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1 settembre 2013 7 01 /09 /settembre /2013 17:38

L'ora del lunch nei posti di lavoro. Modi diversi di intendere la pausa di lavoroNella City londinese all'ora del lunch è frequente vedere - specie nelle belle giornate - gli spazi pubblici e i parchi di cui la City stessa è disseminata - affollarsi dei tanti che dagli uffici in cui lavorano escono per mangiare un boccone sulle panchine o comodamente seduti in relax su prati, di solito puliti e privi del tutto delle deiezioni canine e di altre schifezze che, invece, sono un frequente arredo dei giardini nostrani.

E se non ci sono parchi e giardinetti a portata di mano, ci sono sempre delle comode panchine disponibili.
Molti optano per questa soluzione: ma non solo perchè é la più economica perchè si può mangiare ciò che si è portato da casa o che si è acquistato nel più vicino supermercato (se un impiegato dovesse consumare il lunch in un qualsiasi locale sperperebbe rapidamente il suo stipendio), ma è anche una soluzione amata dai più perchè si sta in luoghi ameni, a contatto con la natura (una natura "assomesticata" e metropolitana, ma sempre Natura) . 

Alcuni - dicevamo - portano dei sandwich da casa. 
Altri comprano qualcosa nelle rivendite di cibo da asporto o nei Supermarket
Altri comprano della frutta.
Tutti si godono il sole, soprattutto nelle belle giornate.
Altri optano per la soluzione del "desk-lunch", ciò rimangono a mangiare con ciò che hanno portato da casa o che hanno comprato alla proprio postazione di lavoro.
L'ora del lunch nei posti di lavoro. Modi diversi di intendere la pausa di lavoroCi sono quelli che non mangiano e che preferiscono utilizzare il lunch break per fare dell'attività sportiva: ad esempio, ci sono infiniti gruppi di runner del lunchtime.
Ci sono altri che, invece, più pigraccioli, si distendono sui prati per farsi una bella dormita.
Si respira un'aria rilassata e di piacevole condivisione.

Per quanto ognuno se ne stia nel proprio spazio, senza mai invadere quello del proprio vicino con una politeness tipicamente british.
Da noi, in Itala, nulla di tutto questo, perchè sotto questo profilo gli Italiani sono molto più conformisti e sono restii ad abbandonare la soluzione del lunch al bar oppure nel ristorantino convenzionato che accetta i buoni pasto, ma soprattutto perchè non esiste proprio la cultura dell'uso "cortese" e environment friendly" dei luoghi communi e degli spazi pubblici.
Andare a sedersi in una panchina a consumare la propria merendina o a distendersi su di un prato a prendere il sole o a fare un sonnellino, in Italia, verrebbe guardato dai più come una cosa da "sfigati" e non confacente con il formalismo vigente sui luoghi di lavoro nostrani.

Per non dire che, da noi, molti - soprattutto nelle piccole città - per l'ora di pranzo (se è appena possibile) preferiscono di gran lunga fare un salto a casa.
Come si dice: "Casa, dolce casa!".

 

 

Le foto (di Maurizio Crispi) sono state scattate nei giardinetti adiacenti alla Cattedrale di Saint Paul, propro durante la pausa pranzo, in un giorno di tardo agosto.

 

 

pausa pranzo british 02

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Published by Maurizio Crispi (Testo e foto) - in Riflessioni
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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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