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22 novembre 2014 6 22 /11 /novembre /2014 06:27

La panchina e il pallone gonfiato

Ho visto questa foto postata su FB, in un gruppo molto frequentato dedicato alle panchine (Quelli Ke le Panchine...) e mi è piaciuta immediatamente.
Ha suscitato spontaneo un commento (che ho scritto altrettanto immediatamente, trascinato dall'entusiasmo): "Panchina per pallone gonfiato...".

E da questa telegrafica frase (epitaffio o epigrafe che la si possa considerare) è nata una mini-storia.
E' proprio vero che alcune immagini sono in sé belle - a parte le loro caratteristiche formali - perchè contengono in se stesse una storia (o anche molte storie) ed è bello quando lo sguardo che s'aggancia a quella particolare foto ne trae spontaneamente una che era già tutta lì, come tirando il filo sporgente d'un lavoro a maglia.

La panchina e il gonfiabile (il pallone gonfiato), sembrano guardarsi e misurarsi a vicenda.

La panchina è minuta, poco più che un debole scheletro metallico, per nulla pomposa.

Il pallone con il suo rosso acceso, è enorme, svettante ed aggressivo.

E in questo mutuo sguardo, sembra quasi che tra i due si sia attivato un dialogo altrettanto silenzioso.

Vieni a sederti, pallone gonfiato! Smettila di stare così erto e gonfio! - sembra invitarlo lapanchina, suadente e gentile - Via! Rilassati!

 

Sono troppo grosso ed ingombrante - le risponde il pallone gonfiato - e poi il mio compito è stare qui ben tronfio e svettante, per sorvegliare il pedaggio dei runner.

 

Ma non ti viene mai il desiderio di afflosciarti per un p' e di viver e più rilassato? - gli fa eco la panchina. 

 

No, mai, essere gonfio è il mio compito primario e se mi afflosciassi nessuno mi cacherebbe più. Sarei solo buono per essere preso a calci - replica il pallone.

 

Via, per un po', sgonfiati appena un po' e vieni a sederti su di me. Ti racocnterò tante storie e potrai vedere il mondo con occhi diversi -lo supplica la panchina - la mia missione è quella di fare sentire le persone che si seggono su di me un po' diverse, di assorbire un po' della loro disperazione, di dispensare un po' di gioia, di aiutarli a vedere il mondo con occhi diversi, di fermare il tempo qualche volta o di farlo scorrere più lento...

 

Mmmmmm - fa il pallone gonfiato, emettendo dalla sua sommità dei balloon nei quali è iscritta la parola "Mumble, mumble".

 

Via! - fa la panchina, invitante - mica sono come i tappeti chiodati dei fachiri! Puoi avere fiducia non con me spilli che possano proditoriamente sgonfiarti.

 

Come finirà questo dialogo?

Accetterà l'invito della modesta panchina quel pallone gonfiato? 

 

Credo che anche i palloni gonfiati abbiano bisogno di una panchina ogni tanto...

E, se non ne sentono il bisogno, bisognerebbe imporre loro, una seduta giornaliera su di una panchina in un bel parco, senza telefonino e senza quotidiani e senza guardie del corpo  e scherani accanto,però.

Se facessero più spesso l'esperienza della panchina, forse si sgonfierebbero un po'... magari sarebbero più gentili, più capaci di ascoltare e di dialogare...

 

Chissà!

 

Ci sentiamo motivati allora a proprorre l'istituzione e la pratica d'una panchina-terapia contro il predominio dei palloni gonfiati!

 

Vogliamo tante panchine e la messa al bando dei palloni gonfiati, ma con gentilezza però.

 

La foto è di Alice Ferretti, mio contatto su FB 

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Published by Maurizio Crispi (foto di Alice Ferretti) - in Avvistamenti e panchine
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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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