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23 agosto 2011 2 23 /08 /agosto /2011 19:19

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Ritorna nel grande schermo Conan il Cimmero, l'eroe fantasy partorito dalla fervida penna dello scrittore texano Robert E. Howard.

La saga di Conan ha appassionato milioni di lettori e di spettatori, sia nella forma narrativa, sia nella saga a fumetti (e nel cinema d'animazione) sia nel cinema con i due film che hanno visto come protagonista Arnold Schwarzenneger.

Il primo dei due film, Conan il Barbaro, diretto da John Milius uscì nel lontano 1982, subito seguito a distanza di poco (1984) da Conan il distruttore che, tuttavia, senza la regia di John Milius perse gran parte dell'appeal.
I film si ispirararono, come è noto, al personaggio fantasy Conan il Barbaro, ideato dal tormentato scrittore texano Robert Ervin Howard (1906-1936) le cui avventure furono ospitate, al suo esordio, sulle pagine di Weird Tales sin dal 1932 e si arricchirono velocemente di una serie di episodi, tutti ambientati nella cosiddetta Era hyboriana, per Howard intermedia tra la distruzione di Atlantide e la nascita delle civiltà classiche.

Howard va considerato a tutti gli effetti uno degli iniziatori della narrativa Fantasy, in cui l'abilità dello scrittore sulla base delle suggestioni proveniente dalla conoscenza della mitologia nordica e dell'antichità classica latina e greca (anche se in minore misura)era quello di costruire coerentemente mondi e società "alternative" afferenti ad ipotetici passati dell'umanità, con tutto il necessario corredo di riti, miti, consuetudini sociali.
Conan detto anche il Cimmero (in quanto proveniente dalle nordiche terre di Cimmeria), destinato ad diventare un potente guerriero perchè nato in battaglia tra spargimenti di sangue, clangore di spade e lamenti dei morenti, affrontando nelle sue peregrinazioni, maghi e altri guerrieri votati al Male, contando solo sulle proprie forze e sul filo della propria spada, trionferà sempre anche quando tutto sembra essere perduto, diventando alla fine re di "Aquilonia".
La narrativa di Howard, fervido affabulatore, fu molto plasmata dall'influenza di H. P. Lovecraft (il "visionario di Providence") e ciò è evidente soprattutto nello schema delle storie della saga, in cui Conan si trova puntualmente a combattere contro entità antiche e poteri terrifici che maghi, stregoni o guerrieri assetati di potere e ambiziosi, vogliono ridestare per i loro fini. Conan è ogni volta il salvatore del mondo dall'assalto di queste entità che, liberate da incantesimi ed esorcismi (non a caso, la saga di Con apre la via ad un filone della narrativa fantasy, definito "Sword and Sorcery"), per alcuni versi, sono paragonibili ai "grandi antichi" di Lovecraft (e in particolare a quelli descritti nel grande ciclo di Chthulu).

Conan-Weird_Tales_August_1934.JPGLa  Sword and Sorcery (abbreviato S&S, letteralmente significa "spada e stregoneria") è un sottogenere della narrativa fantasy caratterizzata da intrepidi eroi in conflitto violento contro una varietà di cattivi, principalmente maghi, streghe, spiriti malvagi ed altre creature sovrannaturali. Questo sottogenere ha radici antiche, come molta della fantasy, trae ispirazione dalla mitologia ed epica classica, come l'Odissea di Omero, ma i suoi progenitori immediati sono i romanzi di cappa e spada di Alexandre Dumas (I tre moschettieri (1844), ecc.) e di Rafael Sabatini (cioè, Scaramouche (1921), a loro volta discendenti della commedia dell'arte italiana) - sebbene in questi manchi l'elemento sovrannaturale - e nei primi romanzi di fantascienza come Il Serpente Ouroboros (1922) di E. R. Eddison o La Fortezza Inespugnabile, se non da Sacnoth (1910) di Lord Dunsany. Inoltre molti dei primi scrittori di sword-and-sorcery, come Robert E. Howard e Clark Ashton Smith, furono molto influenzati dai racconti orientali delle Mille e una notte, le cui storie di mostri magici e stregoni malvagi esercitarono una profonda influenza sul genere. Ma la sword-and-sorcery vera e propria inizia nelle riviste pulp, principalmente Weird Tales.

