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17 agosto 2013 6 17 /08 /agosto /2013 09:39

Intensità, bisogni elementari, dipendenza: la costruzione di una base sicura(Maurizio Crispi) Gabriel-Babacino cresce ogni giorno di più...
Si sta addentrando, nel momento in cui scrivo queste righe, nella sua 8^ settimana di vita.
Mangia...

Qualche volta mangia in modo vorace, stando attaccato al seno in modo possessivo e ingurgitando il latte.

Mangia...
Altre volte volte se ne sta attaccato al seno per un tempo lunghissimo e succhia il latte piano piano, quasi fosse in una trance meditativa.
Fa ruttini e poi rimangia...

E, mentre mangia, spesso con la manina aperta massaggia il seno che lo nutre oppure con lo percuote con il pugno. E le ostetriche hanno spiegato che questo è un modo (istintuale) per favorire la fuoriuscita del latte...
Poi dorme...
Poi si sveglia e rimangia...
E non si può mai dire quante volte vorrà mangiare nel corso della giornata e della notte, e quando.
La nutrizione al seno è essenzialmente una nutrizione "on demand", commisurata alle effettive necessità del "nutrico" ... E non c'è mai il rischio di una condizione di over-feeding.

Mangia. E poi ancora dorme...

Adesso, quando verso sera gli si fa il bagnetto, mostra di goderselo appieno e si rilassa.
Oppure si lamenta incontenibile e, magari, gli sono venute le colichette nel pancino oppure, mangiando troppo voracemente, ha ingurgitato dell'aria...

Allora, quando è così, bisogna spupazzarlo e consolarlo, finchè non si libera, facendo dei grandi puzzettoni oppure dei ruttini-ruttoni.

E in questi casi gli si disegna in viso un'immediata sensazione di sollievo.
In alcuni casi, gli piace stare avvolto in un tendalino per evitare la luce troppo forte...
Come anche gli piacciono di più le stanze più fresche della casa e non il salone che, d'estate, è battuto dal sole e che diventa caldo e afoso...
Abbiamo scoperto che, quando rientriamo da una passeggiata, nel corso della quale lui è stato in prevalenza trasportato nel marsupio, è sovraccarico di stimoli (e ciò accade anche se ha dormito): e, in questi casi, ha bisogno di calma e di tranquillità per poter smaltire tale sovraccarico, con un po' di silenzio, di penombra e di quiete claustrale. Si sta facendo sempre più pienotto e cresce anche in lunghezza.
All'ultima pesata, in occasione della prima visita dal GP (General Practionner) pesava circa 4,5 chili. Ci hanno spiegato che la sua crescita ponderale è, al momento, un po' al disottoo della media, mentre è regolarmente cresciuto in lunghezza e misura 56 cm. Di fatto, i pigiamini che ha usato sinora (0-3) cominciano a stargli stretti.
In maniera netta, adesso interagisce... sembra guardare e fissare.
E, soprattutto, adesso sorride: sì, ha iniziato a sorridere, non più soltanto nel sonno, ma nei momenti di maggiore tranquillità...
E, nei momenti di maggiore tranquillità, gorgheggia.
E, quando gorgheggia, è delizioso starlo a sentire...
Ciò che mi colpisce è la subitaneità della transizione da uno stato di benessere e di quiete ad uno di agitazione e di malessere. Con il pianto (che non è un vero e proprio pianto) segnala di aver bisogno di qualcosa o che qualcosa lo infastidisce e spetta a noi decodificare il messaggio: se ha fame, se ha il pannollino sporco perchè ha fatto la pipì e la puppù, se ha aria nel pancino o le colichette addominali.

In alcuni casi la decodifica è chiara e semplice. In altre circostanze procede per prova ed errore.
Si esclude una causa e si prova con un'altra nella nostra piccola check-list di priorità.
A volte, non si indovina (o non si decodifica correttamente al primo colpo) ed allora c'è un po' di disagio, perchè non si ha la sensazione di non essere riusciti a risolvere il problema e a generare nuovamente unoo stato di benessere, ma da genitori occorre poter tollerare questa frustrazione momentanea senza sentirsi inadeguati: avendo la consapevolezza che ciò fa parte del gioco...
Quando si indovina (in realtà non è un indovinare, ma un procedere fondato sull'esperienza che, attraverso il suo quotidiano arricchimento, si va fondando giorno per giorno), la ricompensa è un immediato ri-passaggio alla condizione di benessere e di beatitudine.

Sì, beatitudine! Perchè, io credo che i bambini molto piccoli sperimentino davvero una condizione di beatitudine in questo loro essere accuditi, nutriti, tenuti liberi da tutti gli elementi perturbanti e nocivi ad un loro equilibrio psico-fisico. In fondo questo è davvero l'Eden perduto, è la l'Età dell'Oro delle leggede, è la terra del Latte del Miele, è davvero la condizione in cui si avvera il contenuto profondo della frase "Non temerai alcun male...", ovviamente a condizione che si sia capaci di essere dei genitori "sufficentemente" buoni, nel senso winnicottiano del termine, costruendo giorno per giorno una base sicura per il proprio figlio.
Ciò che sorprende nei bimbi così piccoli è la totale dipendenza dai propri genitori o da adulti responsabili che si occupino di loro.
Eppure, questa dipendenza è una fase che, a poco a poco, porterà ad una condizione di indipendenza e di progressiva emancipazione: è lo sviluppo che si muove in continuazione.
E proprio perchè c'è lo sviluppo, questa dipendenza la si accetta come fase di transizione e come necessario "cella di incubazione" della futura indipendenza. La dipendenza dell'infanzia non è un disvalore, ma un valore.
E' tuttavia curioso che le due estremità della vita, che sono la primissima infanzia e la vecchiaia, coincidano.
Quando ci si avvicina alla vecchiaia per entrare poi nella senilità, si perde progressivamente la propria indipendenza e si comincia ad aver bisogno di accudimento, come è per i bambini molto piccoli.

Ma, in questo caso, si tratta di un fenomeno di progressiva involuzione e di perdita di ciò che sino a poco prima faceva parte del patrimonio di competenze psico-fisiche di un uomo o di una donna.
Non c'è evoluzione possibile, se non l'attesa della mmorte intesa come liberazione da uno stato deficitario e sempre più intollerabile.
Forse, è per questo che si fa tanta fatica ad accettare le limitazioni e le inettitudini della vecchiaia.

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Published by Maurizio Crispi - in Note di diario
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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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