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26 dicembre 2012 3 26 /12 /dicembre /2012 11:01

Le-porte-dell-inferno.png(Maurizio Crispi) "Le Porte dell'inferno" di Lincoln Child (Rizzoli, 2012; titolo originale: The Third Gate),  è un romanzo avventuroso con sfumature paranormali e thriller. Lincoln Child fa parte del tandem Preston-Child, autori di numerosissimi romanzi di successo (spesso - a mio modo di vedere - impropriamente catalogati come horror o thriller, a seconda dei casi), alcuni dei quali hanno come protagonista l'agente FBI con licenza speciale Aloysius Pendergast.
Solitamente con una frequenaza annuale, esce un nuovo romanzo della premiata ditta, mentre ciascuno dei due pure con cadenza annuale prpduce un nuovo romanzo. Ma anche nel caso dei romanzi scritti individualmente, si riconosce il marchio di fabbrica del duo Preston-Child.
I due sono formidabili affabulatori e confezionano storie che hanno una forte componente avventurosa (che in taluni casi si tinge di horror, di occulto oppure di cromatismi in stile thriller).
Ma si tratta sempre di storie consolatorie, perchè il Bene il più delle volte finisce con il trionfare sulla cupidigia, sulla mancanza di senso di responsabilità dello scienzato di turno o dell'avido cercatore di tesori perduti.
Nelle loro storie ci sono civiltà dimenticate, ricchezze sepolte, i grandi misteri dell'archeologia, le sfide della scienza, i viaggi in luoghi poco esplorati e ancora irti di pericoli...
E, sempre, la formula narrativa si sviluppa a partire da un'enunciato da cui si dipana una ricerca o un viaggio che conducono i protagonisti a dipanare il mistero, a fare delle scoperte meravigliose e a confrontarsi con entità malevole oppure con personaggi ostili accecati dalla cupidigia, sino all'epicrisi finale.
Il più delle volte - come si è detto - il Bene finisce con il trionfare sul Male e i personaggi principali riescono ad uscire indenni dall'avventura: in genere gli eroi "positivi" sopravvivono (anche se ogni tanto qualcuno perde la vita), mentre i cattivi muoiono (ma qualcuno sopravvive, perchè così potrà ricomparire in una successiva avventura). Il più delle volte viene offerta, dei fenomeni misteriosi esposti, una spiegazione scientifica e razionale, anche se non sempre tutto è perfettamente comprensibile con le sole categorie della razionalità e rimangono, quindi, dei margini di mistero ed inquietudine.
La struttura narrativa è, dunque, consolatoria e di puro intrattenimento.
La collocazione ideale di questi romanzi, in una libreria, sarebbe accanto a quelli di avventura e di viaggio: non sfigurerebbero affatto accanto alle storie di Jules Verne e di Emilio Salgari. Io li adoro: appena esce uno dei volumi di Richard Preston e Lincoln Child, io sono subito pronto ad acchiapparlo al volo e lo leggo - anzi lo divoro - ancora fresco di stampa: immergermi in questi romanzi mi riporta al periodo spensierato delle letture della tarda infanzia e della prima adolescenza.