Tuttavia se i mostri maligni e gli esseri antichi, orrorifici e temibili, non sono descrivibili gli stregoni empi e i guerriri empi sono tangibili e proprio per questo Conan li può affrontare e quindi ucciderli con il filo della sua spada.
All'esordio della saga cinematografica, il personaggio di Conan venne affidato all'attore di origine austriaca Arnold Schwarzenegger, che proprio con questo film - e, allora, al culmine della sua carriera di body builder - iniziò a farsi conoscere dal grande pubblico in questo ruolo che lo lanciè in modo deciso nel mondo dello star system consacrandolo tra le icone dei “bad ass” più celebri della storia del cinema.
E' stato per questo che ci siamo abituati ad associare l'icona di Conan al volto di Schawarzenneger.
Dal 18 agosto 2011 il guerriero cimmero è tornato nelle sale cinematografiche con Conan the Barbarian 3D (con la regia di Marcus Nispel), ma questa volta i muscoli sono quelli di Jason Momoa.
Gli aficionados della saga cinematografica di Conan sono andati a vederlo con una certa perplessità, restii ad abbandonare la propria incondizionata fiducia ed ammirazione nei confronti del Conan interpretato dal grande Armold, tanto da indurre alcuni siti web specialistici ad attivare dei sondaggi di preferenza tra Arnold Schwarzenegger o Jason Momoa (il nuovo Conan)
A mio parere, il regista è stato bravo perchè, anzichè fare un film "fotocopia" dei due precedenti, ha proposto una storia del tutto nuova, con personaggi diversi (a parte Conan), raccontandoci molto più ampiamente anche dell'infanzia di Conan e della sua formazione come guerriero, forgiato attraverso il passaggio per tragiche esperienze e da lunghi anni di schiavitù.
A parte i muscoli (forse Schwartznegger ne aveva di più, ma è difficile quantificare anche perchè nell'arco degli ultimi 30 anni i procedimenti per acquisire grosse masse muscolari sono pofondamente cambiati e, quindi l'assetto fisico di un culturista degli anni '80 e ben diverso da quello di uno contemporaneo) io direi che questo Conan the Barbarian (Jason Momoa) riesce ad essere selvaggio e violento, quasi animalesco e ferino nella sua furia guerriera, perfettamente a suo agio nel ruolo che gli è stato assegnato.

Sì, il film sembrerebbe ben riuscito e credo che in nessun passaggio potrebbe suscitare nello spettatore scafato la nostalgia del vecchio Conan.
Certo, i tempi sono cambiati: qui, prevale maggiormente la cifra dell'azione violenta e incalzante, condita di numerosi effetti speciali (vedi, ad esempio, la lotta con gli uomini di sabbia) ed anche, in omaggio alla sensibilità odierna, di effetti splatter con zoomate su mani e arti recisi, spargimenti di sangue a fiotti et similia.
Ma, qui c'è anche una dimensione ancora più ariosa del viaggio e dell'avventura, con spostamenti in luoghi diversi alcuni dei quali adombrano l'antica Grecia, ma anche gli empori d'Oriente, con repentini passaggi dai ghiacci del Nord alle steppe desertiche ai grandi bracci di mare.
Si noterà che il film, benché made in USA, è stato girato per gli esterni tra Bulgaria e Romania, con una troupe che, se si guardano attentamente i titoli di coda, è in gran parte costituita da personale rumeno e bulgaro.
Insomma, lo spettatore esce sicuramente soddisfatto dall'aver visto un simile film, poichè sin dagli inizi della proiezione si rende facilmente conto di non essere di fronte ad un semplice film fotocopia, ma di fronte alla sforzo creativo di un regista, che, senza sentirsi imbarazzato dall'antecedente storico ingombrante, ha cercato, riuscendoci, di narrare una sotira che avesse una sua dignità espressiva e piena autonomia rispetto ai due precedenti lungometraggi.




