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6 giugno 2013 4 06 /06 /giugno /2013 00:40

Il fascino del viaggio in nave: la sua essenza sta nella transizione di stato(Maurizio Crispi) E' sempre una grande emozione arrivare in un porto, dopo un viaggio in auto, e prepararsi all'imbarco. 
Ci sono dei tempi di attesa e poi scatta il momento in cui devi entrare all'interno della grande bocca spalancata della nave (che queste grandi navi traghetto non siano una metafora della Balena?) e tu rimani sorpreso dell'immensità del corpo della nave che accoglie - inghiottendoli nel suo ventre - automobili ed autotreni che, al confronto, appaiono come piccoli giocattoli, bruscolini insignificanti.
E già senti vibrare sotto i tuoi piedi il grande corpo della nave che, pur nella sua rigidità, sembra riprendere vita e respiro.
Poi, quando arriva il momento della partenza e i giganteschi portelloni si sono ermeticamente chiusi, improvvisamente c'è un cambiamento nel modo in cui la nave vibra: per un attimo la vibrazione si fa più intensa ed è quando inizia la spinta delle eliche potenti e, per alcuni istanti, quelle vibrazioni diventano quasi delle scosse che rianimano un'entità dormiente.
Se sei all'esterno, su uno dei ponti, vedrai il corpaccione della nave che prende a muoversi impercettibilmente, quasi fosse riluttante a staccarsi dal rifugio rassicurante della banchina e che, poi, il distacco da terra aumenta e la nave prende progressivamente velocità e si sentono i motori potenti che stantuffano e pompano, mentre le paratie e i ponti tremano sotto i tuoi piedi.
Poi, quando, la nave ha finalmente abbandonato il rifugio sicuro del porto e si è installata sulla sua velocità di crociera in mare aperto, mentre la costa sfila via lontana e sfuma in una serie di luci ammiccanti via via più piccole, le vibrazioni si attenuano e diventano quasi impercettibili (oppure sei tu che ti abitui a loro), ma ci sono sempre come il leggero tremito che avverti sotto i polpastrelli quando accarezzi un gatto e lui comincia a fare le fusa e a ronfare a ritmo continuo.
Questa continua vibrazione diventa parte ineliminabile e costante delle tue percezioni somato-psichiche per tutta la durata del viaggio per nave, tanto integrata in esse che quando la nave entra nel porto d'arrivo e finalmente ferma i motori, provi dentro di te una sensazione anomala: e ci vuole un po' di tempo perché tu ti riassetti in una normalità, fatta di silenzio e di quiete.
L'assenza di vibrazioni e il silenzio totale creano una sensazione di mancanza e di strana "pausa", rispetto al movimento che sancisce il viaggio.
Ma la cessazione del movimento può essere causa di un'improvvisa vertigine.
L'essenza del viaggio, di qualsiasi viaggio, sta nella transizione di stato nella coppia immobilità/movimento, stasi/exstasi.

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Published by Maurizio Crispi (Testo e foto) - in Transiti e passaggi
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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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