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24 dicembre 2013 2 24 /12 /dicembre /2013 06:38

In Celebration di Harry Crews una black comedy in cui l'Eros si trasforma in Thanatos(Maurizio Crispi) Celebration del prolifico scrittore statunitense Harry Crews (pubblicato per i tipi di Baldini e Castoldi, oggi "Baldini Dalai", nel 2000 e purtroppo, oggi, introvabile), come il suo "Lucidi Corpi", lo si potrebbe classificare come una black comedy, in cui tutto comincia in un sonnacchioso resort per caravan nella soleggiata Florida dove anziani pensionati si ritirano a vivere per morire, avendo abbandonato tutte le loro attività precedenti e essendo ormai privi di qualsiasi velleità, del tutto svuotati di ogni guizzo di vitalità.
Per alcuni, aspetti il resort sembra essere se non proprio un lager un limbo i cui ospiti vivono auto egregati e senza speranza, spogliati quasi del tutto delle loro precedenti identità.
Stump è il gestore (nonché proprietario del sito): è un reduce dalla guerra di Corea che, per beffa della sorte, dopo essere uscito indenne dall'esperienza bellica, poi, a causa di un'incidente sul lavoro, ha perso la mano e parte dell'avambraccio ("stump"= mozzicone).
Suo deuteragonista è Too Much, un'avvenente e prosperosa giovane donna che è capitata in questo posto come per caso e che, per imperscrutabili ragioni, è divenuta l'amante di Stump e è da lui apprezzata per i suoi "numeri da circo", oltre che per il modo disinibito in cui mette in mostra il suo corpo (predilige girare per il resort con addosso soltanto un succinto bikini).
Sembra che tutto debba avere un suo andazzo prestabilito, senza nessun mutamento, in un contesto decisamente sonnacchioso in cui gli unici momenti di vitalità sembrano essere gli infuocati incontri sessuali tra Stump e Too Much.
Ma poi qualcosa prende a cambiare, nel momento in cui Too Much decide di prendere in mano le redini della situazione e "salvare" dal declino grigio e anonimo i residenti.
L'occasione è la sua idea di regalare ai residenti una "Festa di Maggio", cioè una festa che inneggi alla vita e al suo risorgere dopo il grigiore dell'Inverno.
E, nel portare avanti questo progetto si accende tra lei e Stump una vivace conflittualità che si sviluppa secondo un crescendo inarrestabile, in cui gli anziani residenti diventano spettatori e attori, nello stesso tempo.
Too Much è sempre tesa alla ricerca dell'"occasione perfetta" e cerca in ogni modo di travasare questa sua filosofia di vita in Stump che è coriaceo ai suoi insegnamenti e oppone resistenze di ogni tipo e nei residenti che, invece, divengono rapidamente succubi di lei e delle sue iniziative, in cui la sistematica destabilizzazione si accompagna all'attivazione di nuovi modi di essere e di nuovi e crescenti vincoli di riconoscenza degli ospiti del resort nei suoi confronti.
Tutto evolve sino ad un rovesciamento di ruoli, in cui i residenti si riappropriano sì della loro vita, ma al prezzo di dar vita ad un rito che culminerà nell'identificazione di un capro espiatorio.
E in questo percorso che porterà gli anziani spenti a rivitalizzarsi non mancheranno gli effetti collaterali.

Dopodiché,Too Much che ha compiuto la sua missione quasi messianica può abbandonare il luogo e passare ad altro: si può immaginare con quali conseguenze.

In quest'intreccio c'è indubbiamente qualcosa di "Cose preziose" di Stephen King, nel richiamo della festa pagana di  Calendimaggio con i  suoi riti propiziatori, ma senza alcun riferimento all'occulto e all'azione di un Rappresentante del Male in azione, secondo una tematica che è stata caa al King di qualche decennio addietro e, sicuramente a sorpresa considerando il tono leggero da "commedia" dei dialoghi, arriva il finale macabro che comunque non viene descritto in maniera cruenta, ma sempre con una certa levità ed ironia. Ma, in ogni caso, la conclusione rappresenta l'apoteosi, portata all'estremo, di una vera e propria guerra fondata sulla voglia di dominio e di sopraffazione.

I romanzi di Harry Crews, come "Lucidi Corpi" sono sempre - e ineluttabilmente - dominati da Thanatos (e anche qui Thanatos è al lavoro saldamente intrecciata ad Eros) e in essi l'evolversi di questo intreccio, ha un che di ipnotico che obbliga il lettore a procedere senza soste verso il finale.


(Sinossi) In una soleggiata e ambigua Florida, in un parco che sembra un gulag, stazionano i vecchi in attesa di morire. Hanno il sole gratis ma pochi servizi e trattamento inumano. Ma un giorno arriva Too Much, una giovane bellissima che riuscirà a trasmettere loro la sua forza.


