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1 gennaio 2013 2 01 /01 /gennaio /2013 07:39

Cap d'Agde. Oasi di Libertinaggio naturista. Sulle tracce di Houellebecq (Cap. 4°). Le scorie di un giorno trascorso sotto l'impero dei demoni meridiani

Sull’imbrunire, quando il tratto di spiaggia riservato ai libertini si va svuotando dai bagnanti meno libidinosi (o di quelli che ne hanno già avuto abbastanza) che, alla spicciolata, si sono incamminati lungo la battigia in direzione del grande anfiteatro di Heliopolis, dando vita ad una multicolore processione, si formano dei corposi capannelli di ritardatari, non ancora sazi del doppio ruolo di performer/osservatori.

Allora, può capitare di scorgere da lontano il formarsi repentino di gruppi di trenta-quaranta persone raccolte in formazioni circolari,  i corpi a così stretto contatto che - ancora una volta - se ne trae l’impressione di vedere - nella distanza –  dei giganteschi sincizi o delle strutture ameboidi fluttuanti.

Ci si chiede, osservando queste scene nel loro insieme, cosa stia accadendo e, mossi dalla curiosità ci si muove in quella direzione.

Non è facile capire - di primo acchitto -, perché c’è un muro fitto di corpi assiepati. 
Tutti nudi, ovviamente.

Guadagnando terreno a fatica e allungando il collo per superare con lo sguardo la cortina di carne, natiche e schiene, si riesce a capire meglio: si tratta di un happening più tosto, decisamente.
Alcuni si infilano a carponi, strisciando tra le gambe degli astanti per poter sbirciare cosa accade nel mozzo della grande ruota umana.

Al centro di ogni capannello c’è un piccolo spazio vuoto.

In uno ci sta una donna, che se ne sta in ginocchio con un’espressione rapita e gli occhi chiusi, manipolando con energia tutti i cazzi eretti che riesce ad acchiappare. Li acchiappa e li masturba, veloce ed efficiente, a tratti li succhia anche, portandoli rapidamente al climax con uno schizzo finale che, ogni volta, asperge il suo corpo e il suo volto. Lo sperma le cola addosso sul volto, sulle mammelle, sull’addome.

Gli uomini in prima fila, man mano che si svuotano, si fanno da parte, lasciando spazio a quelli che premono da dietro; non c’è ressa, non c’è calca, ma solo paziente attesa del proprio turno.
All'esterno del sincizio ci sono anche delle coppie che si eccitano guardando e non è raro che la donna, rapita, scivoli in ginocchio per cominciare a succhiare il membro del suo compagno o che accetti le advance di chi le sta accanto e che tenta di coinvolgerla ad un più intimo contatto , carezzandole il seno o toccandole le natiche.

Cap d'Agde. Oasi di Libertinaggio naturista. Sulle tracce di Houellebecq (Cap. 4°). Le scorie di un giorno trascorso sotto l'impero dei demoni meridianiÈ quasi religioso il silenzio con cui l’intera situazione va avanti: nessuno proferisce parola.

Una sorta di surreale catena di montaggio…

E la cosa va avanti sino a che la giovane donna al centro delle attenzioni e dispensatrice di piacere si rimette in piedi, un po’ traballante, un po’ stordita e, ringraziando tutti, si fa strada nella calca, dirigendosi con le sue nudità colanti sperma verso il mare per immergersi e compiere dei lavacri.  

Al centro di un altro dei capannelli, invece, ci sta una donna in piedi, fronteggiata da un uomo anch’esso nudo, il suo partner probabilmente

La donna afferra i cazzi e li masturba. Stessa modalità di prima: qualcuno in prima fila, di tanto in tanto, la tocca, le infila le dita nella vagina, le titilla il clitoride. Il partner sembra avere una funzione di “guardiano”, “custode”, o anche di “supervisore”: se è il caso, disapprova sulla base di un suo personale, indecifrabile, criterio e con un cenno fa capire che non è il caso di proseguire. E immediatamente il “toccatore” recede, accontentandosi della posizione che ha conquistato nella prima fila per accedere al privilegio della dionisiaca masturbazione. Quando il “guardiano” identifica un manipolatore di suo gradimento lo lascia fare. La donna manipolata sempre più a fondo comincia a tremare  e ad ansimare, finché non esplode in un orgasmo che sembra interminabile e che la rende tremante ed incerta sulle gambe; ma, per tutta la durata del suo orgasmo, continua a manipolare i cazzi che esplodono in solenni sborrate sulle sue cosce e sul suo ventre. Quando le ondate esplosive dell’orgasmo si placano, anche questa donna, ringraziando (Merci, Merci!) si divincola e uscendo dal cerchio degli ignudi, va a tuffarsi in mare.

