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11 agosto 2011 4 11 /08 /agosto /2011 07:35

DSC05548.JPGL'altro giorno c'è stata la ricorrenza del mio compleanno, il 62° per l'esattezza).

Ci siamo ritrovati a pranzo con mio fratello, Flavia e nostra cugina Luciana, la nostra governante Maria e il badante rumeno.

Niente di che.

Il piacere di stare assieme in modo conviviale, con torta finale.

Flavia che mi conosce bene mi ha regalato una T-Shirt con icastico "messaggio".

"Non sono stato io" c'è scritto. Ma l'occhio cade inevitabilmente sulla parola "IO" che spicca rispetto alle altre per i suoi caratteri cubitali

Quell"IO..." così gigantesco,  in fondo, mette l'accento sull'ipertrofia dell'IO... ....scherzosamente, s'intende... si starà forse parlando di me?

Ma se, davanti a "IO", mettiamo una "D", cosa abbiamo come risultato?

Per decenza, non lo dico nemmeno...

Se ci mettiamo una "Z", la parola diventa peraltro un più bonario e addomesticato "zio"...

Sarò veramente tanto ipertrofico con questo mio "IO" ingombrante, invadente, che tende ad occupare tutti gli spazi disponibili?

Mi sembra tanto che sto parlando della famosa barzeletta (in verità si tratta di un'incisiva  vignetta) in cui un famoso psichiatra riceve nel suo studio un paziente che incede nella stanza in cui avverrà la consultazione vestito da Napoleone Bonaparte e con la mano infilata sotto il bordo del pastrano, come è nell'iconografia tradizionale.

Il paziente soffre evidentemente di "delirio di grandezza", per dirla in soldoni.

Lo psichiatra lo attende seduto ieratico alla sua scrivania, vestito anche lui da Napoleone, nella stessa identica postura, se non fosse che è assiso (come su un trono).

Lo pischiatra apre subito la conversazione per dire perentorio: "Innanzitutto, chiariamo chi è Napoleone qui"!

Beh, questa vignetta, mi ha sempre fatto ridere tanto e spesso l'ho citata spesso in forma aneddotica, anche per ridimensionarmi in qualche misura e per sottolineare il fatto che nella relazione terapeutica non c'è un normale (il medico) e un "malato", ma che entrambi - anche se in misura diversa - condividono o hanno condiviso esperienze comuni.

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Published by Maurizio Crispi - in Note di diario
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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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