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15 maggio 2014 4 15 /05 /maggio /2014 10:37

Fucking Berlin. Un viaggio compiuto da una ventenne nel mondo del sesso a pagamento nella Germania del XXI secolo(Maurizio Crispi) Da quello che capisco, Fucking Berlin di Sonia Rossi (che ha scritto nascondendosi dietro uno pseudonimo) e pubblicato da Rizzoli nel 2009, è stato prima stampato in Germania (nel 2008), probabilmente con lo stesso titolo (e il sottotitolo: Studentin und Teilzeit-Hure), dove è divenuto un "caso" editoriale e, soltanto in seguito, tradotto in lingua italiana (da Roberta Zuppet). 
Stranamente, nelle indicazioni editoriali contenute - com'è uso - nelle prime pagine, non c'è accenno al titolo tedesco, anche se poi si scova la menzione della traduttrice.

Benché il titolo possa dare adito a fantasie pruriginose, Fucking Berlin non è un libro "pornografico", scritto per suscitare fantasie sessuali e masturbatorie. Chi sa accosta ad esso con questo intendimento rimarrà deluso. Come anche prende un granchio colossale colui che lo considera tale e emette a suo carico pesanti giudizi negativi: se lo fa, ciò che significa innegabilmente che non lo ha letto o che lo ha trovato deludente proprio rispetto a quel tipo di pruriginosità (del resto, è risaputo che, dietro un accanito censore dei costumi sessuali che - per un nonnulla - grida allo scandalo, si nasconde sempre un pornomane).

E' piuttosto la storia di vita d'una giovane donna che, arrivata a Berlino, per studiare all'Università, si addentra nel mondo della prostituzione per sbarcare il lunario ed avere di che vivere per sé e per il compagno/marito.

Quindi, la lettura è interessante per due motivi.

Innanzitutto perché mostra come sia facile entrare nel mondo della prostituzione "libera" ed "auto-gestita" - quasi fosse un lavoro come tanti altri -, passando da una fase all'altra - un vero e proprio upgrade verso una serie di "livelli" di disponibilità - con la facilitazione dovuta al fatto che in Germania il sesso a pagamento è semi-libero e si offre con una serie di offerte differenziate e multiformi, non essendo invece monoliticamente standardizzato e del tutto clandestino come accade in Italia ed altri paesi.
Se si tiene a mente la fase della prostituzione di Cristhiane F (raccontata in "Noi. I ragazzi dello Zoo di Berlino") non vi è nulla della straziante drammaticità di cui grondavano quelle pagine, e dove si mostrava come il vendere il proprio corpo fosse un modo di svenderlo, spinti dall'urgenza di racimolare qualche Marco per la prossima dose.
Qui, non vi è alcuna aria tragica, semmai mai qualche lieve conflitto morale, che è subito risolto e diluito, ponendo dei limiti (che, tuttavia, sono continuamente mobili) e anteponendo a tutto il bisogno utilitaristico di guadagnare dei soldi per affrontare la quotidianità e mantenersi agli studi.
Non c'è l'idea di un irreparabile declino, né tanto meno quello di aver superato un punto di non ritorno: ma sempre emerge lidea di una sempre possibile reversibilità delle proprie scelte, non appena le motivazioni ad esse sottese si saranno dissolte.


Sotto questo profilo, il racconto di Sonia Rossi è un viaggio all'interno del variegato mondo del sesso a pagamento nella sua specificità "tedesca" alle soglie del terzo millennio, che - fondamentalmente operativa e pragmatica (e non sottoposta a veti di ordine moralistico), come delresto è quella della vicina Olanda -  non è assolutamente sovrapponibile a quanto si può riscontrare in Italia, dove le donne che accedono a questa dimensione - a parte alcune eccezioni (che sono in larga parte oggi rappresentate dal mondo delle "escort") sono sfruttate e schiavizzate e costrette a vivere in un universo di emarginazione. 
 

 

In secondo luogo, il libro - peraltro scritto in modo accattivante - mostra con vivacità le caratteristiche - altrettanto multiformi - dei "clienti", le loro meschinità e i loro eventuali pregi. Ma fa anche capire alcune delle molle che scattano in coloro che sono inseriti nella routine familiare e lavorative e che si sentono spinti a ricercare delle forme di sesso a pagamento: svago, sfogo sessuale,appagamento delle proprie fantasie segrete, ma anche - a volte - voglia di conversazione e di amicizia. 
Certo, anche in Germania, dove tutto appare essere - in questo ambito - inquadrato e regolamentato, ci si deve confrontare con un'attività non priva di rischi e in cui sono possibili incontri indesiderati con gente modesta e violenta, ma su tutto la vince la solidarietà tra donne.
In questo senso la storia ha indubbiamente una sua valenza sociologica, perché consente di entrare a dare uno sguardo all'interno del mondo delle sale di massaggio, dei bordelli e di tutta un'organizzazione di "intrattenimento sessuale", semi-professionistico che l'Italia - a causa delle sue leggi restrittive in materia - disconosce quasi del tutto e che rende quest'attività - pur non potendola condividere del tutto - un vero e proprio lavoro (nella maggior parte delle situazioni senza risvolti di "sfruttamento" e con ampi margini di libertà) che può essere svolto per motivi utilitaristici e a termine..
Sonia Rossi (che nasconde la sua vera identità, ovviamente, dietro uno pseudonimo), venticinque anni all'epoca della pubblicazione in Italia del suo memoir, si è laureata in Matematica e vive a Berlino con il figlio. 
Coraggiosamente, ha voluto scrivere la sua storia.

(Dal risguardo di copertina) Sonia Rossi ha un segreto. E Berlino, dove è scappata sognando una laurea in matematica alla Humboldt Universitàt, è il luogo ideale per proteggerlo dai pregiudizi della gente. Vent'anni, originaria di una sperduta isola delle Lipari, Sonia è bella, di una bellezza sfacciata che lascia il segno, e non conosce inibizioni. Berlino è la sua sfida, il posto giusto per mettersi alla prova, scoprire fin dove è disposta a spingersi per soddisfare la sua bruciante passione per i numeri. Lontana dalle atmosfere borghesi di casa, Sonia sperimenta e, quasi senza rendersene conto, la studentessa siciliana si trasforma in Nancy, impacciata webcam girl, e poi in Stella, provocante massaggiatrice-squillo nei bordelli di Charlottenburg e Wedding. È un'altra Berlino, quella di Sonia: una città dal fascino sottile dove la sua doppia vita - equazioni differenziali di giorno e incontri erotici a pagamento nel tempo libero - non le impedisce di cercare l'amore vero e dove la matematica si allaccia al sesso senza apparente contraddizione.



Il volume l'ho acquistato non molto tempo addietro da un catalogo remainder e l'ho letto proprio in questi giorni.

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Published by Maurizio Crispi - in Letture
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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

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