In Celebration di Harry Crews una black comedy in cui l'Eros si trasforma in Thanatos(Dalla quarta di copertina) Harry Crews è uno dei talenti più singolari e più intensi della letteratura americana. Da oltre trent'anni esplora un mondo immaginario popolato dai dimenticati, gli scombinati, gli scherzi di natura, gli spostati e gli scontenti della nostra società. Rutilante commedia o tragica farsa, Celebration è incentrato in un desolato parco di caravan per persone della terza età cui si forniscono il dolce clima della Florida, nessun servizio e tutta l'alienazione che attende la morte senza perdere l'abbronzatura può dare. A dirigere questo paradiso di vegliardi c'è un ambiguo personaggio, Stump, che ha perso un braccio in un incidente e ha messo in piedi il lucroso business con i soldi dell'assicurazione; il suo unico pensiero è che tutto proceda nel più tranquillo e ordinato dei modi. Ma a sconvolgere quella mortifera quiete arriva Too Much, una bomba sexy di diciotto anni che possiede davvero troppo di tutto. Dotata di forme deliziose, di una carnagione color latte e con jeans che sembrano dipinti addosso, Too Much è una ragazza sveglia che sa come usare le sue doti al meglio. La giovane si installa nella roulotte di Stump e si dedica a sedurlo con numeri di alta acrobazia erotica.
on contenta di ciò, si mette a scorrazzare per il campo in un ridottissimo bikini, risvegliando desideri dimenticati e energie sopite fra gli ospiti. La su prorompente vitalità e allegria compiono miracoli, regalando a tutti un'ultima possibilità di vivere divertendosi per il tempo che resta loro: quella bizzarra creatura che è Too Much riesce a far saltare ogni regola e a cambiare completamente l'atmosfera della soleggiata prigione.

 

 

 


Now from the author the Washington Post Book World calls "the dark chronicler of human vanity and folly" comes Celebration. The newest black comedy from Harry Crews is a biting, brilliant commentary set in a Florida rest-home gulag where the over-sixty-five set checks its dignity, self-esteem, and social security numbers at the door. 
Forever and Forever is the aptly named retreat, populated by a motley crew of forgotten wives and ruined men who are waiting for death while working on their tans. The leader of this group is Stump, whose lost arm paid for Forever and Forever, and who believes the silent desperation that infuses the trailer park masks the fact that Forever and Forever is truly a small piece of hell on earth. 
This ironic silence is shattered by the entrance of a beautiful young bombshell. Too Much is her name, and that is exactly what she is. This walking bonfire awakens long dead appetites in the inhabitants of Forever and Forever, reminding them of what they once were and can be again alive.

Harry Crews's perfectly sculptured heroine turns old geezers into young bucks (by Karen Karbo
The setting of ''Celebration,'' Harry Crews's 16th novel, is a trailer park in south Florida where old people come to vegetate until they die. Nothing ever happens in Forever and Forever, except the occasional visit from an ambulance. Stump, the park's burned-out, one-handed owner (he lost the other in a corn picker and bought the trailer park with the proceeds from a lawsuit), likes it that way. Then a walking Playboy centerfold named Too Much wanders in off the street and takes over his life. The 18-year-old Too Much explains her name by saying: ''There's a good reason for me having that name. I know and see and feel and hate and love too . . . much.''
Too Much, who spends most of the book wearing nothing more than a bikini top and cutoff shorts so tight she can't get them off without assistance, has an improbable agenda: ''She had somehow learned as a very young girl that in the world there was only the quick and the dead. . . . And she had the power to make the dead quick. The power to bring life where there had only been death, to bring joy and celebration where there had only been resignation and despair. She rejoiced in exercising that power; it gave purpose and direction to her life. . . . She liked to think of herself as a secret shaman.'' The way she exercises her magic involves donating her perfect body to science, in this case geriatric medicine. By rousing, then fulfilling, the long-dormant lust of the men of Forever and Forever, she gets them strutting around the trailer park like the young bucks they once were.
Two of Too Much's ''projects'' are Johnson and Mabel Meechum, he a onetime bank president and embezzler, she an odoriferous former society belle whose tinted hair stands up from her scalp ''in a tiny blue cloud.'' They've been married 60 years and loathe each other. His solution to the misery of aging is to go out every morning with his .22-caliber pistol and shoot the swamp that borders Forever and Forever.
Other residents who are enlisted in Too Much's elaborate plot to have her own maypole (her personal icon of celebration) at Forever and Forever are Ted Johanson, a retired lumberjack who keels over while felling a tree at Too Much's request; Fingers, a tiny pickpocket who has mastered the art not only of lifting wallets but also of putting them back; and a host of other lovable, vaguely repellent losers who, whether they know it or not, are given a new lease on life by their proximity to Too Much.
It's all rather ludicrous, and never particularly believable. Also, despite Crews's insight into the scrofulous corners of the human heart, does he really believe that all you need to feel young is the same old thing you craved a week into puberty? But there are shards of brilliance and of the gonzo wit that has made Crews's reputation as a dead-on satirist. Too Much's hobby -- besides bringing joy and new life to old people -- is scratching herself. When she scratches, it registers as pornographic; when members of her ''army'' (as she calls her old people) do it, we see it for what it is: the No. 1 privilege of old age, getting to scratch where it really itches, in public, whenever you want to.
The first several pages of the novel, which give us a glimpse of the Meechums' curdled marriage, complete with a cool analysis of how much each despises the other's body, are perfectly bleak and, we sense, perfectly accurate:
'''Do you remember when the sky was blue?' she said.
'' 'Yes, I remember when the sky was blue,' he said.
''This was code talk they had between them. He couldn't remember how long they had talked of so many things in code. Code made conversation somehow less painful.
''When she asked him if he remembered when the sky was blue, she was only asking if he remembered when they still loved each other. And, yes, he did. He did remember.''



Leggi anche di Maurizio Crispi: Lucidi corpi: dietro l'ossessione del corpo grosso Thanatos è al lavoro

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Published by Maurizio Crispi - in Letture
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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

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