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28 ottobre 2013 1 28 /10 /ottobre /2013 05:55

L'Esecutore di Lars Kepler: azione, thriller ed intrigo internazionale magistralmente combinati assieme (Maurizio Crispi) L'Esecutore (Longanesi, 2010) è il secondo romanzo che leggo, della premiata ditta "Lars Kepler", dopo "L'Ipnotista", e non ne sono rimasto affatto deluso, anche se lo scenario della storia, il suo ritmo narrativo e la tipologia dei personaggi sono totalmente diversi.
Probabilmente, proprio per questo.
All'inizio parrebbe di essere nel bel mezzo di un film di azione con delle venature thriller, quando Penelope Fernandez, attivista per il rispetto delle convenzioni internazionali e pacifista, la sorella Viola e Bjorn - fidanzato della prima - si trovano nel mirino telescopico di un killer professionista che mostra una ferrea volontà di sbarazzarsi di loro, mascherando poi la loro morte da incidente.
E, nello stesso tempo, il Direttore di un'importante Agenzia svedese che si occupa delle autorizzazioni per le forniture internazionali d'armi di armi, esplosivi, munzioni viene trovato impiccato nella sua lussuosa dimora: si tratterà di suicidio o di omicidio?
Tutto ruota attorno ad una foto che ritrae il suicida Palmcrona, assieme ad altre importanti personalità di paesi africani e ad un faccendiere e trafficante d'armi, considerato un potente ed intoccabile (ed anche pericoloso se toccato nei suoi interessi o contrastato).
I fili dell'indagine all'inizio sembrano essere disgiunti, ma poi si raccolgono assieme, grazie all'intuito dell'investigatore Joona Linna che è affiancato dall'affascinante Saga Bauer della Sapo.
Indagine e azione (che a volte diventa quasi tumultuosa), sono combinate assieme con magistrale abilità.
Nella seconda parte entra in scena una forte componente psicologica che parte con l'entrata in scena del musicofilo Axel Riessen, subentrante a Palmcrona nella sua delicata funzione: qui, si scoprirà l'essenza stessa del Patto "Paganini" per stringere il quale bisogna mettere in un piatto della bilancia i propri sogni e nell'altro il proprio peggiore incubo.
La lettura procede ad un ritmo che si fa sempre più incalzante: impossibile lasciare questo romanzo a metà.
Alla fine, una "epicrisi" accompagna i diversi personaggi nella loro uscita di scena.
Il romanzo nel suo background generale - come illustra un breve e lapidario postscriptum - fornisce una riflessione sui traffici d'armi internazionali che muovuono fatturati miliardari e che, spesso, con coperture adatte e con connivenze ad alto livello, trasformano delle azioni vietate dalle convenzioni internazionali, in affari possibili e praticabili.


(Dal risguardo di copertina) Si chiama Joona Linna ed è di origini finlandesi, ma da anni ormai Stoccolma è la sua casa. Ma Joona Linna non è mai stato in quell'appartamento elegante e lussuoso, da cui proviene una musica struggente e rarefatta. Un brano di violino suonato da un esecutore impareggiabile. Joona Linna non è mai stato nel salottino dell'appartamento: è l'unica stanza totalmente spoglia, priva di arredamento, senza soprammobili, insolitamente vuota.
A parte il corpo.
L'uomo è come sospeso a pochi centimetri dal pavimento e sembra ondeggiare nell'aria seguendo il placido suono del violino, mescolato al ronzio indolente delle mosche.
Aveva ragione il collega che l'ha chiamato sulla scena del delitto: c'è qualcosa di inspiegabile.
Il cadavere fluttuare nel nulla.
Omicidio o suicidio?
Da ispettore della squadra omicidi di Stoccolma, Joona Linna sa che le apparenze sono soltanto il velo ingannatore dietro cui si nascondono i crimini. E i crimini nascono da una cosa sola: i desideri.
L'Esecutore di Lars Kepler: azione, thriller ed intrigo internazionale magistralmente combinati assieme Quello che Joona Linna non sa è che anche i desideri più ambiziosi, anche i sogni più sfrenati possono realizzarsi.
Quello che Joona Linna non sa è che la paura può trasformare qualunque sogno in un orribile incubo.
Quello che Joona Linna non sa é che dai nostri incubi peggiori non ci si può sottrarre nemmeno con la morte.

Gli autori. Lars Kepler è lo pseudonimo dietro cui si nascondono Alexander Ahndoril e Alexandra Coelho Ahndoril.
Vivono a Stoccolma, con le loro tre figlie, a pochi metri dalla centrale di Polizia.
Sono appassionati di cinema e si nutrono di film.
Entrambi scrittori, nel 2009 hanno deciso di sospendere le loro carriere individuali per provare a scrivere un romanzo assieme.
E' così che è nato "L'ipmotista" che ha avuto un enorme - inaspettato - successo di pubblico e di vendite.
In Italia sono state oltre 200.000 le copie vendute.
L'esecutore è il secondo romanzo che ha come protagonista Joona Linna.

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Published by Maurizio Crispi - in Letture
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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

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