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10 giugno 2014 2 10 /06 /giugno /2014 07:01

https://www.youtube.com/watch?v=feEyIRgiX2sOblivion è un film del 2013 (USA) scritto, diretto e prodotto da Joseph Kosinski, con protagonista Tom Cruise. E' ambientato in un post-apocalittico 2077 quando, in seguito a un'invasione aliena ed alla conseguente guerra nucleare vinta dai terrestri contro degli space invader chiamati Scavengers, la storia prende a ruotare intorno a Jack Harper (Tom Cruise), un tecnico di stanza sulla Terra ormai abbandonata, poiché contaminata dalle radiazioni e stravolta dalla distruzione della Luna. I tecnici sparsi su speciali stazioni di sorveglianza sono sparsi su tutta la superficie terrestre e sono coadiuvati da speciali guardiani computerizzati e estremamente minacciosi, per quanto spesso in avaria.
A loro volta i tecnici sono controllati da una lontana stazione orbitante dove si sono rifugiati gli ultimi sopravvissuti.

Lo scenario è quello di una Terra da dopo-catastrofe, in cui si alternano aree lussureggianti - e apparentemente incontaminate - e altre desertificate dove le vestigia dei grandi edifici e dei manufatti di un tempo sono parzialmente sepolte nella sabbia nera di un deserto in cui non cresce più nulla (e sempra di vedere le scene finali de "Il pianeta delle scimmie" (il primo, quello interpretato da Charlton Heston).
Su tutto e su tutti incombe la minaccia degli Scavengers? Ma sarà poi vero? O piuttosto la verità non sarà un'altra?
Jack Harper in modo del tutto casuale (a partire da una donna misteriosa che riesce a salvare dal naufragio di una capsula spaziale poco distante dalla sua stazione di controllo) si ritrova a scoprire a poco a poco la verità: tutto il film è la storia di un percorso di acquisizione di consapevolezza e di azioni conseguenti al fine di liberarsi per poi potere procedere verso un nuovo sviluppo dell'Umanità libera dal controllo assillante delle macchine e dei computer.
 

Le tappe che hanno portato alla realizzazione del film si sono articolate in una serie di passaggi dalla scrittura di un breve racconto omonimo, all'elaborazione di una graphic novel, alla stesura dello script e al conseguente reperimento di un budget per la sua realizzazione del film.
Ma a mio avviso, la storia è inquietantemente simile ad un romanzo dickiano, forse poco conosciuto ai più (i rappresentanti del grande pubblico), ma amato dagli appassionanti di P. K. Dick, uno dei più grandi maestri in assoluto della SF di tutti i tempi, per quanto "scomodo".
Il romanzo è "Penultima verità" (Fanucci, 2012): in esso gli uomini sopravvissuti ad una guuerra contro le macchine vivono asserragliati sotto terra in un reticolo di gallerie e non escono più fuori perchè sanno che fuori è in corso la guerra. Ma la guerra è terminata da tempo, non c'è nessun pericolo ad uscire allo scoperto: solo che viene fatto loro intendere che sia ancora in corso, perchè così ciò che rimane dell'Umanità può essere tenuta sotto controllo in una vita da schiavi-formiche.
Un romanzo che, come sempre, affronta la tematica della manipolazione della verità e della possibilità di conoscere la "realtà vera" dietro le menzogne e gli infingimenti.

(Dal risguardo di copertina di "Penultima Verità") Cosa accadrebbe se si scoprisse che quanto si conosce del mondo non è altro che una menzogna? È la domanda alla base di questo futuristico romanzo, un thriller intenso, ironico e paranoico in cui Philip K. Dick affronta i temi a lui cari della manipolazione della realtà e della dicotomia falso/autentico. In un futuro nel quale la Terra è stata devastata da una guerra nucleare, le città distrutte e ridotte a lande selvagge e radioattive, troppo pericolose per la vita umana, gli abitanti sono stati trasferiti nel sottosuolo, dove si affannano in formicai industriali e ricevono ordini da un presidente che sembra non invecchiare mai. Nicholas St. James, come ogni cittadino, crede a ogni parola del suo leader. Ma tutto cambia per lui quando risale in superficie, dove ciò che trova è più scioccante di qualsiasi realtà avesse mai potuto immaginare... L'introduzione al volume è di Carlo Pagetti.



(Storia della realizzazione del film) Joseph Kosinski concepì la storia narrata nel film per la prima volta nel 2005, scrivendo un racconto di dodici pagine intitolato Oblivion. Qualche anno dopo, trovò la collaborazione della Radical Comics per adattarlo in un romanzo grafico, il quale sarebbe stato scritto da Arvid Nelson e illustrato da Andrée Wallin. La graphic novel fu pubblicata per la prima volta nel 2010 al San Diego Comic-Con International, dove Kosinski era già impegnato anche per presentare il suo film Tron: Legacy; alla manifestazione ne furono distribuite circa 30.000 copie. La reazione positiva del pubblico attirò quindi l'attenzione delle major cinematografiche. La Disney nell'agosto 2010 ne comprò i diritti, tuttavia nei mesi seguenti rinunciò al progetto, poiché mal si adattava al target di film per famiglie che caratterizzavano le sue produzioni. Infatti, la storia concepita da Kosinski contiene elementi per i quali era preventivabile che il film avrebbe ottenuto un visto censura PG-13, il quale sconsiglia la visione ai minori di tredici anni. Nella primavera del 2011 i diritti furono acquisiti dalla Universal, la quale mise a disposizione un budget di cento milioni di dollari.

 


La trama dettagliata su Wikipedia

 

 

Trailer 

 

 


 


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Published by Maurizio Crispi e fonti web - in Cinema
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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

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