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20 agosto 2012 1 20 /08 /agosto /2012 12:39

Ingorgo autostradale nei pressi dello svincolo di Altavilla Milicia (Palermo, il 19.08.2012) - Foto di Maurizio Crispi(Maurizio Crispi) Lo spirito italico si distingue sempre per furberia e menefreghismo.

Ciò che conta è (quasi) sempre il proprio personale vantaggio a scapito del rispetto nei confronti della comunità.
Questo assunto di base si manifesta, moltiplicato all'ennesima potenza, quando si è alla guida della propria autovettura.
In questi casi, assieme ad una gelosia forsennata nei riguardi dell'auto, intesa come proprietà ambulante (cui si aggiungono anche delle preoccupanti attribuzioni femminee, quasi fosse la propria donna da difendere a spada tratta), si afferma la legge primordiale del bastone e della clava.

Sorvoliamo sui tanti esempi che si possono fare e soffermiamoci un attimo su ciò che accade nel caso degli ingorghi autostradali (e qui mi riferisco soprattutto alle sicule abitudini, perché queste ho visto in opera) ed in particolare su di un singolare (e quanto mai ordinario) comportamento.

Mentre la maggioranza fa ordinatamente la fila, procedendo a passo d'uomo, ci sono i "furbi" (motociclisti e automobilisti) che utilizzano la corsia preferenziale per andare avanti, in  barba ai "fessi" che, pur sacramentando, se ne stanno intrappolati nell'ingorgo.

Questi individui non si rendono conto che il loro vantaggio (a parte la palese infrazione delle norme del Codice della strada) si tramuta in un ulteriore rallentamento per quelli che, rispettosi delle norme, se ne stanno in coda: perché ad un certo punto dovranno pur rientrare, creando un ulteirore strangolamento nel punto critico.

Oppure, se se ne rendono conto, ma se ne fottono alla grande.

In questi casi, io mi incazzo sempre come una bestia. 

E, solitamente, non riesco a tollerare questo sopruso passivamente, come fa  invece  la maggior parte degli automobilisti ingorgati che, guardano ai "furbi" con atteggiamento ambivalente. Da un lato, c'è un briciolo d'indignazione, ma dall'altro emerge prepotente un sentimento di invidia e di frustrazione nei confronti dei "furbi" in quanto dal loro punto di individui insoddisfatti sono "coloro che osano", mentre invece loro lì a stare bloccati come pecoroni.In questi casi, cerco di fare ostruzionismo, mettendomi con le ruote sulla striscia bianca che separa la corsia preferenziale da quella normale, in modo tale che le macchine dei furbi non possano più passare.

Subito dietro di me, in questi casi si forma una colonna di automobilisti incazzati che lampeggiano con gli abbaglianti, che strombazzano, che gesticolano, che gridano improperi contro di me.

Io cerco di mantenere fede alla mia determinazione, ma é una cosa davvero stressante, anche perchè dagli altri guidatori bloccati nel traffico non arriva alcun segno di solidarietà: sembrano tutti insensibili, disposti a tollerare passivamente l'abuso, perchè sui "furbi" proiettano il loro personale desiderio di fare a propria volta i furbi.

Il bello è che quelli che io blocco reclamano vivacemente un "diritto" che, in realtà, non hanno, si agitano piuttosto perchè non possono esercitare il proprio presunto diritto a trasgredire.

E ciò  é un vero paradosso: perché, in realtà, ciò che vogliono è poterla fare da padroni, facendo i i furbastri, come e quanto vogliono.

L'elemento stressante in tutto ciò deriva dal fatto che, in questi casi, c'è da temere qualche reazione inconsulta da parte di qualche testa calda: con la conseguenza di danni alla mia auto o di aggressioni personali.Una volta, in una simile circostanza, il guidatore di un piccolo camioncino il cui passaggio io bloccavo, cominciò a fare sbattere ripetutamente il suo mezzo contro il paraurti della mia macchina.

Sogno di un mondo in cui tutti abbiano la capacità di stare coda ordinatamente senza fare i furbacchioni.
Sogno di un mondo in cui i comportamenti dei "furbi" siano considerati socialmente esecrabili e non con malcelata ammirazione.Sogno di un mondo in cui tutti comprendano che l'interesse della comunità deve essere sempre messo in primo piano rispetto all'interesse e al vantaggio individuale.
Mi rendo anche conto, purtroppo, che prima che ciò in Italia accada, molta acqua dovrà passare sotto i ponti.
Comprendo anche che, probabilmente, tutta quest'acqua sotto i ponti sarà passata invano: dal momento che la corsa al soddisfacimento degli interessi individuali è sempre più sfrenata (con una ipertrofia dei comportamenti di prevaricazione e sopraffazione) e non trova nessuna forma di correttivo (sia dal punto di vista pedagogico-educativo sia da quello della reale applicazione delle norme). 

 

Speriamo (ma è una debole speranza) in tempi migliori.
Speriamo che tempi migliori possano esserci davvero e che, invece, ciò che vediamo oggi non sia altro che il preludio di un ulteriore inselvatichimento dei costumi italioti.


 

 

Nella foto di Maurizio Crispi: Ingorgo auostradale nei pressi dello svincolo di Altavilla Milicia (Palermo, il 19.08.2012)

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Published by Testo e foto di Maurizio Crispi - in Il fatto
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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

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