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4 giugno 2014 3 04 /06 /giugno /2014 19:56

Il sogno del toboga, ovvero senza via di uscita

 

 

Sono immerso in una zona congestionata di auto e di persone in una città straniera.
E, a fatica, sto conducendo un'auto a noleggio con la quale mi devo spostare da un punto all'altro per andare a caricare un certo numero di ingombranti bagagli, visto che sono in partenza per un luogo lontano.

Lo spostamento non è semplice per via del traffico intenso e caotico.

Arrivo in uno slargo, oltre il quale non si può più proseguire: fine corsa! Il passaggio è bloccato da transenne poste in tutti i possibili punti di uscita.

Vorrei tornare indietro sino al punto di partenza, anche per raccogliere tutti gli altri che dovrebbero viaggiare con me e che mi attendono.

Ma anche la strada da cui sono venuto è inesorabilmente bloccata.

Poliziotti minacciosi controllano tutte le vie di uscita.
Non posso andare avanti e nemmeno posso tornare indietro da dove sono venuto.

Mi accorgo che, come misura straordinaria, è stato predisposto un percorso obbligato che si può fare imbarcandosi come passeggeri singoli su piccole capsule che corrono in discesa lungo un binario chiuso dentro una galleria di acciaio rilucente.

Le capsule assomigliano a dei toboga individuali.
Mi sento imprigionato in una sitazione senza uscita, all'infuori dello stupido toboga.
Situazione disperata, ma nello stesso tempo c'è anche da ridere a crepapelle: quindi non è cosa da prendere troppo sul serio.

Ci sono tantissimi bagagli da prendere al termine della corsa su toboga.

Mi affanno a chiedere alle guardie truci e poco disponibili se poi potrò caricarli tutti e se la corsa si potrà fare anche in senso inverso, e cioè in salita.

Nessuno mi sa rispondere.

Preso dal dubbio e dall'incertezza non so davvero cosa fare.
Non rimane da fare altro che aspettare.
Wait, Rose, wait!

The Last Waltz...

 

 

Toboga (Tobogan or Indian sledge) è il nome irochese di una slitta da trasporto usata da varie tribù di pellerossa del Canada. Ha il fondo di forma piatta, costituito da assicelle di betulla sagomate come sci e prive di pattini.

In Canada il toboga viene utilizzato nei tempi più recenti per diporto e competizioni su apposite piste di forma perfettamente rettilinea, con pendenze assai pronunciate smorzate da saliscendi; è spesso costruito in metallo e dotato, per aumentarne la velocità, di sottili pattini d'acciaio.

Per la guida, peraltro limitata a piccole correzioni della direzione dato il tracciato, si usano i piedi. Il toboga fu introdotto in Europa verso la fine dell'Ottocento, ed ebbe una certa diffusione nelle località delle Alpi Svizzere.

Il termine "toboga" viene utilizzato anche come sinonimo di scivolo sia terrestre che acquatico.

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Published by Maurizio Crispi (04.06.2014) - in Sogni
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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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