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8 marzo 2013 5 08 /03 /marzo /2013 01:52
La meraviglia delle torri di avvistamentoLe torri sono indubbiamente un archetipo ed un potente stimolo all'immaginazione.
Pensiamo alla narrativa, per esempio: alla saga della Torre Nera di Stephen King, oppure alla trilogia dell'anello di Tolkien, dove Saruman il Bianco, un potente mago che si converte al male fascinoso e alle promnesse mendaci delle potenze del Male,  vive in un alta e possente torre e dove l'occhio malefico di Sauron, che minaccia con i suoi assalti la pace e la tranquillità della Terra di Mezzo, galleggia fiammeggiante tra due torri svettanti, e da lì tutto vede, specie se qualcuno dei mortali che vivono nella Terrra di Mezzo, mette al dito uno degli anelli che egli stesso ha forgiato in una sua precedente incarnazione per dominare uomini, elfi e nani e sottometterli al suo volere.
Le torri sovrastano la nostra fantasia, i luoghi turriti ed inespugnabili fanno da contorno fantastico alle nostre vite, ma rappresentano anche il luogo di elezione in cui si tende a collocare l'intellettuale o lo studioso, come fu per la mitica torre-studio-casa in cui Jung svolgeva la sua attività professionale.
Dalle torri di guardia scrutiamo l'orizzonte in attesa dell'arrivo delle novità che ci spaventano e che ci incuriosiscono. E' lì che attendiamo l'arrivo dei metaforici Tartari lanciati al galoppo e annunciati da una nuvola di polvere gialla, appena sopra l'orizzonte: e i Tartari da sempre annunciati non arrivereanno mai o, se arriveranno, sarà quando le nostre vite si sono ormai consumate nella loro sterile attesa, come accade a Giovanni Drogo, protagonista de Il deserto dei Tartari di Buzzati che, dopo una vita di inutile attesa, muore proprio mentre i Tartari bussano alle porte della fortezza che ha instancabilmente presidiato.

Le torri di guardia saono come la coffa dell'albero più alto della nave baleniera da dove l'agile mozzo scruta l'orizzonte per cogliere il soffio della Balena o come un osservatorio astronomico collocato sulla cresta di un'alta montagna.
Mio padre mi ha spinto ad essere curioso verso questi retaggi di un passato avventuroso e pieno di fascino: in qualsiasi posto dove si sia una torre diruta o una fortificazione, lì io debbo andare ad esplorare.
La meraviglia delle torri di avvistamentoE' per questo motivo che sono sempre stato naturalmente incuriosito dalle torri di guardia che punteggiano le coste della Sicilia.
Non sono peraltro una novità le torri di guardia per i paesi che si affacciano sul Mediterraneo. Vennero costruite in origine per creare un sistema di avvistamento efficace rispetto alle frequernti incursioni dei Saraceni. Si possono ritrovare dovunque in tutti i paesi che erano meta delle loro rotte: Malta, Italia Meridionale, Sardegna, Corsica, Spagna
.
Ma la Sicilia si distinse - e continua a distinguersi - perchè il suo sistema di Torri , costruite secondo il principio della "corrispondenza" a vista è l'unico ad essere rimasto pressocché intatto con la sua organicità, frutto di interventi successivi a partire dalle cosiddette torri "saracene", a quelle risalenti alla dominazione francese, sino a quelle edificate dagli Spagnoli.

Fu l'archittetto Camillo Camilliani a dare l'imprimatur finale a questo sistema di difensivo di avvistamento, con la costruzione di una serie di torri che si collegassero organicamente con quelle preesistenti: ciò fu reso necessario dal fatto che la Sicilia rimase a lungo la meta preferita delle incursioni piratesche dalla vicina Tunisia, che avevano come obiettivo le razzie ai danni delle popolazioni della cittadine costiere e dell'entroterra, per catturare schiavi o per prendere ostaggi, tanto che sino all'inizio del XIX secolo fu attiva in Sicilia una società religiosa dedita alle opere di intermediazione per il pagamento dei riscatti richiesti e per la messa in salvo degli ostaggi e di coloro che erano stati tratti in schiavitù.
Fu esattamente per questo motivo che Camillo Camilliani venne incaricato di potenziare il sistema delle torri, agganciando quelle di nuova costruzione ad altre preesistenti, a  a fortificazioni più complesse e ad insediamenti militari.
Tutto ciò è raccontato in molti volumi disponibili in commercio, ma il primo e più documentato studio sulle torri di avvistamento siciliane è, purtroppo, attualmente introvabile. Si tratta dell'insuperato studio di Salvatore Mazzarella e Renato Zanca, Il libro delle torri. Le torri costiere di Sicilia nei secoli XVI-XX, pubblicato da Sellerio nel lontano 1985 (Biblioteca di storia e letteratura). L'efficacia di alcuni di questi manufatti come punto di osservazione e di controllo del mare antistante è comprovata dal fatto che in epoche successive, sino alla II guerra mondiali alcune di esse furono convertite ad analogo utilizzo militare o che proprio vicino ad esse vennero edificati degli edifici da adibire ad osservatorio di avvistamento di eventuali incursioni aeree. Basti pensare, tanto per fare un esempio, alla Torre Dammuso di Capo Gallo, nei cui pressi venne successivamente costruito l'Osservatorio della Marina Militare.
Adriana Ponari che ha cominciato ad appassionarsi delle torri di guardia e di avvistamento siciliane ha scritto su di esse un bel pezzo che ospitiamo volentieri.
Eccolo di seguito, corredato dalle foto di documentazione fatte da lei stessa.

