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17 gennaio 2014 5 17 /01 /gennaio /2014 06:44

Il ritorno e il primo giorno londinese(Maurizio Crispi) Velocemente, dopo quattro mesi, è giunto il tempo di partire.
Saluti, quindi, con un po' di rammarico, anche se sappiamo che ci si rivedrà con me prima, con Maureen e Babacino un po' dopo..
La signora Maria dispiaciutissima di non pter vedere più babacino ogni giorno. Ha detto: "Quando tornerà mi vedrà di nuovo come un'estranea e si metterà a piangere".
Saluti e baci anche con Tatarone era ovviamente dispiaciuto.
E con Franci. E sarebbe troppo lungo fare l'elenco di tutti.
L'ora degli addii, per quanto temporanea sia l'assenza che precedono, è sempre triste: quando scatta, vi è una sensazione di inellutabile.
Quella di essere come una foglia strappata dal sua ramo e trascinata dal vento impetuoso dell'inverno verso destinazioni imprevedibili.

Il viaggio è andato bene. Addirittura l'aereo è atterrato all'aereoporto di gatwick con mezzora di anticipo. Durante il viaggio non ho mancato di divorare impetuosamente i libri che avevo con me...
All'atterraggio, il cielo è insolitamente libero da nuvole. la temperatura mite: circa 11°.

Facciamo con fluidità e senza intoppi tutte le operazioni dell'arrivo: controllo dei passaporti, ritiro dei bagagli, un caffè e un po' di spesa essenziale in un emporio dell'aerostazione. 
Sia a Palermo, sia all'arrivo a Londra, la nostra piccola famiglia ha strappato al controllore dei passaporti e delle carta d'identità un sorriso di simpatia.

E quindi in treno sino alla Londonbridge Railway Station.
Da lì, in Taxi, sino a casa, in una buia Tarling Street.

In sintesi abbiamo viaggiato con ben quattro mezzi diversi: in bus (da Palermo all'aereoporto), in aereo (ovviamente, sino a Gatwick), in treno e infine, ultimo tratto, in taxi. Dimenticavo: sino alla fermata del bus siamo andati a piedi. E, dunque, non abbiamo nemmeno trascurato il camminare e la sua filosofia...

Il ritorno e il primo giorno londineseLa casa è fredda, il frigorifero è vuoto.
Un rubinetto del lavello della cucina sgocciola.
Il bagno è lievemente maleodorante per via del non uso.
Evidentemente, le pecorelle di Tarling Street hanno impazzato durante la nostra assenza.
E sì che io, durante una delle mie periodiche visite (da buon pastore non avrei potuto mai trascurarle troppo a lungo) avevo raccomandato loro di pulire tutto per benino e che avevo istituito speciali squadre di lavoro proprio a questo scopo!
Ma - per compensazione -, nel piccolo balcone dove ogni tanto mi affaccio a fumare una sigaretta, il prezzemolo che ho piantato ad agosto è cresciuto rigoglioso, sicché adesso abbiamo un po' di prezzemolo per gli usi di cucina.
I due platani gemelli del giardinetto antistante, che avevano ad agosto una chioma rigogliosa e un nido di corvi, sono stati potati, sicché guardando dalla finestra del salone la vista spazia libera sino alle torri di Canary Wharf che sembrano parte di una struttura fiabesca e misteriosa.

Babacino è raffreddato ed inquieto.
Gli faccio gli spruzzini nasali con la soluzione fisiologica, come mi è stato consigliato dalla farmacista di Palermo, alla luce della sua ancora recente esperienza di mama.
Ma la notte è un tormento, anche perché prima che la casa, disabitata per quattro mesi (all'infuori che dalle pecorelle di Tarling Street) si riscaldi ci vogliono diverse ore.

Il mattino è freddo e uggioso. Di notte ha anche piovuto intensamente.
Tarling Street e Sutton Street sono entrambe lucide di pioggia.


Sessione al PC e poi esco per una corsetta, sia per fare un po' di sano sport, come contraltare all'immobilità davanti al PC, sia per riprendere così contatto con l'ambiente.
Correndo mi rendo conto che non fa poi così freddo.

Il ritorno e il primo giorno londineseE' vero: man mano che procedo, mi rendo conto che riprendo contatto con tanti posti teatro delle nostre passeggiate e delle mie corse, ma in un severo abito invernale.

Dovunque ramaglie secche buttate giù dal vento e spezzate, letti di foglie morte.
Il maltempo qui ha imperversato con freddo glaciale e venti furiosi, mietendo vittime.
In fondo, adesso, non c'è poi tanto da lamentarsi.

Babacino è ancora inquieto e piagnucoloso: alla fine, ci decidiamo a telefonare e lo portiamo per una visita all'ambulatorio medico (GP).
Niente di grave in sostanza, ma il medico, che ha modi bruschi e sbrigativi (lo standard che deve essere rispettato è di 10 minuti a visita), ci prescrive una cura.

Torniamo a casa, mentre cala la sera di questo nostro primo giorno londinese.

Al ritorno entriamo in bazar di frutta e verdura, gestito e frequentato da orientali. E scopriamo che si comprano prodotti agricoli di base ad un prezzo decisamente inferiore che da Tesco o da Sainsbury's.
Ci ripromettiamo di tornare sempre qui a comprare ciò che ci serve.

A casa, ci rimane soltanto di fare il bagnetto a Babacino e di iniziare la cura.

E poi con la cena si conclude questo primo laborioso giorno londinese, condito di preoccupazioni per la salute del piccolo Babacino: da genitori ci si preoccupa sempre, a dismisura.
Si vorrebbe evitare sempre qualsiasi sofferenza al proprio piccolo: ed è una sofferenza guardarlo con quella faccina sbattuta e gli occhi un po' troppo liquidi e il naso che cola e sentirlo lamentoso.

Non c'è niente da fare, é nella natura dei genitori preoccuparsi... 

 

 

Il ritorno e il primo giorno londinese

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Published by Maurizio Crispi - in Note di diario
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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

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