario DEA corrotto e corruttibile al migliore offerente.


Tra l’altro, proprio nel 2012, è uscito per i tipi di Einaudi un nuovo romanzo di Winslow (I re del mondo, Einaudi 2012, tit. originale The Kings of Cool) che offre al lettore una sorta di “prequel” alla storia di Ben e Chon e che  racconta il perché essi siano diventati quelli che sono.

 

Scheda film

Un film di Oliver Stone.
Interpreti principali: Blake Lively, John Travolta, Aaron Johnson, Salma Hayek, Emile Hirsch, Benicio Del Toro, Taylor Kitsch, Joel David Moore, Mia Maestro, Demiàn Bichir Titolo originale: Savages.
Thriller, Ratings: Kids+16

USA 2012 - Universal Pictures



Trailer


 



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Published by Maurizio Crispi - in Cinema
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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

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