Torri-di-avvistamento 2275  Torri-di-avvistamento 2333
Torre Ciachea,nel comprensorio Capaci-Carini Torre e Tonnara di Carini
 Torri-di-avvistamento 2579  Torri-di-avvistamento 2527
Torre di Dentro - Isola delle Femmine Torre di Fuori - Isola delle Femmine
 Torri-di-avvistamento-2446.JPG  Torri-di-avvistamento 2138
Torre Milioti nel territorio di Carini Torre detta di Ulisse 8dal nome di un ristorante)
 Torri-di-avvistamento 2426  Torri-di-avvistamento 2411
 Fondo Orsa o Ursa con torre e tonnara territorio Cinisi  Torre Pozzillo comprensorio Carini Cinisi
   

(Adriana Ponari) Piano piano,per via della "contiguità abitativa" e territoriale, le Torri di Avvistamento in difesa delle coste dai pirati saraceni e "ottomani", mi stanno conquistando.
Prima fotografavo ed esploravo a caso... molti sono posti notissimi e ci passavo soltanto senza badarci troppo... Adesso io, la mia RAV e la mia Canon usciamo alla ricerca, silenziose ma  d'intesa, e rosicchiando le distanze; stiamo spingendoci sempre più lontano... Credo sia il concetto dell'Avvistamento che mi porti e mi affascini, concetto che presuppone la polifonia dei sensi e dei sentimenti, dei ricordi storici che geneticamente ogni essere umano si porta dentro, della fantasia in rappresentanza elettiva della sfera ideativa che ci fa costruire storie fantasmatiche di amore e di coraggio...ma non dimentichiamo che qui il grande protagonista è il mare.
Già, perché nella storia delle Torri, il mare è l'elemento fondamentale, che lega, è il mezzo di offesa e di difesa: si attende che dia risposte di calma o di allerta, ci si osserva fra torre e torre, da tratto a tratto di mare...
Eppure non tutte le Torri,soltanto alcune di quelle per ora prese in considerazione,sono sull'orlo del mare: altre sono più arretrate facendo la parte del Ricovero delle genti in allarme, genti che finirono per diventare stanziali del luogo all'ombra del signore assegnatario creando nuclei abitativi: esempio ne è la Torre Ciachea (Carini-Capaci) vicino alla quale abito io... o la Torre Milioti (scoperta soltanto ieri mattina) nascosta dentro un baglio privato e quasi irriconoscibile, dal punto di vista strutturale in quanto "abusata" da un edificio color-rosella ad un piano, costruito a ridosso di una delle sue pareti!
C'è da dire, inoltre, che la loro forma è solitamente quadrata, come la Torre Pozzillo (Cinisi), cinquecentesca, mentre ce ne sono rotonde con stile nuragico che sicuramente preesistevano e che furono inglobate nella rete organizzata dal Vicerè Colonna...
Belle da scoprire,da vedere,da fantasticarci sopra... per alcune, miti e leggende ancora rimasti tali come la Torre di Isola delle Femmine...chissà quale delle versioni (che racconteremo, ne ho ascoltate svariate) corrisponde a verità storica!
Iniziamo allora  dalle foto, innamoriamoci di queste bellezze, cammei della nostra Storia... vorremo sicuramente conoscerle più profondamente... e magari raccontarle a chi ci sta attorno, per non farle dimenticare e soprattutto per salvarle dal tempo e dalla mano grossolana e ignorante dell'uomo.

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Published by Adriana Ponari (foto e testi) con una premessa di Maurizio Crispi - in Avvistamenti e panchine
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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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