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25 ottobre 2012 4 25 /10 /ottobre /2012 14:02
Elles.jpg(Maurizio Crispi) In Elles (Francia, Polonia, 2012) Anne (Juliette Binoche) è una giornalista francese che conduce una vita serena, sia sul piano affettivo e familiare che professionale, essendo impegnata in questo ambito lavorativo in un'inchiesta sul fenomeno della prostituzione tra le studentesse. Infatti, sin dall'inizio del film la vediamo alle prese con la stesura dell'articolo e con i piccoli consueti problemi editoriali, quando il suo direttore le fa sapere che deve comprimere il testo da 18.000 a 15.000 battute.
Alla ricerca di due donne da intervistare, le capita di incontrare e confrontarsi con Alicja, una studentessa polacca problematica e seduttiva, e con Charlotte, una giovane donna francese, più riservata e convinta che il prostituirsi sia stato - e continui ad essee - un compromesso che ha dovuto accettare a suo tempo e che deve continuare ad accettare, se vuole andare avanti.
Apparentemente, ad entrambe la scelta della prosttuzione ha consentito di proseguire gli studi, ma in realtà ci sono motivazioni più profonde e più complesse Ed anche dopo aver iniziato, è molto difficile cambiare organizzazione di vita: il fascino di avere tanti soldi a disposizione, guadagnati con poche ore soltanto di applicazione, fa la sua parte.
Anne è sensibile alle realtà sociali degli studenti, ma a poco a poco, le storie delle due ragazze arriveranno a toccarla nel profondo.
Il film si muove su piani diversi che, a volte si interscambiano o collidono o si travasano uno nell'altro.
A volte, è l'attività quotidiana di Anne, sia quella casalinga sia quella professionale, a volte, sono scorci di vita delle due studentesse-prostitute ricatturati con salti all'indietro che ripresentificano la loro storia narrata, a volte sono i momenti di scambio conoscitivo ed emozionale tra Anne e le due donne, la cui vita e le cui scelte la prima sta scandagliando, alla ricerca di ragioni e di percorsi esplicativi, all'inizio spinta da interesse professionale, ma poi sempre più spronata ad indagare in certi dettagli intimi dalle sue frustrazioni di donne e dalle sue personali fantasie.
Elles Charlottte la prostituta franceseInfine, la narrazione si muove continuamente, tra normalità nella vita di una donna "arrivata" che però non ha più guizzi di vitalità e vie di possibile trasgressione, in un quadro in cui tutto è da lei sottoposto al controllo della ragione e della ragionevolezza, e l'esistenza alternativa di due giovani donne che hanno scelto di prostituirsi, avendo come motivazione consapevole quella di avere la via spianata verso buoni guadagni (scelte si sopravvivenza per Charlotte e volontà di fuga - e di cambiamento di status sociale - dalla miseria dei ghetti metropolitani o anche scelta verso il lusso e la possibilità di acquisire beni prima impensabili , in un contesto nuovo e ostile nel caso di Alicja migrante dalla Polonia e ritrovatasi senza mezzi di sussistenza.
Il film non dà delle soluzioni: pur aprendo il problema proponendo una tesi e un'antitesi, il regista rimane fermo tra i due quadri. La scelta della trasgressione utilitaristica che però non è pienamente soddisfacente, perchè costringe ad un ambito di menzogne e di travisamenti, costringendo anche ad incontri che possono essere sgradevoli, è uno.
L'altro è quella di una iper-normalità familiare (non più confortante), in cui tutto procede apparentemente bene, ma depotenziato di tutto ciò che darebbe vitalità.
Il sesso fantasticato è per sempre bandito da questo scenario: non può mai essere vissuto, essendo relegato solo alla fruizione dei film porno online da parte degli uomini (marito e figlio) e alle fantasie masturbatorie (per Anne).

Possibilità alternative rimangono inavvicinabili o pura utopia.
Viene delineata, tuttavia, una terza via che è quella della solidarietà e dell'amicizia tra donne. Una via che rimane solo abbozzata e che non dà soluzioni all'insoddisfaczione e all'incertezza del vivere di ogni giorno.
Elles la prostituta polaccaDal tempo del "classico", Bella di giorno di Luis Buñuel di acqua ne è passata sotto i ponti.
Là veniva tratteggiata la scelta tormentata di una donna sposata con un medico parigino che, oppressa dalla noia di lunghe giornate vuote, decide di prostituirsi durante le ore diurne in una casa d'appuntamenti: una scelta che sarà  vissuta conflittualmente e con sensi di colpa sino all'inevitabile "punizione". Qui, invece, abbiamo la descrizione di scelte di vita che sono rappresentate al pari di altre, pur nella loro problematicità, e che divengono - semmai - oggetto di interesse ed attrazione da parte della giornalista che, accostandosi ad esse per "studiarle" con piglio oggettivo, finisce con l'esserne in qualche modo catturata, condividendole in fantasia.
Alcuni, nel vedere il film, hannoa avuto da ridire sul fatto che alcune sequenze fossero sin troppo esplicite, senza mai giungere tuttavia agli stilemi propri del porno.
A mio avviso, questa è stata una scelta di regia funzionale all'intersecarsi dei piani narrativi.

Nel senso che le sequenze erotiche, pur riferendosi alle esperienze delle due donne intervistate da Anne, sono anche la rielaborazione in fantasia che ne fa la stessa Anne, come se i racconti di ciascuna delle due, le avessero aperto orizzonti dimenticati (o nuovi) relativamente all'eros.
Peraltro, tali scene sono una spia di quel fenomeno descritto da alcuni sociologi che, di recente, hanno preso ad occuparsi dell'evoluzione del porno nella cultura contemporanea: fenomeno descritto come "pornificazione della cultura" o anche "porno espanso".


 
Scheda film
Un film di Malgoska Szumowska
Interpreti: Juliette Binoche, Anaïs Demoustier, Krystyna Janda, Louis-Do de Lencquesaing, Ali Marhyar. «continua Joanna Kulig, Scali Delpeyrat, Arthur Moncla, François Civil, Pablo Beugnet
Titolo originale: Sponsoring.
Drammatico, durata 96 minuti
Francia, Polonia, Germania 2011.
Officine Ubu
Uscita venerdì 28 settembre 2012. Vietato ai minori di 14 aanni

 
Trailer ufficiale

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Published by Maurizio Crispi - in Cinema
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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

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