arnold-schwarzenegger-conan-the-barbarian-c10102051.jpeg(Marco Chiani, venerdì 19 agosto 2011, www.mymovies.it). Se l’aitante e semiesordiente Jason Momoa in Conan the Barbarian riuscirà a far dimenticare la tipizzazione mono-espressiva eppure perfetta di Arnold Schwarzenegger nel capolavoro firmato John Milius sarà solo il pubblico a deciderlo. Intanto, la nuova versione cinematografica che Marcus Nispel ha diretto basandosi su una sceneggiatura ispirata al ciclo letterario di Conan il Cimmero ha il merito di togliere la polvere da un personaggio di indiscutibile fascino, tant’è sospeso in un tempo senza storia in cui la magia, il sangue, lo scontro fisico e il contatto con l’avventura si rivelano in tutta la loro forza primigenia. Scaturito dalla penna del tormentato scrittore texano Robert Ervin Howard (1906-1936), il barbaro più famoso del grande schermo compare per la prima volta nel 1932 sulle pagine di "Weird Tales", la mitica rivista mensile dedicata al fantastico su cui scrisse lo stesso Lovecraft. Per i lettori è una folgorazione.
Come pochi altri autori, infatti, Howard riesce a creare intorno a quella creatura dal fisico scultoreo e dalla calma latitante un vero e proprio mondo, o meglio un’epoca incerta cui dà il nome di Era Hyboriana e che immagina tra l’affondamento di Atlantide e il fiorire delle civiltà conosciute. Pur avendo le sue radici nel romanzo cavalleresco, Conan ha in sé caratteristiche che vanno ben oltre il codice di comportamento dei condottieri classici, vivendo di furti, ribellioni e comportamenti molto al di fuori dagli schemi imposti. Più un anti-eroe che un eroe insomma, pochi dubbi in proposito. Siamo di fronte ad un ribelle che segue pochi, ma solidi precetti, ad un guerriero quasi invincibile con una donna ad ogni porto, ad un uomo tormentato in un paesaggio oscuro, segnato da asfissianti spirali di morte e violenza.
Prima di altri più celebri scrittori è proprio il papà di Conan a dare inizio ad una narrativa dai tratti assai peculiari che i critici hanno chiamato Heroic Fantasy o più chiaramente Sword & Sorcery, cioè spada & magia. Strano a dirsi, ma nonostante la grande carica delle sue pagine, l’opera howardiana ha avuto un rapporto discontinuo con la settima arte. Oltre al terzetto di film interpretati nei primi anni Ottanta da Schwarzenegger – Conan il barbaro (1982) di Milius, il bambinesco Conan Il distruttore (1984) e il fiacco Yado (1985), entrambi diretti da Richard Fleischer – bisogna aspettare i tardi Novanta per vedere un'altra delle sue creature su grande schermo nel trascurabile Kull il conquistatore (1997), ispirato ai libri dedicati a Kull di Valusia. Va meglio, invece, con l’inventiva, ma sfortunata messa in immagine di Solomon Kane (2009) in cui James Purefoy, che già in campo medio sembra Hugh Jackman, presta le sue fattezze all’altra grande invenzione dello scrittore: un guerriero puritano che ha conti in sospeso addirittura con il diavolo in persona…


