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3 luglio 2013 3 03 /07 /luglio /2013 12:57

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 La casa editrice Orecchio Acerbo Editore ha avuto la felice idea di pubblicare (e divulgare per il pubblico italiano) le tavole domenicali di Peter Newell, in forma di piccoli libricini.

La serie si intitola "I Pisolini di Polly" dal titolo originale che faceva "The naps of Polly Sleepyhead".
Si tratta di brevi storie quotidiane, in cui a Polly (che è la piccola protagonista) accadono strane avventure: giocattoli che si animano, fantasmi che la inseguono minacciosi, e così via, per poi scoprire alla fine che si è trattato soltanto d'un sogno, manifestatosi nel corso di un imprevisto pisolino.
I racconti sono semplici, le ambientazioni quelle quotidiane, ma - sempre - nel culmine della storia qualcosa di straordinario accade.

i disegni sono nitidi ed essenziali, senza troppi fronzoli, realizzati con tratto fermo e con colori accattivanti.
Le tavole originali di Peter Newell furono pubblicate tra il 1906 e il 1907 sul "Chigago Tribune".
Ogni tavola era in sei riquadri, con le diciture del testo scritte sotto il riquadro.
L'editore italiano ha optato per la soluzione del piccolo libro di formato quadrato, in cui una pagina contiene il testo scritto a caratteri grandi ed accativanti per i bambini, mentre la pagina accoppiata contiene una vignetta (o riquadro della tavola originaria).
Quindi, anzichè avere un idea globale dell'intera tavola, la piccola storia la si legge in modo diacronico, procedendo di vignetta in vignetta, ma è il testo ad assumere qui una sua preponderanza.
I pisolini di PollyLa casa editrice Orecchio Acerbo ha avuto il merito di pubblicare anche i sei libri per bambini pubblicati da peter Newell, oltre ad un volume rilegato che contiene tutti I Pisolini di Polly (2009) di cui questi volumetti che ne riproducono uno alla volta sono fruibili e pienamente godibili.

Le storie - come ho detto - sono ordinarie e simpatiche, ma non hanno nulla degli elementi fantasmagorici e di immersione onirica profonda che, nel loro combinarsi, sconfinano nel delirio e nell'allucinazione) del quasi contemporaneo e visionario "Little Nemo in Slumberland" di Winsor McKay, le cui tavole a colori comparvero la prima volta sul New York Herald nel 1905 (per la precisione dal 15 ottobre 1905 al 23 aprile 1911 e, in seguito, sul New York American di William Randolph Hearst dal 1911 al 1913 (solo successivamente McCay realizzerà le ultime tavole di Nemo tra il 1924 e il 1927 nuovamente per il New York Herald).

 

Peter Newell (1862-1924) trascorse l’infanzia a Bushnell, una piccola cittadina dell’Illinois. Giovanissimo iniziò a lavorare in un piccolo studio fotografico di Jacksonville, dove ritoccava con matite a pastello i foto-ritratti. Nel 1883 si trasferì a New York dove, mentre seguiva la scuola d’arte, cominciò a pubblicare le sue illustrazioni su “Harper’s Bazar” e “New York Graphic”, intraprendendo così una carriera che lo avrebbe reso uno dei più prolifici e famosi illustratori del suo tempo. Le sue illustrazioni hanno accompagnato centinaia di articoli nelle principali riviste americane dell’epoca e oltre quaranta libri, ma la sua popolarità è dovuta soprattutto ai suoi sei libri per bambini, tutti pubblicati fra il 1893 e il 1912: “The Slant Book” (“Il libro sbilenco” orecchio acerbo, 2007), “The Rocket Book” (“Il libro esplosivo”, orecchio acerbo, 2008), e gli altri quattro: “Topsys and Turvys”, “A Shadow Show”, “The Hole Book”. Nel nostro catalogo, inoltre, un libro inedito che raccoglie le storie della serie a fumetti “The Naps of Polly Sleeapyhead” (“I pisolini di Polly”), pubblicate sul “Chicago Tribune” fra il 1906 e il 1907.

(dalla presentazione della piccola saga sul sito web della casa editrice) Pisolini. Pennichelle. Sonnellini. Riposini. Polly li adora. Tutti, indistintamente. Accomodata in poltrona, distesa sul prato, china a fare i compiti, seduta al pianoforte, non fa alcuna differenza. Irresistibilmente, dopo un po’, un vago torpore la pervade, le palpebre diventano pesanti, gli occhi si chiudono. In tanti pensano sia una dormigliona, una pigrona. Ma si sbagliano. Polly è sveglia, molto sveglia. Gli occhi li chiude per vedere meglio. Per guardare dentro di sé. Per capire i desideri, per esorcizzare le paure. Così, in sogno, le odiate note dello spartito diventano un fastidioso sciame di insetti. La gigantesca, e incombente, figura del padre si fa piccina piccina. Il gatto che gioca col gomitolo si trasforma in un grande ragno che la intrappola nella sua ragnatela. E pazienza se qualche volta la cioccolata brucia sul fuoco, o il vaso dei pesci rossi si rovescia sul tappeto…
Il libro che Peter Newell non ha mai pubblicato.
La prima raccolta delle storie uscite fra il 1906 e il 1907 sulle pagine del Chicago Tribune.

 

 

Guarda il Booktrailer

 

 


 

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Published by Maurizio Crispi - in Letture
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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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