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24 agosto 2011 3 24 /08 /agosto /2011 07:27

chiave-e-lucchetto.jpgVi sarà capitato molte volte, quando avete un mazzo di chiavi particolarmente grosso, di indugiare a lungo prima di trovare quella giusta per aprire la porta di casa oppure il portone esterno del palazzo dove abitate, anche se ne avete memorizzato perfettamente - dopo anni di utilizzo - la forma e gli intagli.

In questi casi (praticamente sempre), rovistate con la dita, scartabellate e tutto ciò mentre avete le mani ingombre di incarti e sacchettini, alcuni dei quali finiscono con il cascarvi a terra

E quando credete di averla trovata e provate ad inserirla nella serratura, non è mai quella giusta...

Poi, riprendeti la ricerca, ancora più nervosi e, magari, a quel punto il mazzo di chiavi vi sfugge di mano e cade rumorosamente.

E, tutto questo, mentre sopraggiunge uno dei condomini dello stabile in cui abitate, con il quale non desiderate affatto incrociare nè lo sguardo nè le parole e nemmeno scambiare un semplice saluto.

Aborro la tecnologia spinta.

Però, ieri, mentre si ripeteva l'immancabile scenetta, ho pensato ad una geniale innovazione per le chiavi di casa (che sarebbe per alcuni versi un po' come aver scoperto come l'acqua calda, se pensiamo alle chiavi che al giorno d'oggi abbiamo in dotazione per le nostre auto).

E' molto semplice. Dotiamo chiavi e serrature comuni di microchip, in modo tale che si vedano reciprocamente, non appena sono a ragionevole distanza l'uno dall'altra.

Nel momento in cui ciò accade, si accende nella chiave pertinente un piccolo led rosso, lampeggiante che ti dice: "Sono io! Sono io!".Insomma, capitemi: non vello dice a parole (sarebbe troppo!), ma insomma con il suo pulsare ve lo fa intendere ...e a buon intenditore, poche parole...

La serratura, per contro, potrebbe emettere un piccolo bip.

Una meraviglia!

Rimarrebbe però l'impaccio di rovistare con dita sempre troppo grosse e goffe nel mazzo di chiavi per isolare la chiave giusta con il led rosso lampeggiante...

Beh, non si può avere proprio tutto, no?

Magari, qualcuno più bravo di me, potrebbe raccogliere questa mia idea, renderla fattibile e farsela brevettare.

Chi lo sa?

Ma, tutto sommato, io preferirei poter ottenere per magia l'apertura di tutte le porte, con quella famosa formuletta che faceva "Apriti Sesamo" della storia di Ali Babà e i quaranta ladroni.

Quando mio figlio era piccolo, rientrando a casa in auto, gli dicevo: "Quando arriviamo vicino al cancello, dì con la voce più forte che puoi 'Apriti Sesamo!' e vedrai che il cancello si aprirà al tuo comando".

Lui, pieno di convinzione e - direi - anche di speranza, diceva la formula magica, mentre io - di nascosto - azionavo il telecomando.

E il cancello puntualmente si apriva con sua grande meraviglia...

Ma perchè nella formula magica della storia delle MIlle e una notte, ricorreva proprio il sesamo?

Ecco la spiegazione.

sesamo-01.jpgLa formula magica “Apriti Sesamo”, utilizzata in Persia nella fiaba di Alì Baba e i 40 ladroni per accedere alla caverna del tesoro, si riferisce probabilmente alle “incredibili” proprietà nutritive e vitali del sesamo, che avrebbero conferito all’essere umano forza e vitalità.

Secondo la medicina tradizionale orientale il sesamo oltre ad essere ottimo come ricostituente nelle malattie croniche, è in grado di rafforzare vista ed ossa, impedire la carie dentale e la calvizia. Studi scientifici evidenziano che previene le malattie cardiovascolari, mantiene bassi i livelli del colosterolo nel sangue, ed ha proprietà cosmetiche di emoliente, nutritivo e lenitivo.

 

 

Potenza delle associazioni: ma non stavamo parlando di chiavi magiche?

Appunto, come volevasi dimostrare...

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Published by Maurizio Crispi per Frammenti e Pensieri Sparsi - in Il fatto
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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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