sudan-sudd01.jpgMa cosa accade in questo romanzo? Tutto ha  inizio quando una squadra di archeologi diretta dal famoso esploratore Porter Stone cerca di individuare la tomba di un faraone diverso da tutti gli altri, a metà tra la storia e la leggenda che, rispondente al nome di Narmer, potrebbe aver unificato sotto il suo regno il Basso e l’Alto Egitto, nel remoto 3200 a.C e, per alcuni versi considerato un antesignao dei riti funerari che poi portarono alla costruzione delle grandi Piramidi.
La spedizione archeologica di Stone ha la sua base operativa nel cuore del Sudd, una regione paludosa del Sudan settentrionale che si forma da un impigrimento delle correnti del Nilo, una regione impenetrabile e di difficile esplorazione, di vastissime dimensioni, descritta da Alan Moorehead  nel suo "Il Nilo Bianco" (pubblicato in lingua italiana da Garzanti nel 1962) e qui rielaborata per esigenze narrative. Porter, mosso dalla sua forte ambizione e dalla necessità di essere all'altezza dell'aura di rispettabilità che circonda ogni sua esplorazione, dopo aver superato i difficili ostacoli posti da una natura da incubo e aver perso alcuni componenti della spedizione in strani incidenti che più che semplici sabotaggi parrebbero gli effetti inquietanti di un'antica maledizione, ritiene di aver individuato la tomba dove spera di trovare la fantomatica corona “doppia” dei due Egitti, che si ritiene dotata di poteri straordinari..
Prima di penetrare all’interno della tomba e per fare luce sulle morti innaturali avvenute tra gli esploratori, egli richiede l’intervento dell'enigmologo Jeremy Logan, un docente di Storia Medievale che è anche esperto di fenomeni inspiegabili, una sorta di "ricercatore dell'occulto"; con lui arriva anche l’amico Ethan Rush, esperto nel campo di esperienze di pre-morte, la cui moglie viene da un'inquietante esperienza di quasi-morte e che, a causa di ciò, è in condizione di connettersi in uno stato di trance indotto con presenze occulte.
Tutto fa pensare che stiano andando in scena dei fenomeni occulti che hanno a che vedere con un'antichissima maledizione e che, ovviamente, si riconettono all'aura di mistero e di fatti strani e perturbant che fecero seguito all'apertura della sepoltura di
Tutankhamon, fatti dai quali presto scaturì sia l'idea della maledizione resa operativa dalla profanazione delle sepoltura sacrali degli antichi Faraoni, a partire da quella divenuta la più celebre di tutte, sia la rappresentazione della "Mummia" come orrido revenant.


 

Dal risguardo di copertina. Nell’inferno del Sudan settentrionale, nel cuore del Sudd, alle origini del Nilo, tra paludi infestate di zanzare e vegetazione impenetrabile, il noto archeologo Porter Stone è sulle tracce della tomba del faraone Narmer (il primo Faraone dell'Egitto unificato).
Ma la natura non è l’unica insidia: strani incidenti ostacolano la ricerca e i membri della spedizione cominciano a morire in circostanze drammatiche. Jeremy Logan, docente di Storia medievale, sensitivo ed enigmologo esperto di fenomeni inspiegabili, raggiunge il gruppo di esploratori nel tentativo di indagare le cause dei decessi. Con lui c’è l’amico Ethan Rush, che dirige un centro segreto per gli studi sui poteri psichici acquisiti dalle persone sopravvissute a un’esperienza di pre-morte. Cupe leggende circondano la tomba e le tre porte che conducono al suo interno: e quando il sepolcro verrà riaperto, i segreti che cela si riveleranno ancora più scioccanti di quanto immaginato. Logan dovrà scoprire a cosa serve il misterioso macchinario ritrovato nella camera più interna, forse usato proprio per esperimenti sulla pre-morte: ma qual è il legame con gli strani avvenimenti che hanno ostacolato gli scavi? Con Le porte dell’inferno, Lincoln Child crea un nuovo, intrigante protagonista, mescolando thriller, avventura e paranormale come solo un vero maestro della suspense può fare.
 

 

 

Nota bio-bibliografica. Lincoln Child, nato nel 1957 a Westport nel Connecticut, laureato, ha lavorato per vari anni nel campo dell’editoria ed è uno dei più affermati autori americani di thriller, regolarmente ai primi posti delle classifiche.. Autore di numerosi romanzi scritti a quattro mani con Douglas Preston, è anche autore unico di romanzi che, comunque, ricadono negli stilemi della premiata ditta Preston-Child, anche se con una coloritura più intensamente avventurosa.
I suoi techno-thriller e romanzi dell'orrore sono regolarmente ai primi posti delle classifiche.

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Published by Maurizio Crispi - in Letture
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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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