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18 dicembre 2012 2 18 /12 /dicembre /2012 09:55

chiamate-a-freddo.jpg(Maurizio Crispi) I personaggi di Jason Starr  sono il più delle volte degli autentici debosciati, anche se tutti partono da una struttura di base da "mezze calzetta", soggetti che non riescono ad emergere da una vita anonima e fallimentare o che sono condannati ad una condizione di mediocrità. Questi stessi personaggi, per circostanze di vita, spinti dal caso o dalla necessità, uccidono e commettono "a freddo" le peggiori nefandezze, trovando sempre nel loro agire tutte le possibili giustificazioni.
Procedono nelle loro azioni crudeli da "sociopatici", immettendosi in una spirale di eventi a catena che diventano rapidamente incontrollabili, sulla base del principio che il battito di ali di una farfalla genera a distanza di migliaia di chilometri un terremoto, ma questi personaggi sono insensibili alle conseguenze, poichè pensano solo a se stessi.
In un ceerto senso i personaggi metropolitani di jason Starr sono il paradigma della manifestazioni di violenza efferate che si verificano sempre più di frequente e che portano, in alcuni casi, ai casi di "mass murder" di cui si sente parlare nella cronaca e che scuotono la coscienza della Nazione in cui si verificano (vedi il caso accaduto in Svezia o il recente caso veirificatosi nella cittadina di Newtown, Connecticut, negli USA).
Detto questo, il romanzo "Chiamate a freddo" ("Cold caller", in lingua originale), pur rispondendo al clichè che si riscontra anche negli altri romanzi di Starr, si legge in un batter d'occhio, perché è scritto in una prosa avvincente che strega, spingendolo ad andare avanti per scoprire tutto l'orrore generato dalla mediocrità del protagonista, sino alla tragica conclusione. 
Ne leggi la prima pagina e rimani incollato al testo sino alla fine, anche se non trovi una ragione, né un senso alle azioni crudeli che si dipanano: non c'è nemmeno il pentimento possibile, come in Delitto e Castigo di Dostojevski, né la confessione per senso di colpa, come disse Freud interpretando il testo letterario del grande scrittore russo. Si direbbe quasi una rassegna sulla "banalità del male" post-moderno, che scaturisce prima ancora che dalla diffusione delel armi da fuoco, dalla cultura dei videogiochi violenti e del culto narcisistico e assertivo dell'individuo che, agendo come monade, del tutto libera da vincoli sociali ed istituzionali, può facilmente trasformarsi in una scheggia impazzita che uccide e distrugge tutto ciò che ha intorno.



Dal risguardo di copertina. Upper East Side, Manhattan: il quartiere dei colletti bianchi, dove se non sei un avvocato o un medico non sei nessuno. Bill Moss è solo un addetto al telemarketing per una delle tante società del sottobosco della Big Apple e annaspa per restare a galla nell'inferno quotidiano di una città sbranata dalla competitività. Frustrato nelle aspettative da un lavoro che non gli risparmia umiliazioni, con una fidanzata più in carriera di lui, un amore che va consumandosi come un conto alla rovescia, e la fantasia repressa di donne volgari e pronte a farsi dominare, Bill Moss è una bomba caricata a mille, pronta a scoppiare. Così, quando finalmente Ed, il suo capo, gli propone una promozione, Bill vede la luce alla fine del tunnel. Ma gli artigli del destino sono in agguato. Durante un controllo casuale, Ed scopre qualcosa di marcio nella vita di Bill, che potrebbe catapultarlo verso l'incubo del licenziamento. C'è solo un modo per risolvere la questione, un modo che ha lo stesso sapore ferroso del sangue.
 

 

 

Jason StarrNota biobliografica. Jason Starr è nato nel 1966 a New York, dove vive attualmente con la moglie e la figlia. Scansata una laurea in economia all’università di Binghamton, si è dedicato completamente alla scrittura. Autore di sceneggiature teatrali, ha scritto per diverse compagnie Off-Off Broadway. Affascinato da Jim Thompson, Elmore Leonard e Cornell Woolrich, si è ispirato alla vecchia scuola degli autori noir, esordendo nella narrativa con Chiamate a freddo (Meridiano zero, 1999), acclamato da Publishers Weekly come un romanzo "nella grande tradizione di James Cain".

I suoi libri sono tradotti in sei lingue.

 

Visitate il sito di Jason Starr

 

Titoli pubblicati da Meridiano Zero (ora confluita in Odoya)

 

Chiamate a freddo

Piccoli delitti del cazzo

Niente di personale

Cattivi pensieri a Manhattan

 

 

Leggi anche: In "Piccoli delitti del cazzo", le avventure grottesche e tinte in noir di un giocatore d'azzardo in picchiata verso la rovina

Jason Starr, Chiamate a freddo, Meridiano Zero, 2000 (tit. originale: Cold caller, traduzione di Fabio Zucchella)

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Published by Maurizio Crispi - in Letture
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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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