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8 ottobre 2014 3 08 /10 /ottobre /2014 06:39

L'Esorcista. Assolutamente da leggere il romanzo di Blatty che completa in modo magistrale ciò che nel film fu sacrificato per esigenze di spettacolarizazione

 

(Maurizio Crispi) L'Esorcista di William Peter Blatty (Fazi, 2009), pubblicato con grande scalpore nel 1971, va riletto a distanza di oltre 40 anni dalla messa in circolazione del film che ne fu tratto e che, alla sua uscita nel 1973, suscitò scalpore e polemiche per quelli che allora furono considerati effettacci speciali, ma soprattutto per la tematica che poneva, cioè la possessione diabolica nei cui confronti la Chiesa di Roma ha avuto, nel corso del tempo, un atteggiamento oscillante, con il tentativo di smantellare l'apparato di sacerdoti e frati specializzati in pratiche esorcistiche, anche se nel rituale cattolico e cristiano la pratica dell'esorcismo è sempre presente anche nel rito ordinario. Per esempio, nel rito greco-ortodosso, fa parte dei preliminiari della cerimnia del battesimo l'esorcismo contro il diavolo che con una serie di preghiere (e con lo sputo contro la porta del recinto sacro) viene messo - per così dire - fuori gioco.
A suo tempo, dopo aver visto il film - che m'impressionò vivamente, anche perché attorno ad esso da parte di alcuni oltranzisti si era creato un movimento di fiera opposizione (ricordo che mentre facevo la coda all'ingresso di un cinematografo scozzese era in corso un volantinaggio contro l'obbrobrio e la blasfemia che il film fomentava), mi rifiutai di leggere il romanzo perchè m'ero convinto - a torto -che il film ne fosse una sorta di fotocopia.
L'Esorcista. Assolutamente da leggere il romanzo di Blatty che completa in modo magistrale ciò che nel film fu sacrificato per esigenze di spettacolarizazioneMa, in realtà, non è così: mentre il film utilizza del romanzo l'antefatto che introduce la figura dell'esorcista anziano (padre Lankester Merrin) che, nel corso di una campagna di scavi, si imbatte in un antico demone assiro, e le ultime settanta pagine, dedicate alla pratica dell'esorcismo applicata alla piccola Regan.
Il film riassume in poche battute tutto il resto che riguarda - in oltre trecento pagine - il percorso complesso che porterà all'esorcismo: i sintomi premonitori, i turbamenti delle persone che sono testimoni degli accadimenti, il difficile percorso diagnostico che porta alla convinzione che si tratti di "possessione" e non altro (dalla malattia somatica alla sindrome neurologica alla malattia psichiatrica), i dubbi di fede di Padre Damien Karras, il gesuita che sarà implicato nella fase di istruttoria e poi nell'esorcismo, l'indagine poliziesca che si attiva in parallelo per indagare sulla morte misteriosa di uno dei frequentatori della casa di Regan.

Mentre il film di William Friedkin - pur avvalendosi della sceneggiatura scritta dallo stesso Blatty - cade indubbiamente con più facilità all'interno della catalogazione horror soprattutto per via di quegli effettacci speciali che descrivono i momenti clou della possessione, il romanzo - proprio per questa cifra stilistica in cui la truculenza dei possibili effetti della possessione cede il passo ad una pensosa discrezione (secondo il cui il "non detto" o il "detto con parole sobrie" possono essere ben più efficaci di descrizioni piene senza chiaroscuri) - e per l'aver inserito l'esorcismo nel flusso narrativo ma senza nessuna intrinseca spettacolarizazione - merita qualcosa di più se vogliamo soffermarci all'impeto classificatorio.
Ed è - molto più di quanto si possa pensare - un romanzo intessuto di incursioni psicologiche sulle incertezze e sulla insicurezze della Fede e sul tormento dei personaggi che si trovano ciascuno con i propri drammi e le proprie vicissitudini esistenziali a confrontarsi con un mistero insondabile e perturbante.
La prefazione di questa riedizione del 2009 (che è arrivata quasi al quarantennale della prima edizione in lingua originale) é di Edoardo Nesi  e aggiunge interesse al volume.

La copertina del volume di Fazi riprende con grande suggestione un famoso fotogramma del film (l'arrivo di Padre Merrin alla casa dove è in corso la possessione).
L'edizione di Fazi ha coraggiosamente reso di nuovo disponibile un volume ormai introvabile: ma, stranamente, questa riedizione benché relativamente recente (del 2009) è di nuovo irreperibile.
Il romanzo si basò su di un fatto di possessione e di esorcismo realmente accaduto di cui fu data notizia nel "Post" di Washington, nel 1949. A quanto pare fu lo stesso esorcista implicato a chiedere a Blatty di trasporre quella vicenda in un romanzo fruibile a tutti.
L'esorcismo è una realtà e non unicamente circoscritta alla Chiesa Cattolica o al Cristianesimo in generale: si rinvengono facimente - nei siti di vendita online di libri - memoriali e diaristiche di sacedrdoti implicati in pratiche di esorcismo, come - ad esempio - quelli a firma del sacerdote italiano - modenese per nascita - Gabriele Amorth che afferma di aver praticato oltre 70.000 esorcismi.


