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12 luglio 2013 5 12 /07 /luglio /2013 11:55

Con (Maurizio Crispi) Con Le Brigate Fantasma, (Gargoyle, Collana Extra, 2013) John Scalzi ci propone un nuovo, elegante, tassello della saga spaziale, iniziata con "Morire per vivere" (vedi su questo blog: Con "Morire per vivere" un bel rilancio della Narrativa d'Anticipazione).
Le forze coloniali della Terra sono insidiate da un accordo clandestino tra aggressive ed imperialistiche popolazioni aliene, di cui una è ufficialmente alleata dei Terrestri.

Questa nuova alleanza prepara quindi un piano segreto per prendere le forze coloniali alla sprovvista e colpirle quando sono più vulnerabili. I piani d'attacco sono resi possibili dal voltafaccia inspiegabile di Charles Boutin, uno scienziato che ha lavorato al lungo nel perfezionare il progetto per costituire l'interfaccia tra i cloni che costituiscono il nerbo delle forze terrestri, il Brain-Pal (l'intelligenza artificiale che li coordina) e gli stampi del cervello preesistente riformattato nel nuovo supporto organico (con il bagaglio di conoscenze acquisite nella vita da umani e la traccia delle precedenti personalità che gli uomini cooptati possedevano prima del processo di trasformazione).
Unico modo per comprendere i piani del traditore, scomparso dopo aver messo in scena un finto suicidio, è quello di creare un nuovo clone con la sua personalità, in attesa che ricordi affiorino per cogliere degli indizi utili a rintracciarlo e a capire cosa intenda fare e soprattutto perché abbia preso a odiare gli uomini sino al punto di tradirli ed di esportare le loro stesse tecnologie ai nemici.
Sarà Dirac, neo-clone e super-soldato aggregato alle cosiddette "Brigate Fantasma", creato dalla traccia delle personalità di Boutin e divenuto - grazie al riemergere dei ricordi - suo alter-ego, ad assumere il ruolo di chiave di volta di questo progetto.
Il romanzo è avvincente, perché, a differenza del primo, non è giocato sulle fantasmagorie spaziali o sull'elaborazione tecnologica del nuovo avveniristico progresso, ma piuttosto sulla psicologia dei personaggi e, soprattutto, contiene una forte ed intensa riflessione sul libero arbitrio, sulla scelta e sulla responsabilità.
E si tratta di una storia con un bel finale a sorpresa e non scontato, che molto richiama le belle pagine sulla Robotica scritte da Isaac Asimov.
In un periodo in cui la SF ristagna perchè sembra di non avere nulla di nuovo da dire, John Scalzi ci ha regalato un altro superbo romanzo.

(Sintesi del romanzo, dal risguardo di copertina) Le Brigate Fantasma: un gruppo di soldati superumani, forti, agili e amorali. Tre razze aliene alleatesi per annientare l'umanità. Charles Boutin: uno scienziato che collabora col nemico per tradire la sua stessa specie. Quando le Brigate Fantasma apprendono che lo scienziato si è suicidato dopo aver per la prima volta nella storia trasferito la sua coscienza all'interno di un computer, decidono di impiantare la mente di Boutin in quella del supersoldato Jared Dirac per sventare l'attacco. Il piano prende una piega inaspettata quando Dirac inizia a ricercare la propria identità e a comprendere le ragioni del tradimento dello scienziato. La minaccia però è alle porte: i nemici dell'umanità non si accontenteranno di infliggere una semplice disfatta militare.

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Published by Maurizio Crispi - in Letture
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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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