Conan-the-Barbarian-HP-Jason-Momoa.jpgLa recensione di www.mymovies.it. Un rigido fantasy che recupera fasti e convenzioni del genere epico (Marzia Gandolfi)
Conan ha visto la luce nel sangue della battaglia. Orfano di madre è stato allevato dal padre, fiero guerriero cimmero, che lo inizia al segreto della spada e dell’acciaio. Unico sopravvissuto al saccheggio del suo villaggio e testimone impotente della morte del padre, Conan è determinato ad avere vendetta. Diverse imprese e anni dopo, il ragazzo è diventato uomo ed è finalmente sulle tracce di Khalar Zym, il volgare assassino del suo genitore che ha ricomposto la maschera di Acheron per ottenere potere e immortalità. Lo asseconda diabolicamente la figlia Marique, strega letale che pratica la magia nera e cerca una giovane donna dal sangue puro da sacrificare sull’altare del delirio paterno. Spetterà all’audace barbaro salvare la candida sacerdotessa e sprofondare nell’abisso il malvagio Khalar Zym.
A colpi di spada ritorna sugli schermi il celebre barbaro nato dalla penna di Robert Ervin Howard negli anni della Grande Depressione. Eroe longevo dell’heroic fantasy, Conan trovò vendetta e gloria al cinema nell’interpretazione di Arnold Schwarzenegger, che puntò al cielo degli dei corazzandosi fino a mutare la carne in acciaio. Ventinove anni dopo sono i muscoli ben oliati di Jason Momoa a solcare il cielo mitologico dell’Era Hyboriana e a rinnovare l’appeal del barbaro Conan. Archiviato il cubismo muscolare di Schwarzenegger e il panteismo epico di John Milius, Conan – The Barbarian è una rivisitazione di un classico che procede lungo la strada della citazione-allusione ma nondimeno inventa nuovi personaggi, eventi e relazioni declinandoli nell’epoca storica e nel luogo geografico dei racconti originari. Recuperando i fasti e le convenzioni del genere epico-mitologico, il fantasy di Marcus Nispel rimette al centro del racconto l’eroe assoluto che abita un mondo immaginario e rigidamente manicheo, che vive e ama appeso a una lama rossa di sangue, impugnata per fare scempio di re malvagi, spettri reali e mostri ancestrali. Dentro una geografia ideale, disegnata su una mappa presentata nei titoli di apertura, e dentro una geografia umana, brulicante di nani, giganti, schiave lascive o sacerdotesse castissime, si svolge l’avventura umana di Conan, colpito personalmente dal cattivo di turno, le cui azioni precedono da sempre quelle del buono, giustificandone la violenza. Pervaso da un respiro ‘democratico’ (la liberazione degli schiavi e dei condannati ai lavori forzati), il Conan di Nispel, già creatore di guerrieri vichinghi (Pathfinder) e riesaminatore di invincibili psychokillers (Non aprite quella porta, Venerdì 13), miscela agilmente divertimento e azione senza raggiungere la maestosa epicità delle battaglie di Jackson (Il signore degli anelli). Se a mancare è il coinvolgimento emozionale, i personaggi si fermano all’epidermide, l’aspetto senz’altro più godibile è il gusto per il dettaglio esaltato dalla tridimensionalità e dall’altissima tecnologia, che frantuma le ossa e fende la carne investendo verosimilmente occhi e orecchie dello spettatore.

Scheda del film
Un film di Marcus Nispel.

Con Jason Momoa, Rachel Nichols, Stephen Lang, Rose McGowan, Saïd Taghmaoui, Ron Perlman, Leo Howard, Steve O'Donnell, Raad Rawi, Nonso Anozie, Bob Sapp, Milton Welch, Katarzyna Wolejnio, Bashar Rahal, Raw Leiba, Stanimir Stamatov, Shelly Varod, Raicho Vasilev
Titolo originale Conan the Barbarian. Azione, durata 105 min. - USA 2011

 

 

Approfondimenti

 

Conan il film in Wikipedia

 

Conan in wikipedia

 

Videoclip

 

 


 

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Published by Maurizio Crispi per Frammenti e Pensieri Sparsi - in Cinema
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DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

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