L'Esorcista. Assolutamente da leggere il romanzo di Blatty che completa in modo magistrale ciò che nel film fu sacrificato per esigenze di spettacolarizazione(Dal risguardo di copertina) Che cosa succede alla piccola Regan, trasformatasi in un mostro blasfemo che urla oscenità e frasi sconnesse? Sua madre, la famosa diva del cinema Chris MacNeil, non riesce a capirlo. Né ci riescono i medici e gli psichiatri né la polizia. Forse solo un esorcista può dare una risposta. Ma la Chiesa impone cautela, esige prove, chiede tempo. Intanto la casa risuona di colpi, i mobili si spostano da soli, un uomo muore con il collo spezzato, il fragile corpo di Regan sembra cedere alla tempesta che lo sconquassa. E lo scontro tra l'uomo di Dio e gli spiriti del Male sembra ormai inevitabile. 
 

 

(Dalla presentazione al volume nel sito web della Fazi Editore) Scritto a partire dallo studio di un caso di possessione diabolica riportato dal «Post» nel 1949, L’esorcista richiese all’autore, William Peter Blatty, una lunga e accurata ricerca sull’argomento: «Penso che il mio inconscio, una volta accumulato tutto il materiale e la fatica necessari, abbia creato la maggior parte della trama, elargendone poco alla volta delle porzioni alla mia coscienza razionale». 
Pubblicato nel 1971, accolto con un certo scandalo dalla critica, il libro ebbe subito un impressionante successo di vendite; nel ’72, l’autore fu insignito del California Literature Silver Medal Award. Considerato da critici e lettori come uno dei migliori romanzi horror mai scritti, L’esorcista ha venduto circa sei milioni di copie ed è stato tradotto in diciotto lingue. 
Nel ’73 il film tratto dal libro, sceneggiato da Blatty, diretto da William Friedkin e interpretato da Max Von Sydow e Linda Blair, ebbe dieci nomination agli Oscar. Riportò due vittorie: come miglior sonoro e miglior sceneggiatura non originale. Il successo del film fu tale da indurre la produzione americana a finanziare, negli anni successivi, ben due sequel, L’esorcista ii: l’eretico e L’esorcista iii. Nel 2000 ne è stata inoltre
distribuita una nuova versione, contenente undici minuti aggiuntivi non inseriti nel montaggio del 1973. Il 31 ottobre 2008, nel celebre sondaggio di Halloween sul cinema horror, L’esorcista è stato votato miglior film dell’orrore di tutti i tempi – seguito da Shining di Stanley Kubrick e da Alien di Ridley Scott.

 

(Presentazione del volume in Inglese) The Exorcist is a 1971 novel by William Peter Blatty. The book details the demonic possession of twelve-year-old Regan MacNeil, the daughter of a famous actress, and the Jesuit psychiatrist priest who attempts to exorcise the demon. Published by Harper & Row, the novel was the basis of a highly successful film adaption released two years later, whose screenplay was also written by Blatty.
The novel was inspired by a 1949 case of demonic possession and exorcism that Blatty heard about while he was a student in the class of 1950 at Georgetown University. As a result, the novel takes place in Washington D.C. near the campus of Georgetown University.
In September 2011, the novel was reprinted by Harper Collins to celebrate its fortieth anniversary, with slight revisions made by Blatty as well as interior title artwork by Jeremy Caniglia.

 

L'Esorcista. Assolutamente da leggere il romanzo di Blatty che completa in modo magistrale ciò che nel film fu sacrificato per esigenze di spettacolarizazioneIl film L'esorcista (The Exorcist) venne riimmesso in circolazione in occasione del quarantennale della sua prima uscita. La pellicola venne ripresa e corretta con la rimasterizzazione e vennero inseriti 10 minuti circa che erano stati estrapolati come conseguenza del "director's cut".
Fu uno dei film più influenti nella storia dell'horror, torna sul grande schermo (in versione integrale digitale) in occasione del 40° anniversario. 
Nord dell'Iraq. Padre Lankester Merrin (Max von Sydow), impegnato in un sito archeologico, è molto turbato dal ritrovamento di una piccola statuetta e di altri reperti. Georgetown, USA. Chris MacNeil (Ellen Burstyn), divorziata, è un'attrice che sta girando un film per la regia di Burke Jennings (Jack MacGowran). La figlia Regan (Linda Blair) ha trovato una ouija board in casa e dopo averci giocato comincia a comportarsi stranamente, prima durante una visita medica e poi a un party della mamma. Che però non sia solo un problema psicologico risulta evidente anche a Chris quando accorre sentendo le urla di Regan e la vede abbarbicata sul letto che si muove selvaggiamente da solo. Dopo aver inutilmente provato rimedi scientifici, Chris si rivolge a padre Karras (Jason Miller), un sacerdote tormentato dal dubbio di aver perso la fede.


 

 

 


 

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Published by Maurizio Crispi - in Letture
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DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

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