Queste situazioni sembrano appartenere al genere gang bang[1], uno stile gang bang spontaneo e ruspante, anche se limitate alla masturbazione e alla fellatio, con qualche estensione al genere bukkake, ma è incredibile e strano vederle accadere: l’effetto è straniante, come vedere trasposta nella realtà la sequenza di un film porno-hard di genere. C’è da chiedersi quanto l’esposizione ai film a luci rosse, in internet o nei DVD per visione domestica non abbia plasmato l’immaginario dei performanti, spingendoli a riprodurre nella realtà ciò che hanno più volte visto  nello schermo del televisore di casa o nel monitor del PC.

Cap d'Agde. Oasi di Libertinaggio naturista. Sulle tracce di Houellebecq (Cap. 4°). Le scorie di un giorno trascorso sotto l'impero dei demoni meridianiUn po’ discosto, vicino al limitare della macchia mediterranea, ci sono due tipi strani, un uomo e una donna, perciati e un po’ punk, circondati da un branco di maschi dall’aspetto maghrebino: quest’ultimi e il partner maschile della coppia parlamentano e parlano fitto: sembra che vogliano convincerlo a fare sesso mentre loro stanno a guardare.

Stanno a lungo a confabulare finché i due iniziano degli approcci sotto l’occhio attento dei maschi che si fanno stretti e iniziano a masturbarsi. Il tipo della coppia, quando gli approcci con la sua donna si fanno più decisi,  inala una fiala di popper per accrescere il livello di eccitazione e la potenza del climax.

In generale, si può dire che l’eccitazione e l’atmosfera elettrica che pervadono il popolo della spiaggia durante le ore del giorno si spiegano sia per via della continua esposizione a scene di sesso estemporaneo che si possono osservare a macchia di leopardo in qualsiasi momento, ma sempre più frequentemente man mano che il giorno va avanti (un’esposizione che sconfina insensibilmente nella sovra-esposizione), sia per il fatto che, man mano,  si fanno incontenibili e debordanti - in alcuni - l’attesa (e il desiderio) di poter essere coinvolti in scene di sesso di gruppo.
E’ così che,  verso sera, appunto si possono osservare questi teatrini più spinte, proprio perché rimangono ad indugiare le persone più disponibili in questo senso: una sorta di distillato della libidine dell’intera giornata di sole e sesso, il risultato dell'implacabile azione dei demoni meridiani.

 

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Note

Cap d'Agde. Oasi di Libertinaggio naturista. Sulle tracce di Houellebecq (Cap. 4°). Le scorie di un giorno trascorso sotto l'impero dei demoni meridiani[1] Il termine gang bang si usa per designare una pratica sessuale con rapporti uno-molti in cui il soggetto protagonista è al centro dell'attenzione di tutti i partecipanti (ma è nello stesso tempo utilizzato per indicare un "genere" della filmografia porno). La tipologia più consueta di gang bang è quella che vede come protagonista una donna e, come partecipanti, un numero variabile di maschi, i quali si alternano nella penetrazione, oppure si rendono protagonisti di penetrazioni multiple o di altre attività sessuali, come ad esempio il sesso orale, la masturbazione o il bukkake. Vi sono anche gang bang attuate fra sole donne, con tendenze al lesbismo o alla bisessualità. Infine, ma più raramente, si svolgono gang bang che hanno come protagonista un unico soggetto maschile o due al massimo, nella funzione di co-protagonisti, e attorno una moltitudine di donne: in questo caso si parla di reverse gang bang (per esempio, alcuni dei film realizzati da Rocco Siffredi sviluppano specificatamente questo aspetto) ovvero - detto in Italiano - di gang bang inversa. Queste forme di sessualità praticate in gruppo, che hanno avuto un'ampia rappresentazione pornografica in immagini e video, ora sono anche stati prodotti da registi italiani (anche se non in Italia: vedi l'esempio citato sopra di Rocco Siffredi) e commercializzate (prima in VHS, ora in DVD) soprattutto nei sexy shop (o attraverso la vendita per corrispondenza da parte di rivenditori/distributori specializzati, come ad esempio la Preziosa Video).
Le origini delle pratiche sessuali legate alla gang bang si perdono nel tempo; un riferimento suggestivo può essere fatto alle orge rituali, tipiche di antichi culti (ad es. i cortei bacchici o le feste in onore di Dioniso), nonché a particolari figure femminili la cui caratteristica sarebbe stata quella di dedicarsi al sesso in maniera particolarmente lasciva e voluttuosa. Si ricordano, ad esempio, nella Roma classica, le maratone sessuali, vere o presunte, dell'imperatrice Messalina (le cui gesta erotiche sono raccontate in uno splendido - ed eccitante - romanzo di Lasse Braun; Lady Caligola) che - secondo alcune fonti - avrebbe avuto rapporti sessuali persino con 25 uomini in un solo giorno. Nel Cinquecento era invalsa e richiestissima, tra le cortigiane, l'usanza del cosiddetto Trentuno, denominazione probabilmente riferentesi ai 31 giorni del mese concentrati in una sola giornata, che consisteva nel farsi possedere da trentuno uomini consecutivamente, come racconta Lorenzo Veniero nel poemetto La Zaffetta, celebrando le arti della cortigiana veneziana Angiola Zaffa.

 

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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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