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31 luglio 2013 3 31 /07 /luglio /2013 13:36

E poi la merda chi la raccoglie?

 

 

Nella foto, proveniente da Notiziario 360, si può vedere un bell'esempio di spreco di denaro pubblico e di ostentazione del privilegio: l'onorevole D'Alema che, sotto scorta, porta a passeggio il proprio cane.
Spero in un mondo migliore, in cui chi fa politica accetti di vivere come una persona normale, affrontando con coraggio anche gli oneri (e i rischi) connessi ad una carica politica.
Forse, se questi politici (o, sarebbe meglio dire, politicanti che trasformano il loro fare politica in odioso privilegio), potrebbero essere migliori se dovessero affrontare la vita soli, senza tutte quelle truci scorte e scolte che, a me, fanno tanto pensare ai "Bravi" di Don Rodrigo di manzoniana memoria.
Legittima domanda, in riferimento alla foto che fa da spunto a queste breve riflessione: Chissà la merda chi la raccoglie? Domanda più che legittima, visto che - secondo le ordinanze sindacali dei diversi Comuni d'Italia ad un normale cittadino a passeggio con il suo cane è richiesto di rimuovere gli escrementi del suo amico a quattro zampe.
Risposta: quello, dato il contesto, non è un problema che riguardi il personaggio in effige nella foto, così come qualsiasi altro politico che, sotto scorta, porti a passeggio il suo cane: i politici non vivono vite normali, ma fanno di tutto per potere imprimere ad ogni atto della propria vita - anche privato -  il privilegio del proprio rango.
Forse, nel caso specifico, la merda sarà lasciata sul posto, a beneficio delle suole dei passanti, dei normali cittadini. Oppure saranno gli agenti di scorta a rimuoverla: ma forse no, perchè altrimenti scatterebbero delle rivendicazioni sindacali.
Invece, vorremmo vedere dei politici che abbiano il coraggio di essere "normali". Come accade in paesi europei di ben altra tradizione democratica, in cui i politici vanno al lavoro in bici e si fermano, strada facendo, a dialogare molto alla mano con i cittadini e stringono le mani senza che ci sia la vigilanza delle guardie del corpo.

Ed essere normali significa in primo luogo abbattere qualsiasi forma di privilegio e trasformarsi nei primi servitori di tutti e, quindi, pronti e disponibili a fare qualsiasi cosa facciano - nelle loro di vite di merda - i normali cittadini.
Soltanto così, forse, coloro che ci governano potrebbero meritare il nostro rispetto.

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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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