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14 agosto 2011 7 14 /08 /agosto /2011 08:18

Islanda-geyser.jpgCio' che è successo in Islanda è senza precedenti.

L'abbattimento dell'idea che il debito è un'entità sovrana, in nome della quale è sacrificabile un'intera nazione.

Percio' nessuno deve sapere degli eventi che hanno condotto al referendum islandese voluto dal Capo dello Stato Ólafur Ragnar Grímsson e ai suoi esiti.
Ogni volta che ci dicono che per arginare il debito di un paese ci vogliono piu' tasse, che sono procedure essenziali, ci stanno dicendo delle bugie.
Lo ha dimostrato il popolo islandese che ha sconfitto le lobby economiche e i loro ricatti.

Non hanno varato la manovra economica a spese dei cittadini per le perdite delle banche (i cui profitti erano privati e i cui debiti invece avrebbero dovuto essere nazionalizzati e ripagati da ciscun cittadino islandese, in ragione di circa 100 euro al mese per 15 anni).

Quello che è successo in Islanda mette in imbarazzo politici che - il più delle volte - sono soltanto le pedine dei gruppi bancari e di grandy lobby economico-finanziarie, e fa paura all'economia globale, disegnata per favorire i profitti di pochi e veramente di rado il benessere dei molti.

Censurare il referendum islandese e non farlo conoscere alle masse occidentali è stato l'ordine numero uno delle grandi banche.
Niente salvataggi da parte di BCE (Banca centrale Europea) o FMI (Fondo Monetario Internazionale), niente cessione della propria sovranità a nazioni straniere, ma piuttosto un percorso di riappropriazione dei diritti e della partecipazione, tramite una nuova Magna Charta Costituzionale, redatta via Internet con le sedute costituenti in diretta su Streaming on line, con la possibilità  per tutti i cittadini di partecipare, dire la propria e dare i propri suggerimenti e correttivi.
Lo sappiano i cittadini, cui è stato detto che la svendita del settore pubblico era l'unica soluzione.

E lo tengano a mente anche quelli portoghesi, quelli spagnoli e ora anche gli Italiani.
In Islanda è stato riaffermato un principio fondamentale: è la volontà del popolo sovrano a determinare le sorti di una nazione, e questa deve prevalere su qualsiasi accordo o pretesa internazionale.

Solo così è possibile battere quello che alcuni definiscono il NWO (New World Order), dominato dai banchieri e dalle lobby dei potenti.

 

 


 

 

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Published by Frammenti e pensieri sparsi - in Il fatto
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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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