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25 agosto 2012 6 25 /08 /agosto /2012 06:09

IMAG0112.JPGSì, da piccolo, ero proprio un piccolo monello... o anche una piccola peste, se si preferisce dire così.
Come si suol dire, una ne facevo e mille ne pensavo.
Forse perché passavo molto tempo a casa, specie d'estate, e soprattutto da solo - a parte i grandi e salvo che in qualche occasione in cui venivano i miei cuginetti più vicini d'età.

Mi regalaroro per un compleanno (ovviamente, quando già sapevo leggere) "Il Giornalino di Gian Burrasca" di Vamba e mia madre, dopo che ebbi ricevuto questo dono, sino all'ultimo fu perplessa se lasciarmelo leggere, timorosa che da quella lettura io potessi trarre ispirazione per altre gesta. Dopo lunghe consultazioni con mio nonna e con mio padre, mia madre alla fine si convinse a darmi licenza di lettura.
Forse, in seguito, racconterò qualcuna delle "monellerie" che architettavo.
Ma, intanto, se ci concentriamo sulla foto, si potra osservare che sul parapetto della terrazza alle mie spalle, ci sono dei buchi.

Era uno dei miei passatempi preferiti scavare buchi in quel muro con un punteruolo (forse, già a quel tempo, io stesso avevo - ante litteram - la vocazione del Punteruolo Rosso) o un vecchio chiodo.
Quando arrivavo al laterizio sottostante (che era l'"anima"del parapetto) e non potevo più procedere oltre, iniziavo a farne un altro, con pazienza davvero certosina.

Ma questo ero soltanto uno dei tanti passatempi "letali" e non quello più dannoso...
Sulle mie monellerie si potrebbe scrivere un libro di monellerie magari non eclatanti come quelle narrate ne "Il Giornalino di Gian Burrasca", ma certamente denso di episodi gustosi e - in alcuni casi - clamorosi.
Nella foto si nota anche un altro tratto distintivo della mia infanzia: pur essendo fondamentalmente chiuso ed introverso, avevo dei momenti in cui si manifestava un'incredibile vena buffonesca ed istrionica.
Si può anche notare l'abbigliamento, tipico dei ragazzini dell'epoca: pantaloncini rigorosamente corti e sbracati (fatti dalla sartina). Polo (come si direbbe oggi) fatta artigianalmente dalla magliaia, già troppo piccola, perchè gli indumenti si cercava di farli durare il più a lungo possibile: se nel frattempo, si era cresciuti un po' di più, pazienza.

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Published by Maurizio Crispi - in Ricordi
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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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