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7 novembre 2014 5 07 /11 /novembre /2014 07:43

Il Knock Out Game sbarca - purtroppo - anche in Sicilia, ma è un ulteriore faccia della violenza e dell'intolleranza che allignano nella distrazione dei poteri dello Stato

 

(Maurizio Crispi) I sensation seeker sono individui che vanno alla ricerca costante di sesnsazioni forti e di scariche di adrenalina: quindi, imprese pericolose che possono mettere a rischio la loro vita sono pane per i loro denti, ma nei contesti metropolitani dove non è possibile affrontare "grandi" imprese ci si volge ad altre attività che possono egualmente portare ad intense scariche di adrenalina.  E così ci sono quelli che si danno alla guida pericolosa nei contesti cittadini e adesso (come segnalato in diversi metropoli del mondo, a partire dall'inizio degli anni Novanta il Knock Out Game che consiste nel prender edi mira un passante o un automobilista indifeso e nell'assalirlo con predominanza numerica (in genere si tratta di una manifestazione del "branco") e picchiarlo selvaggiamente, per poi dileguarsi.
L'obiettivo dell'azione selvaggia e violenta non è il furto, ma semplicemente l'eccitazione dell'esercizio della violenza e quella conseguenza all'impunità succesiva ottenuta con una fuga altrettanto fulminea.
Non ci sono parole per esprimere lo sdegno contro una simile pratica violenta che sino a qualche anno in Italia ha avuto come destinatari extracomunitari e soggetti senza fissa dimora, ma che ora si allarga ad includere comuni cittadini (ed è forse ora soltanto che si comincia a vedere il fenomeno con maggiore - giustificato peraltro - allarme).
Anni addietro uno scrittore-saggista britannico - Bill Bruford - che si era infiltrato tra gli gli hooligan del Calcio britannico (movimento ultrà che poi subì una regolata da parte delle forze dell'ordine, con un massccio giro di vite che solo in UK sono capaci di imprimere laddove le circostanze lo richiedano) ebbe a riferire nel suo studio-memoir finale di quell'intensa ed "indimenticabile" esperienza (I Furiosi dela Domenica. Viaggio al centro della violenza ultrà, Longanesi, 1992) che l'esercizio della violenza contro gli avversari (specie se fomentato da un concomitante consumo di alcool e/o altre droghe) può agire con gli stessi meccanismi di un'addiction e che, quindi, finisce con il creare una pericolosa forma di dipendenza.
Notizie di cronaca sparse stanno ad indicare che episodi sporadici di knock Out Game hanno preso a verificarsi in maniera endemica anche a Palermo, come in altre città della Penisola. A Palermo è successo ad un giovane che è stato tirato fuori dalla sua auto e picchiato selvaggiamente; qualche giorno prima era accaduto ad una ragazza, tra l'altro ambedue gli episodi accaduti nei quartieri residenziali della città "bene".
I meccanismi che generano questi episodi sono gli stessi che possono ritrovarsi nella genesi delle azioni vandaliche e di altre forme di violenza collettiva: noia, necessità di uscire dall'anonimanto sempre più intollerabile a cui si è condannati nelle grandi metropoli, la voglia di ottenere scariche di adrenalina, il desiderio e l'eccitazione derivanti dal vivere pericolosamente e, non ultimo, derive razzistiche e di intolleranza specie se gli episodi hanno come loro destinatari indifesi extracomunitari, a vlte meccanismi di rivalsa sociale.
Ma questo tipo di violenza che si prospetta oggi con il Knock Out Game (ultimo nato di una serie infinita di altri giochi di violenza) é anche un modo come un altro per accrescere il senso di insicurezza dei cittadini e le loro incertezze in tempi di crisi: e, a volte, la sbadataggine da parte delle forze dell'ordine su questi fatti di cronaca orribili potrebbe far parte di una strategia, come ventila Ottavio Cappellani nel suo thriller, futuristico e metaforico, L'Isola-prigione (Mondadori, 2012), in cui quelle che sembrano bande di cani feroci e mordaci assaltano e sbranano indifesi cittadini. E invece la verità che sta dietro questi proditori attacchi é ben altra e qui il romanzo di Cappellani si fa metafora avvicente di una terribile e spietata forma di esercizio del potere.

 

Knockout Game (da Wikipedia). The "knockout game" is one of many names given by American news media to assaults in which, purportedly, one or more assailants attempt to knock out an unsuspecting victim, often with a single sucker punch, all for the amusement of the attacker(s) and their accomplice(s).Other names given to assaults of this type include "knockout", "knockout king", "point 'em out, knock 'em out", "bomb", and "polar-bearing" or "polar-bear hunting" (allegedly called such when the victim is white). Serious injuries and even deaths have been attributed to the "knockout game". Some news sources report that there has been an escalation of such attacks in late 2013, and in some cases the attacker has been charged with a hate crime, while some politicians have been seeking new targeted legislation specifically against it. However, other media analysts have cast doubt on the reportedly widespread nature of the game and have labeled the trend, although not the attacks themselves, a myth. Liberal analysts claim that their conservative counterparts falsely promote a view that the "knockout game" trend is real and conservative analysts claim that the liberal media does not report on it due to the racial implications it may have

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Published by Maurizio Crispi - in Società
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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

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